L’oggetto totalmente defunzionalizzato e presentato in maniera inusuale, inconsueta attrae la nostra attenzione, stimola la nostra immaginazione. Alla base di tutti i miei lavori ben riusciti c’è quest’opera di Marcel Duchamp: “Ruota di Bicicletta” (1916) , che inoltre è il suo primo ready–made (termine coniato per la prima volta per definire proprio questo lavoro). Per Duchamp l’arte esiste ovunque, anche negli oggetti quotidiani. Ogni manufatto può elevarsi alla dignità d’opera d’arte grazie alla scelta operata dall’artista. Nell’attività di Duchamp i ready-made si attuano attraverso uno spostamento dell’angolo visuale del quale l’oggetto è ordinariamente percepito ed isolandolo dalle sue naturali condizioni ambientali”.
Tale concetto chiamato anche “straneamento” ci permette ad esempio di progettare l’etichetta di un vino in modo tale da farla risaltare tra le altre grazie a sapienti accorgimenti quali: il punto d’applicazione, i colori, le forme. Allo stesso modo possiamo ravvivare il nostro quotidiano dalla vita lavorativa, a quella sentimentale, a quella sessuale stupendoci di noi stessi e facendo stupire chi ci sta accanto.