11:09 am ● Sunday, July 29, 2007

Il principio di straneamento

Inserito in Arte

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L’oggetto totalmente defunzionalizzato e presentato in maniera inusuale, inconsueta attrae la nostra attenzione, stimola la nostra immaginazione. Alla base di tutti i miei lavori ben riusciti c’è quest’opera di Marcel Duchamp: “Ruota di Bicicletta” (1916) , che inoltre è il suo primo ready–made (termine coniato per la prima volta per definire proprio questo lavoro). Per Duchamp l’arte esiste ovunque, anche negli oggetti quotidiani. Ogni manufatto può elevarsi alla dignità d’opera d’arte grazie alla scelta operata dall’artista. Nell’attività di Duchamp i ready-made si attuano attraverso uno spostamento dell’angolo visuale del quale l’oggetto è ordinariamente percepito ed isolandolo dalle sue naturali condizioni ambientali”.

Tale concetto chiamato anche “straneamento” ci permette ad esempio di progettare l’etichetta di un vino in modo tale da farla risaltare tra le altre grazie a sapienti accorgimenti quali: il punto d’applicazione, i colori, le forme. Allo stesso modo possiamo ravvivare il nostro quotidiano dalla vita lavorativa, a quella sentimentale, a quella sessuale stupendoci di noi stessi e facendo stupire chi ci sta accanto.

One Response to “Il principio di straneamento”

  1. Barbara Parigi Says:

    Duchamp, meglio di chiunque prima di lui e dopo di lui, ha messo “sottosopra” il mondo dell’arte tanto da ispirare tutta l’arte contemporanea. Ha dato all’arte una “psicologia” dell’inconscio prima ancora dell’action painting e di Pollock e prima dello spazialismo di Fontana. Ha fatto ciò che molti non hanno avuto il coraggio di fare : cancellare il passato ROMPERE creare una frattura profonda da cui RICOSTRUIRE. Abbandonando la razionalità in favore del subcoscio. Adoro Duchamp e trovo fantastico che ispiri ancora così tanta gente dopo quasi un secolo!

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