“Il povero è quello che vive alla periferia delle cose, quello che ha sempre visto tutto da lontano. Qualsiasi fenomeno per lui è distante.
Il povero è quello che non ha idee sue, che riesce a fare propria qualsiasi cosa ( una macchina, una casa, dei mobili, una teoria… ) senza però digerirla.
Il povero è uno che si entusiasma anche di fronte alle più assolute ovvietà e banalità, a prodotti fatti male, costriti da altri poveri.
Il povero potrebbe anche essere quello che ha la Panda, ma non è povero perché ha la Panda, è povero perché non sa chi l’ha disegnata.”
da “PAROLE POVERE” – il deboscio – Mondadori
Oggetto: Panda
Designer: Giorgetto Giugiaro
Produttore: FIAT (dal 1980 al 2003)
Avevo già compiuto i 6 anni quando, aspettando l’inizio delle elementari mi facevo le mie solite 3 settimane di fine estate dai nonni di Forlì.
Da loro passava sempre un mucchio di gente: parenti, amici, …, mica come da noi a Mezzano dove venivano solo i clienti di mio babbo. C’erano tanti personaggi simpatici… di certo la Caterina, cugina di mia nonna, si era guadagnata una buona posizione in quanto, spesso, si presentava con dei regali per me.
Il più bello di tutti fu una riproduzione di una FIAT Panda della “Bburago“. Era marrone con gli interni champagne [proprio come quelle che si vedevano in giro], aveva le 2 portiere davanti apribili, con i sedili che si piegavano in avanti per permettere alle persone di sedersi anche dietro, anche il baule che si apriva e così pure il cofano con tanto di blocco motore con ruota di scorta [esattamente come in quella vera!].
ERA BELLISSIMA! CE L’HO ANCORA! Anche se ricolorata di bianco e ritrasformata in una sorta di versione trash SPAGHETTI-GHOSTBUSTERS ECTO-1…
Ricordo ancora anche la confezione della Panda. Era nera con una bordatura gialla che correva lungo la finestrella trasparente la quale permetteva di ammirare il contenuto, anche a scatola chiusa, proteggendolo [un pò come avviene adesso per le confezioni di mozzarella Mandara... chissà se l'idea per queste ultime è venuta al designer dai packagings della "Bburago"?!]. Sul retro il “pack” aveva anche varie informazioni: marca del veicolo, dimensioni, anno di produzione e anche il nome di chi l’aveva disegnata, tal Giorgetto Giugiaro.
Questo nome ha accompagnato più volte e accompagna tuttora la vita di molti di noi, per tutte le auto che ognuno ha sognato: alcune Ferrari, alcune Lamborghini, la DeLorean DMC-12 che Marty ( Michael J. Fox ) guidava in “Ritorno al Futuro” e per tutte le auto che molti di noi hanno avuto: l’AlfaSud (1972), l’Alfetta GT (1974), BMW M1 (1977), la FIAT Uno (1983),…
L’AUTO e il suo DISEGNATORE
La FIAT Panda, prodotta fino al 2003, venne inizialmente lanciata sia come un’utilitaria che come la seconda auto per tutte le famiglie. La sua eredità storica è sopravvissuta al suo stile. Giorgetto Giugiaro, il suo disegnatore, che inizialmente studiava arte decise di abbandonare il percorso artistico per intraprenderne uno di disegno più tecnico. Nel 1959, quando era appena 17enne, gli venne offerto un impiego al centro stile della FIAT. Giugiaro iniziò a disegnare auto dalle superfici ampie, squadrate e dalle linee taglienti e fece ben presto entrò nella storia. Il suo stile conosciuto anche come “scuola del disegno su carta” [ancora il computer o meglio l'elaboratore elettronico era qualche cosa di lontano in questo campo] dietro il quale si celano anche molte Ferrari e Laborghini. Certo è che la Panda è un testamento a questo stile, con la sua forma “a scatolone”, i fanaloni rettangolari, rifinita, nella seconda versione (1984), con 5 diagonali cromate ad essenzializzare il logo “FIAT”, poste sulla griglia ne impreziosiscono l’intero aspetto è stata anche la prima utilitaria ad essere prodotta nella versione 4×4.
La Panda è una delle prime generazioni di auto italiane frutto del “Robogate”: un sistema di produzione robotizzato che assembla i vari componenti.
Il motore e le trasmissioni della 127 furono il cuore e la struttura alle quali venne dato l’aspetto esteriore della Panda.
Mentre il suo “design” fu rivoluzionario, le sue parti meccaniche non lo furono: le sospensioni erano silenziose solo per corse su superfici piane e ben asfaltate, il motore perdeva olio e i pneumatici erano un pò troppo sottili. I numerosi nuovi accorgimenti di serie contribuirono a farla diventare la nova “AUTO UTILITARIA” per eccellenza; i sedili potevano essere: stesi fino a formare un letto [Viva, viva le camporelle!!!]; facilmente rimossi per creare più spazio di trasporto [ Aldo, il vicino di mio nonno, caricava fino a 10 casse, quelle da 15 chili, di pesche nettarine! ]; le foderine erano facilmente asportabili e potevano essere lavate.
E non dimentichiamoci il mitico cruscotto, in particolare la parte lato-guida di quest’ultimo. Era una sorta di ampia grondaia [ci stavano fino 2 zaini jolly-invicta incastrati uno di fianco all'altro; per quando si andava ai concerti "era il top"] bordata da un imponente e morbido boma [quando si ritornava la domenica mattina alle 3.30 dal VIDIA con Thomas stavo sul "sedile del morto" rannicchiato, con gli stinchi appoggiati lì...era comodissimo dopo una serata in discoteca!!!].
La Panda fu una vittima delle varie legislazioni sulla sicurezza ed iniziò ad essere rimpatriata dal mercato Europeo intorno al 1996.
La produzione cessò 7 anni dopo.
La Panda è stata recentemente rivisitata da Stefano Giovannoni, conosciuto in particolare per i suoi progetti per la ditta Italiana di casalinghi ALESSI. ALESSI e FIAT assieme hanno è deciso di riportare in auge lo spirito funzionale della Panda degli Anni ‘80.
Si è così unito stile e funzionalità senza rimpiangerne le linee anni ‘80.
E’ uno dei pochi oggetti, a mio avviso, frutto di un buon re-design.
Non come il new-beetle, la nuova mini o la nuova 500 dove lo spirito di un tempo è totalmente eclissato dallo styling…
August 27th, 2007 at 5:07 pm
Eh, sì, come dici tu la Panda (l’originale, intendo)fa risalire a galla molti ricordi, in particolare il trasloco che mi sono fatta da via Bondiolo a viale Baccarini, caricandola con tutto quello che ci poteva stare, semplicemente tirando giù i sedili posteriori, quante ne ha viste povera macchina!!! Praticamente mi ricordavo a mala pena di metterle la benzina e lei fedele come un cane mi trasportava OVUNQUE. Quante volte ho citato la frase della sua pubblicità….se non ci fosse bisognerebbe inventarla!
August 28th, 2007 at 8:47 am
…io per anni ho guidato la fiat panda…audite audite… modello selecta… alias A CAMBIO AUTOMATICO!!!!
Ora ogni tanto ci riprovo ed è sempre una grande emozione.
January 19th, 2008 at 7:31 pm
Cerco schema (disegno) tecnico della Fiat Panda 750 con relative dimensioni (qualsiasi versione)
ringrazio per l’aiuto
Antonio
e-mail antoniofras@libeo.it
January 21st, 2008 at 9:49 am
Purtroppo non sono in possesso di alcun disegno tecnico. Ci vorrebbe il libretto delle istruzioni FIAT da passare allo scanner ma non conosco più nessuno che lo abbia… se trovi qualche cosa per piacere rigiralo anche a me, non mi dispiaceebbe postarlo su questo blog.
N.B. Pensa che è stato difficile trovare una foto decente della prima FIAT Panda base… Pure sull’Enciclopedia del Design edita da PHAIDON, dove solitamente mi documento, era pubblicata solo la II° versione (quella con la griglia che presenta le 4 diagonali cromate) spacciata per la I°!!!
May 8th, 2008 at 12:11 pm
io ce l’ho il libretto della panda.. è ancora la mia macchina anche se l’atro giorno mi hanno dato un sonoro smusso al davanti con un grand cherokee.
non so come farò se mi si sfascia .io guido solo panda da quando ho la patente e il nuovo tipo non è per una purista come me.In questo giorni ho il pandino del babbo con il corno napoletano e il santino appiccicato al lato guida mooolto trash