9:56 am ● Thursday, September 20, 2007

SACCO

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Inserito in Design

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Oggetto: Sacco (1968)

Designer:
Piero Gatti (1940-),
Cesare Paolini (1937-1983),
Franco Teodoro (1939-)

Produttore: Zanotta (dal 1968 ad oggi)

Ci sono a volte in cui risulta difficile, lo ammetto, per chi non è del settore, capire appieno la genialità di alcuni progetti e quanto possano essere stati rivoluzionari. Tali oggetti rischiano di divenire icone immortali tanto quanto caricature del mondo che li ha generati…

Gli Anni ‘60 hanno assistito al sorgere di una produzione di massa di mobili che utilizzavano materiali moderni e poco costosi così come le plastiche termo-formate ad iniezione ed espanse. I mobili gonfiabili e quelli usa e getta divennero parte di un’evoluzione nell’arredo degli interni e sintomo dello sconvolgimento socioculturale giovanile di quella decade.

La casa manifatturiera Italiana Zanotta fece la scelta vincente di entrare nel mondo dell’ “arredo POPolare” con la produzione della poltrona/sedia “Sacco” che venne presentata da Piero Gatti, Cesare Paolini, Franco Teodoro ad Aurelio Zanotta.

Nonostante i prototipi fossero stati realizzati molti anni prima, solo nel 1968 venne commercializzata la seduta così come la conosciamo oggi: un sacco a fagiolo imbottito di piccole palline di polistirene semi-espanso, facilmente adattabile a qualsiasi posizione che la persona a sedere assume.
I designers [con un'animo troppo artistico e poco commerciale] inizialmente proposero un sacco trasparente, informe, riempito con un fluido, ma il peso eccessivo e la difficoltà nel riempirlo hanno portato alla geniale scelta finale: tessuto+polistirene.
[Secondo alcune voci il polistirene usato inizialmente era quello di scarto degli imballi di altri prodotti Zanotta. Se così fosse, il tutto risulterebbe ulteriormente GENIALE!!!]
La seduta “Sacco” venne presentata sul mercato come la poltrona delle 1001 Notte (1000 posizioni per il giorno e 1 per la notte).
Ben presto divenne la seduta per eccellenza del jet set.
La cosa assurda è che, visto la difficoltà di brevettare un sacco imbottito con palline di polistirene, facile da riprodurre, non passò molto tempo che il mercato venne sommerso con riproduzioni/imitazioni della poltrona “Sacco”, l’azione però non fu di disturbo anzi, portò a far riconoscere il marchio Zanotta a livello internazionale.

Da questo momento iniziò la produzione di pezzi di design di alta qualità e valore emotivo che diffusero il nome del design italiano in tutto il mondo con pezzi riempi-spazio e ruffianamente modaioli ma allo stesso tempo così fuori dal tempo da poter sopravvivere di vita propria ancora oggi in mezzo a qualsiasi altro pezzo d’arredo. In particolare la seduta “Sacco” è l’icona di un design pioniere e di ricerca che ancora poteva rischiare in un’ottica di ottimismo pienamente anni ‘60.

5 Responses to “SACCO”

  1. Nico Says:

    Gabriele lo vorrebbe come elemento del nuovo arredamento….. aiuto!

  2. STRADAioli Says:

    Come aiuto… è fantastico e lo trovi in moltissime colorazioni o fantasie (www.zanotta.it).
    Abbinabile a qualsiasi altro mobilio può dare un colpo di vivacità all’intero ambiente in cui è inserito.

  3. mamma fullo Says:

    L’unica cosa importante, è non sedercisi sopra di botto perchè si rischia di finire ruzzoloni sul pavimento!!!! :-D

  4. STRADAioli Says:

    Sinceramente credo di non averla mai provata… ma di certo è da considerarsi come un pouf.
    L’aspetto che comunque mi ha sempre inquietato è pensare che il cane o il gatto di casa la potessero rompere e spargerne il contenuto… ARRRGH!!!

  5. Alex Says:

    Assolutamente una delle sedute più geniali degli anni ‘60, soprattutto per il suo animo semplice, il concetto elementare e l’attitudine a un utilizzo moderato del materiale inquinante, sebbene - ahimè - ne sia composto in gran quantità. D’altronde tutta la produzione di design del tempo fu molto entusiasta delle proprietà ed economicità della plastica…Panton, Pesce, Saarinen. “Sacco” è molto più attuale delle sedie sue contemporanee: sedia? Poltrona? Pouf? Il “multi-purpouse” è molto anni ‘90. “Tulip” o “S-Chair” sono inevitabilmente vintage ;-)

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