7:01 am ● Monday, September 24, 2007

BABBO con un fiore in bocca

Inserito in Zibaldone

6 di Dicembre 2005
Quasi Natale!
Lo capisci perché iniziano ad esserci gli addobbi nelle case.
Una volta potevi capirlo anche dagli spot pubblicitari dei panettoni, ma adesso li trasmettono già da fine ottobre!!!
Tutti sono più buoni.
Tutto è più bello.
Tutti sono felici.
Tutto sbrilluccica.

IL GIORNO PIU’ BRUTTO DELLA MIA VITA.

Disperso, insieme a mio babbo, a non so a quale chilometro di uno dei corridoi dell’Ospedale di Ravenna.
In un’improvvisato sportello collocato in non si sa quale precedente anti-sala di qualcosa.
Riceviamo una documentazione di quattro facciate, che ancora conservo in ricordo sempre con me nella borsa del “portatile”, che recita:

ACCESSO PRIORITARIO
RMN faringe - base lingua - collo
(carcinoma della base linguale con adenoide lat-cervicale dx)

Mio babbo ha un tumore.

Lì per lì, in piedi come due “ciù*” in mezzo al via vai della corsia, non siamo nemmeno certi al 100% di aver interpretato correttamente lo scritto.
Carcinoma.
Quel documento è un po’ troppo tecnico…
C a r c i n o m a.
Speri di interpretare troppo severamente e/o negativamente quei fogli.
CARCINOMA.
Inoltre, in questi casi, desideri essere più ignorante di quello che effettivamente sei e di non ricordare bene il significato della parola “carcinoma”.
Repentinamente ti rendi conto che qualcosa di brutto si sta abbattendo sulla tua famiglia e diventi inaspettatamente, pure per come tu stesso ti conosci, freddo, razionale, risoluto.
E’ lo spirito di sopravvivenza che viene fuori.
Fai due calcoli.
Dunque…
… sono l’unico figlio, l’unico nipote da parte dei nonni materni (i nonni di Forlì, quelli ancora in vita).
Tutti quanti in famiglia hanno una spiccata filosofia del vivere che fa parte di una morale tipicamente cristiana: “siamo nati per soffrire”.
Capisci che devi prendere in mano tutto te.
A ben 29 anni (al tempo dei fatti) è la prima volta che provo la sensazione di essere adulto.

Mio nonno Gaspare Stradaioli, a 29 anni, migra da Meldola (FC) verso Mezzano di Ravenna, dalla collina alla pianura in cerca di fortuna su un “biroccio” trainato dalla cavalla Gustina.
Appresso a lui i quattro figli (Lorenzo, Antonio, Domenico, Gabriella), la moglie Maria ed il fratello Quinto.
Quasi una carovana da pionieri del Far-West. Forse è per quello che adorava tanto i “cappellacci” ovvero “western”… ci si rivedeva molto.

L’altro nonno, Domenico Parigi, alla soglia dei 30, deve valutare assieme al fratello Bruno e al padre Livio il miglior podere nel quale spostarsi. Avrebbero lasciato la natale Predappio Alta alla volta di Castel Bolognese, Imola o Lido di Savio? Nell’arduo compito mio nonno, in visita di podere in podere, vede per la prima volta il mare e se ne innamora.

A 29 anni, a mio babbo, vengono i primi “ciuffetti” bianchi sulle basette.
Gli unici che ha tutt’ora.
Non dorme la notte.
Ha dei pensieri: a costruzione di casa (quella che sarebbe diventata una reggia di 3 piani) nei fine settimana, il lavora da idraulico lo tiene occupato atempo pieno negli altri giorni, l’imminente matrimonio…

Io, a 29 anni, ho tenuto alto il morale della famiglia.
Ho semplicemente giocato a far finta che nulla potesse andare storto.
HA FUNZIONATO!
CHE CULO!
Mio babbo è, anche se dopo qualche traversia, ancora VIVO ed IN SALUTE.
BUON COMPLEANNO BABBO!

*Ciù: In dialetto romagnolo l’assiolo o più comunemente, dal suo verso tipico, il “chiu”.

4 Responses to “BABBO con un fiore in bocca”

  1. Vale Says:

    ricordo bene quel periodo….
    situazione analoga la stavo vivendo anchio….
    vale

  2. STRADAioli Says:

    Son troppo felice di sentirti… ti pensavo proprio stanotte… come al solito non dormo, i miei bioritmi sono sfasati… frutto di un’estate vissuta un po’ troppo al massimo.

    Oggi vado a Bologna ad incontrare una delegazione di industriali Indiani che mi hanno contattato tramite la loro Camera di Commercio. Tra i vari lavori che mi porto dietro come esempi campione c’è anche il packaging de “La Doria” che abbiamo sviluppato assieme. :)

  3. Nico Says:

    Conosco la sensazione, purtroppo.
    In bocca al lupo per la delegazione!

  4. mamma fullo Says:

    Come in tutte le storie l’importante è che tutto finisca bene e così è stato. Come famiglia adottiva allora come ora ti siamo sempre stati vicini e abbiamo condiviso i tuoi timori e le tue pene come abbiamo sempre gioito dei tuoi successi. La vita spesso ci dà degli schiaffoni per ricordarci quali sono le cose “veramente” importanti, sta a noi capire quali sono le priorità e a dare alle cose il giusto valore. Troppo spesso crediamo che avere il telefonino ultimo modello o il jeans firmato sia essenziale per vivere meglio; invece per vivere meglio la cosa più importante è l’amore, il rispetto, la comprensione che lega le persone fra loro, e che le fa sentire meno sole quando tutto sembra stia per crollare.

    P.S. Tengo le dita incrociate per il tuo incontro con la delegazione indiana, anzi già che ci sono ora scendo a dire due paroline a Gamesh, visto che in India è considerato il dio della fortuna e della protezione contro le cose negative.

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