[SPEED-WHEELS SHARK - SANTA CRUZ 1987]
[Puntata 2 di X]
LA DIREZIONE SI SCUSA PER LA MANCATA REGOLARITA’ DELLE PUBBLICAZIONI.
“Soap-Polpettone” sperimentale sulla Storia del Mio-Fare-Comunicazione
OGNI DI MERCOLEDI’ SU www.STRADAioli.com
1988.
2° Media.
Il torneo di pallavolo di fine anno è terminato.
Non ricordo esattamente chi era in squadra con me oltre a Nicola Barangani, ma ricordo che ci chiamavamo: gli “Sbananatori”.
Un po’ perché non eravamo certo dei gran giocatori e di “banane” ne facevamo tante, un po’ perché il nome era, allo stesso tempo, provocatorio e scemo, come noi del resto.
Sulle panche degli spogliatoi della palestra, ci stavamo esercitando, dopo la partita, in quello che a 12 anni è uno dei migliori passatempi per adolescenti: lo sfottimento reciproco.
Mmmh
molto “STAND BY ME“.
Samuel Naldi scende le scale di accesso.
Indossa una maglietta FAVOLOSA.
C’è stampata una testa di squalo tigre che sembra fuoriuscire dalle acque come nella locandina del noto film e delle scritte: una dai caratteri taglienti una dai caratteri sanguinolenti.
Il tutto risultava essere molto aggressivo splatter-gore.
Badate, allora di magliette “interessanti” o di questo tipo non se ne trovavano ne vedevano. Anzi, sarebbe meglio dire che in Italia proprio non esistevano.
Beh… forse qualche cosa dei Metallica o degli IRON MAIDEN, con l’immancabile Eddie, ma erano comunque, tutt’altro genere.
In linea di massima le magliette si dividevano in due categorie:
A_ per bambini: con qualche stampa tarocca di personaggi dei cartoni animati giapponesi anni ‘80 (le migliori erano quelle poi che avevano appiccicate, posticce, delle lettere a comporre il tuo nome);
B_ per adulti: monocolore con loghetto alla moda (originale o tarocco) cucito o ricamato sul cuore, in posizione da mostrine (era il periodo Best Company, Ivy in Oxford, Charro, Benetton, Stefanel,… ARGHH!!!).
Capite che quello che mi si stava presentando davanti, in quel momento, addosso a Samuel, era un’altro pianeta.
Un’altra dimensione.
Diversa.
Unica.
Fino allora presente solo nelle mie fantasie.
Samuel ci spiegò che quella maglietta, anzi quella T-shirt, gli era stata regalata da alcuni amici di famiglia che erano andati negli Stati Uniti ed era “roba da skateboard”.
Speed-Wheels era il nome della “Brigade”, la Banda di skater [ mmmh..."banda"... affascinante, quindi esiste un posto dove ci sono non solo skaters in abbondanza, ma addirittura bande di skaters, a Mezzano siamo 4 gatti ], mentre “SANTA CRUZ” era la marca.
“SANTA CRUZ”!
Mi suonava affascinante ed allo stesso tempo inappropriato… chi avrebbe mai pensato che avrei desiderato mettermi una maglietta con scritto “Santaqualchecosa”. Voglio dire, prima di allora mi sarebbe venuto in mente in abbinato al termine “Santa”, al massimo il nome “Caterina” come mia nonna di Forlì e di conseguenza tutto il mondo che la circonda: tortelli, uova, galline, l’arrosto di coniglio, la pasta al forno, le presine… ma di certo non sarei mai riuscito ad abbinare la parola “Santa” con qualche cosa di così BBBello come quello squalo!!!
Poi solo in seguito sono venuto a sapere che era il nome di una località balneare californiana dove era stata fatta molta della storia del surf e di conseguenza anche dello skateboard.
Certo che rimaneva buffo… è come se in parallelo qualcuno in Italia avesse fondato il marchio “Milano Marittima” o “Marina di Ravenna”?
Che cagata! Chi l’avrebbe mai comprata!
Eppure… dopo il Grande Fratello 2° edizione (2001) al quale prese parte una tal Mascia Ferri, cubista del Pineta di Milano Marittima, si iniziarono a vedere anche di queste cose: una linea d’abbigliamento “MM”/”Milano Marittima”.
Comunque, dalla visione di quella maglietta a qualche mese, il mio avvicinamento al mondo dello skateboard, iniziato con la visione di Baccini e subito dopo con qualche saltuario training sulla tavola di Babini (io ancora non ne avevo una mia), proseguì col coinvolgimento del mio guardaroba o meglio col mio modo di vestire.
Visto che soldi non ne avevo e non sapevo nemmeno dove avrei potuto comprare della roba come quella di Samuel, iniziai semplicemente a coordinare quello che già avevo in maniera più da trasher.
Nel mio armadio comparvero capi o accessori fluo (braccialetti, lacci delle scarpe, …).
Le T-shirt iniziarono ad essere portate risvoltate al contrario; i primi capi che ho visto prodotti con questo concetto, ossia con le cuciture di fuori, li ha fatti la DIESEL nel 2002, 14 anni dopo. E mi piace pensare che dietro ci fosse un ex-skater…
Poi, a casa mia, arrivò il primo skateboard professionale e altri prodotti di marca: VISION STREET WEAR, AIRWALK, PowellPeralta, G&S …
Ma tutto ciò merita almeno un altro post.
Quel che non sono mai riuscito ad avere era la maglietta o la felpa della SANTA CRUZ con la mano urlante.
E’ talmente diventata un’icona che la producono tutt’ora.
Ci faccio un pensierino per Natale di quest’anno…
C’è una domanda che comunque mi faccio da allora: è nato prima questo logo per gli “Speed Wheels” con la “Screeming->Hand” o la mano con occhio di “The Real Thing” dei “Faith No More”?

[SPEED-WHEELS SCREEMING HAND - SANTA CRUZ 1989]
September 26th, 2007 at 6:43 pm
Mitici sbananatori !!! Oltre a noi due c’ era anche Fabio Zenzani , la nostra punta di diamante , il fantasista , l’ imprevedibile ; nemmeno per noi che giocavamo con lui era possibile prevedere dove sarebbero andate a finire le sue battute (nemmeno in quale campo da gioco , a volte anche in quello a fianco dove giocavano altri ( abbiamo fatto più punti in partite non nostre che in quella in cui giocavamo
)
L’ altro dei “fantastici quattro” era tal “Foschini” anche lui , come noi , pienamente padrone della tecnica di battuta alla “Zenza”
Non ricordo se c’ era anche un quinto sbananatore ma comunque i nomi non avevano importanza , nessuno osava pronunciarli : chi per timore , chi per rispetto . Per tutti eravamo i temibili : “INNOMINATI”
Quando i capitani sceglievano uno ad uno i componenti per la propia squadra i nostri nomi non venivano mai nominati
Dalle ceneri dello scarto pallavolistico mezzanese nacquero così gli sbananatori . Non abiamo mai vinto una partita che fosse una ma è stato sicuamente il più divertente torneo di pallavvolo che abbia mai fatto
Ciauz
ps.
Quando è che si va a cenare di nuovo che ciò fameeee!!!
September 26th, 2007 at 6:45 pm
STRADA, CHE DEVO DIRE……GRANDE!!!
September 26th, 2007 at 7:27 pm
Mamma mia Strada!!!
Eri così scarso a giocare a pallavolo?
A leggere questo blog saltano fuori gli altarini del passato!!!
Baranga ha fatto un quadro della situazione veramente BUFFO!!!
Poi ti parlerò della mia felpa BLU con le fiamme rosse, arancioni e bianche con al centro un OCCHIO.
Nessuna MARCA ma l’ho portata per anni e mia madre non capiva… Il gusto un pò tamarro mi ha sempre affascinato.
Ciao
September 27th, 2007 at 6:14 am
Non ERO… SONO, tuttora, scarso, ma, mi dicono “interessante” da vedere all’opera, perché, pur mancandomi le basi del volley, prendo palle impensabili componendo figure altrettanto improbabili.
A parte questo, il commento lasciato da Baranga è uno dei più belli e “veri” che abbia ricevuto dall’apertura del blog…
Sono proprio curioso di sapere qualche cosa in più sulla tua felpa blu… io non l’ho mai vista… quando ci siamo conosciuti non la portavi già più?!
October 3rd, 2007 at 10:23 am
L’ho portata per anni… Luca dice che era orribile.
Hi!Hi!Hi!
October 9th, 2007 at 5:21 pm
ahahah io la mia prima maglietta della santa cruz me la sono disegnata da solo!..strada ma tu eri più uno speed wheels o un bones brigade?! dai ammettilo che eri bones!
October 9th, 2007 at 5:28 pm
La risposta la trovi nel post di “RADISI” che uscirà mercoledì venturo!!!