9:15 am ● Tuesday, October 16, 2007

NON ANDATE A VOTARE

Inserito in Pensieri

Noam Chomsky dice: “L’attività politica dei partiti ora consiste nel produrre candidati attraverso meccanismi che sono controllati da concentrazioni di potere economico che emarginano la popolazione“. In pratica sei solo un elettore “che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà” come cantava Giorgio Gaber.
Chomsky esprime una forte preoccupazione per la libertà di informazione e per il futuro di Internet.

“V-Day. Parlamento Pulito. Nulla è stato detto [prima] dalla stampa. E’ davvero incredibile che sia stato possibile e ciò riflette la chiara, se non travolgente, necessità della popolazione che chiede sia fatto qualcosa di concreto per risolvere il persistente problema della politica italiana.
Dimostra che [Grillo] ha toccato un nervo scoperto; la reazione riflette, io penso, un senso di colpevolezza e paura. Quello che stanno facendo è molto importante e, per il potere, preoccupante. Tralasciamo l’accusa di terrorismo, che non ha senso. Ma l’accusa di populismo è interessante.
Cos’è il populismo? Populismo significa appellarsi alla popolazione; è un’accusa grave se viene da chi guida l’opinione pubblica. Pensano che la popolazione debba essere tenuta lontana dalla gestione degli affari pubblici. Pensano che la popolazione dovrebbe essere spettatrice e non partecipe.
Secondo questo punto di vista è sbagliato provare a coinvolgere la gente nella gestione della cosa pubblica. Forse il più grande intellettuale USA del XX secolo, Walter Lippman, pensava che la maggioranza della popolazione fosse ignorante e inaffidabile; le persone responsabili che dovrebbero guidare il Paese devono essere tenute al riparo dalle sue iniziative, dalla sua rabbia. Non è una posizione inusuale; è comune tra i liberal, gli intellettuali democratici e, da loro, si trasferisce alle classi dirigenti. E’ chiaro, quindi, perché le persone al potere non agiscono secondo i desideri della popolazione; questo è l’opposto di una democrazia funzionante. Penso che la vera democrazia sarebbe molto più efficace senza quelli che chiamiamo partiti politici, che funzionano solo come macchine per la produzione di candidati. L’unica forma di partecipazione è radunarsi ogni tanto e scegliere tra candidati e programmi che vengono presentati loro. Le persone sono escluse dalla formazione delle posizioni politiche dei candidati.
Alcune figure che sono in grado di raccogliere finanziamenti, il che vuol dire che sono “create” dal mondo economico, arrivano nelle città e dicono “Vota per me perché so io cosa fare” e la gente decide se votarli o meno. Una società democratica dovrebbe funzionare un po’ diversamente. Cosa dovrebbe accadere in una democrazia vera? La gente si radunerebbe pubblicamente e deciderebbe quale politica preferisce e direbbe ai candidati: “Questa è la politica che desideriamo; se sei in grado di portarla avanti bene, altrimenti vai a casa” Questa sarebbe una democrazia effettiva, il che è molto lontano dalla situazione attuale. L’attività politica dei partiti ora consiste nel produrre candidati attraverso meccanismi che sono controllati da concentrazioni di potere economico che emarginano la popolazione.
Un grande commentatore americano del XX secolo, John Dewey, evidenziò correttamente come “la politica è l’ombra che il potere economico ha posto sulla società”. Sembra proprio così, e non è democrazia.
C’è una nuova battaglia da combattere: se Internet debba rimanere libera e gratuita, come lo è se rimane in mani pubbliche, o se debba essere controllata. Controllare Internet non è facile ma ci sono i modi per farlo. Ci sono pochi sistemi per accedere alla Rete: se venissero privatizzati li vorrebbero controllare. Questa è una delle più grandi battaglie negli Stati Uniti, ora.” Noam Chomsky

Io è già da almeno 6 anni che non vado a votare in quanto sostengo sia inutile.
Mi sento preso in giro in partenza.
E non ha nemmeno senso aspettare educatamente che le cose si mettano apposto. Penso che anche azioni illegali a danno dei politici e della classe dirigente a questo punto possano essere ritenute lecite visto che loro, in primis, hanno infranto e continuano ad infrangere le leggi.
Ci vuole un TERREMOTO.
Immaginatevi di riportare il periodo del Terrore ai giorni d’oggi.
NO! Non fatevi spaventare da quello che vi dicono o che vi dicono “non perderemmo democrazia”.
Guardate cosa ci insegna la storia. In Francia l’altra volta non è andata così.
Semmai ai Politici verrebbe un pò di cagotto e magari inizierebbero a fare il loro dovere.
Provate ad immaginarvi un comizio in piazza e sul palco il candidato che più vi sta antipatico.
Immaginate che qualcuno salga sul palco e brandendo un macete mozzi di netto la testa al candidato e brandendola per i capelli la mostri alla folla gridando: “IN NOME DEL POPOLO SOVRANO”!
Scena truce ed allo stesso tempo sicuramente di forte pathos, quasi da tragedia greca.
State già meglio vero? Vi sentite come più liberi!
Purtroppo… noi non lo faremmo mai.
O meglio, tranquillizzo la Classe politica dirigente, questo non avverrà per ancora un pò.
Siamo di una generazione che ancora sta troppo bene perché ha le spalle coperte dai genitori ed i più fortunati anche dai nonni.
Se c’è un casino o se ce la vediamo brutta economicamente sappiamo di poter contare su di loro.
Invece i nostri figli non avranno nulla!
Noi non saremo in grado di mettere da parte un bel niente per loro!
QUELLI ALLORA SI’ CHE S’INCAZZARANNO!!!

10 Responses to “NON ANDATE A VOTARE”

  1. michele Says:

    mi permetto di dissentire..le tue posizioni non sono molto distanti da quelle del cosidetto “anarchismo insurrezionalista” che fonda il suo anti-politicismo in una sorta di liberazione anarchica delle volontà individuali e che può sfociare in posizioni “primitiviste” (john zerzan ha teorizzato sta roba, teorie che animavano i gruppi più estremisti coinvolti nei disordini del g8 di seattle)..il limite di questi approcci naturalmente è l’assenza o quasi di spinte propositive credibili..insomma distruggiamo tutto e poi..boh poi vediamo!
    secondo me non si scappa dalla politica, o meglio dal modello rappresentativo cosidetto democratico nato nella polis greca (che poi la polis non era cosi democratica come si pensa, l’economia della società si basava sulla schiavitù e i ricchi potevano dedicarsi alla politica non per lavoro ma per vocazione..)
    in sostanza il mio pensiero è che la politica se non la fai la fanno gli altri!
    ciu

  2. STRADAioli Says:

    Andare a votare è uguale a fare la politica degli altri. Ci stanno solo dando la sensazione di essere liberi. NON ANDARE A VOTARE è diventato FARE POLITICA.
    NON VOGLIO L’ANARCHIA, VOGLIO L’ELIMINAZIONE dell’ATTUALE CLASSE POLITICA e possibilmente anche del parentado tanto per evitare fenomeni di nepotismo.

  3. michele Says:

    eh ma se non vai a votare e dici di non voler fare la rivoluzione non fai un cacchio e come fai a mandare a casa l’attuale classe politica?!!..la nostra generazione dovrebbe fare politica nel senso di prendere coscienza di se dei propri bisogni e desideri COSTITUIRSI E PROPORSI COME ALTERNATIVA alla vecchia classe politica..allora il voto sarebbe un arma micidiale..dire che non andare a votare è fare politica è un po fuffa..^^

  4. michele Says:

    ..ammetto tuttavia che il sistema dei partiti attuale non è proprio credibile..bisogna capire se il male sta nelle persone (i politici attuali) o nel sistema stesso..se cosi fosse cambiare le persone non servirebbe a niente..la modalità che descrive chomsky mi sembra giusta ma è un po la scoperta dell’acqua calda..in teoria il nostro sistema dovrebbe già funzionare così..

  5. STRADAioli Says:

    “…eh ma se non vai a votare e dici di non voler fare la rivoluzione non fai un cacchio e come fai a mandare a casa l’attuale classe politica?!!”
    VERO! Infatti mi rendo conto di non aver le palle per fare la rivoluzione in quanto sto ancora troppo bene!
    Ma non andare a votare è già un ovvio segnale di dissenso. Se una grossa fetta d’elettorato non andasse a votare penso che la Classe Politica si dovrebbe chiedere almeno perché.
    Personalmente mi trovo in una situazione di comodo tale da farmi stare abbastanza buono e da far si che tutto continui indisturbato. Così penso sia per molti altri ai quali basta purgare la propria rabbia con chiacchiere al/da bar. Del resto siamo Italiani!
    Rimane il fatto che non mi piace come stanno andando le cose e non vedo una possibile soluzione pacifica tra le parti…
    Come soluzione intendo il raggiungimento di una Società fondata sulla meritocrazia e non sul ladrocinio, quello che una volta ci insegnavano a scuola ed in casa: “se fai il bravo allora forse ti meriti la bicicletta…”.
    Ultimamente mi è capitato di sentire dei genitori dire “spero che mio figlio cresca furbo”. Evidentemente, nell’attuale contesto in cui si è inseriti è questo il maggior requisito della legge della sopravvivenza. A questo punto bisogna domandarsi: “Spero che sia furbo per non farsi fottere?” o “Spero che sia furbo abbastanza per fottere gli altri?”.
    Nel secondo caso, a mio avviso, tristemente più attuale e concreto, allora sì, hai ragione tu a dire che non basta cambiare la Classe politica.

    Allora non ti pare che serva uno SCOSSONE?!
    Il problema è che io non sono in grado di scendere in piazza armato.
    Mi piacerebbe, ma mi cago addosso!
    Spero sia solo questione di tempo perché di rabbia da parte ne ho messa veramente tanta e con la merda nelle mutande non si sta tanto bene!

  6. STRADAioli Says:

    Tanto per alleggerire un pò il tono della discussione… William Wallace per te è un eroe o un coglione?

  7. Stefano Says:

    L’incazzatura del “popolo” è inversamente proporziale al livello degli stipendi (in regola o in nero). Finché i soldi ci sono, nessuno si incazza. Quando non ci sono, si incazzano tutti. Le toerie non infiammano più nessuno.
    La verità è che siamo una generazione inoffensiva. Questo paese è più povero di quello che sembra, perché genitori e nonni ecc. fanno da rete di salvataggio sociale - e possono farlo perché è stata la loro generazione che, portando il debito pubblico dal 60% al 120%, si è comprata la casa e tutto il resto, si è presa TUTTO, e a noi ha lasciato solo le briciole.
    Ma non facciamo gli ipocriti. Se fosse toccato a noi avremmo fatto lo stesso (non io o tu personalmente, ma “noi” come generazione).
    La classe politica è corrotta e tutto il resto ma è tale perché corrotta e tutto il resto è la società italiana: la “corruzione” (a volte solo morale, a volte anche penale) dei politici consiste soprattutto nello smistare potere ovvero soldi ovvero posti di lavoro. Dice: aboliamo gli sprechi della pubblica amministrazione. Va bene: ma questo significa lasciare a casa un sacco di gente (non di “politici”, ma di persone comuni) che non producono e ci costano un sacco. E questo andrebbe fatto.
    Colpire l’attuale assetto significa colpire tutti, per primi noi stessi. Perché siamo noi il male del paese. La classe politica lo sa e ci lascia parlare parlare e parlare perché tanto non faremo niente. Quanti avranno il coraggio di mettere a fuoco e fiamme un sistema che, in un modo o nell’altro, gli dà “lavoro”?… Pochi, troppo pochi.
    Siamo una generazione inoffensiva.
    Nondimeno, la società italiana è divisa in due: i vecchi che hanno tutto e i giovani che non hanno niente. Se continuierà ad essere così, qualcosa succederà.

  8. michele fittini Says:

    niente di meno che Sir William Wallace..non lo so strada..sull’onda della suggestione si sarebbe tentati di dire che fu un eroe ma naturalmente è solo questione di punti di vista..se oggi un militante della lega si armasse e guidasse un gruppo di seguaci per la liberazione del popolo padano dalla tirannia della roma ladrona sarebbe un eroe o un coglione?!!

  9. STRADAioli Says:

    ?
    BOH!
    Di certo i Padani seduti in Parlamento sono come gli altri Parlamentari di Roma…

  10. giorgia Says:

    Vorrei dire una cosa a fittino:
    non sai quando compio gli anni???
    VERGOGNA

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