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	<title>Comments on: L&#8217;antilingua, ovvero l&#8217;arte di complicare una lingua semplice</title>
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	<description>Enrico STRADAioli, designer</description>
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		<title>By: STRADAioli</title>
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		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 16:45:34 +0000</pubDate>
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		<description>Ohpps... pensavo che WordPress lo facesse in automatico...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ohpps&#8230; pensavo che WordPress lo facesse in automatico&#8230;</p>
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		<title>By: mamma fullo</title>
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		<dc:creator>mamma fullo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 17:53:01 +0000</pubDate>
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		<description>dimenticavo....aggiorna l&#039;ora solare sotto ai post, sei ancora con l&#039;ora legale! :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dimenticavo&#8230;.aggiorna l&#8217;ora solare sotto ai post, sei ancora con l&#8217;ora legale! <img src='http://stradaioli.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>By: mamma fullo</title>
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		<dc:creator>mamma fullo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 17:51:55 +0000</pubDate>
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		<description>Non te la prendere: proprio recentemente ho scoperto che ora è ammesso persino dire ....a me mi piace...Ai miei tempi (uffa che barba sta vecchia che parla sempre dei suoi tempi!) l&#039;insegnante mi avrebbe messo contro il muro dietro alla lavagna (guarda che allora non erano ancora attaccate al muro!). Secondo me si dovrebbe far capire alle nuove generazioni che se si vuole avere un vocabolario più ricco a cui attingere per parlare e scrivere meglio, basterebbe solo leggere un poco di più. E per leggere non intendo fumetti, ma buoni libri scritti da buoni scrittori. Non è indispensabile che siano testi di filosofia o saggi letterari, anche dei buoni romanzi possono servire allo scopo: divertono e arricchiscono la mente!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non te la prendere: proprio recentemente ho scoperto che ora è ammesso persino dire &#8230;.a me mi piace&#8230;Ai miei tempi (uffa che barba sta vecchia che parla sempre dei suoi tempi!) l&#8217;insegnante mi avrebbe messo contro il muro dietro alla lavagna (guarda che allora non erano ancora attaccate al muro!). Secondo me si dovrebbe far capire alle nuove generazioni che se si vuole avere un vocabolario più ricco a cui attingere per parlare e scrivere meglio, basterebbe solo leggere un poco di più. E per leggere non intendo fumetti, ma buoni libri scritti da buoni scrittori. Non è indispensabile che siano testi di filosofia o saggi letterari, anche dei buoni romanzi possono servire allo scopo: divertono e arricchiscono la mente!</p>
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		<title>By: STRADAioli</title>
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		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 10:51:03 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;altra sera ero in compagnia di una ragazza straniera che si trova in Italia da oramai 3 anni.
Più volte sono rimasto stupito da quanto parli bene la nostra lingua, non solo nell&#039;uso di tempi verbali più complessi (costruzioni con i condizionali, congiuntivi, ...) ma anche nell&#039;uso di termini tecnici.
Tanto per fare un esempio, per dire quello che io avrei espresso con un banale, immediato e poco elegante costrutto: &quot;Lavora in una fabbrica dove fanno le camicie&quot; ha detto &quot;Lavora in una manifattura dove confezionano camicie&quot;.
Ok, &quot;manifattura&quot; fa un po&#039; ridere, è forse un po&#039; troppo Rivoluzione Industriale ma corretto.
Ho provato una sorta di vergogna e ho dovuto tristemente rendermi conto della povertà ed uso a volte improprio del mio lessico quotidiano... :(

Devo dire che quando mi sono trovato in Inghilterra per studiare, circa 10 anni fa, professori e compagni di corso mi dicevano che parlavo &quot;l&#039;Inglese della Regina&quot; sin troppo corretto e aulico...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altra sera ero in compagnia di una ragazza straniera che si trova in Italia da oramai 3 anni.<br />
Più volte sono rimasto stupito da quanto parli bene la nostra lingua, non solo nell&#8217;uso di tempi verbali più complessi (costruzioni con i condizionali, congiuntivi, &#8230;) ma anche nell&#8217;uso di termini tecnici.<br />
Tanto per fare un esempio, per dire quello che io avrei espresso con un banale, immediato e poco elegante costrutto: &#8220;Lavora in una fabbrica dove fanno le camicie&#8221; ha detto &#8220;Lavora in una manifattura dove confezionano camicie&#8221;.<br />
Ok, &#8220;manifattura&#8221; fa un po&#8217; ridere, è forse un po&#8217; troppo Rivoluzione Industriale ma corretto.<br />
Ho provato una sorta di vergogna e ho dovuto tristemente rendermi conto della povertà ed uso a volte improprio del mio lessico quotidiano&#8230; <img src='http://stradaioli.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Devo dire che quando mi sono trovato in Inghilterra per studiare, circa 10 anni fa, professori e compagni di corso mi dicevano che parlavo &#8220;l&#8217;Inglese della Regina&#8221; sin troppo corretto e aulico&#8230;</p>
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		<title>By: mamma fullo</title>
		<link>http://stradaioli.com/blog/2007/10/30/lantilingua-ovvero-larte-di-complicare-una-lingua-semplice-2/comment-page-1/#comment-325</link>
		<dc:creator>mamma fullo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 13:27:15 +0000</pubDate>
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		<description>Tiriamo le somme: nel nostro Paese gli idiomi parlati regolarmente sono molti, partendo dai dialetti, per passare alla strana lingua usata dai ragazzi di oggi che accorciano, tagliano, inventano vocaboli che non esistono, per arrivare al &quot;burocratese&quot; passando per le lingue straniere (arabo, albanese, rumeno, moldavo, senegalese, marocchino, cinese, giapponese, tedesco, francese, inglese, ecc.) e infine una strana lingua detta....italiano. Detta lingua credo sia in avanzato stato di &quot;decomposizione&quot;. Per quanto mi riguarda trovo sempre più difficile incontrare qualcuno che sappia esprimersi con un vocabolario più ricco di 500-1000 parole. I sinonimi, i contrari, i verbi, le coniugazioni, le congiunzioni, gli avverbi, gli aggettivi stanno diventando &quot;razze da estinzione&quot;. Mi dispiace dover far notare, soprattutto ai giovani, che stanno rotolando sempre più velocemente sulla china dell&#039;ignoranza (dal latino ignoro=non so).
Forse la scuola che ho fatto ai miei tempi era &quot;nozionistica&quot;, ma credo di esserne uscita sapendo leggere e scrivere correttamente la nostra lingua, che ritengo essere una fra le più musicali al mondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tiriamo le somme: nel nostro Paese gli idiomi parlati regolarmente sono molti, partendo dai dialetti, per passare alla strana lingua usata dai ragazzi di oggi che accorciano, tagliano, inventano vocaboli che non esistono, per arrivare al &#8220;burocratese&#8221; passando per le lingue straniere (arabo, albanese, rumeno, moldavo, senegalese, marocchino, cinese, giapponese, tedesco, francese, inglese, ecc.) e infine una strana lingua detta&#8230;.italiano. Detta lingua credo sia in avanzato stato di &#8220;decomposizione&#8221;. Per quanto mi riguarda trovo sempre più difficile incontrare qualcuno che sappia esprimersi con un vocabolario più ricco di 500-1000 parole. I sinonimi, i contrari, i verbi, le coniugazioni, le congiunzioni, gli avverbi, gli aggettivi stanno diventando &#8220;razze da estinzione&#8221;. Mi dispiace dover far notare, soprattutto ai giovani, che stanno rotolando sempre più velocemente sulla china dell&#8217;ignoranza (dal latino ignoro=non so).<br />
Forse la scuola che ho fatto ai miei tempi era &#8220;nozionistica&#8221;, ma credo di esserne uscita sapendo leggere e scrivere correttamente la nostra lingua, che ritengo essere una fra le più musicali al mondo.</p>
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