12:39 pm ● Saturday, December 29, 2007

Gibson Les Paul

Inserito in Design

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Oggetto: Gibson Les Paul

Designer:Les Paul (1915 - )
Ted McCarty (1910 - 2001)
M H Berlin (1895 - 1984)

Produttore: Gibson (dal 1952 al 1964, dal 1967 ad oggi)

Dire DIO ME! oppure: GIUDA BOIA! e scuotere la mia testa di capelli al ritmo dei PANTERA sono le uniche cose da rockettaro che so fare… Infatti, nonostante ami la musica ROCK, l’HARD-ROCK e tutte le loro derivazioni fino al NU-METAL, ho sempre avuto una GRANDE MANCANZA: non sono mai stato in grado di imparare a suonare uno strumento!
Sono nato musicalmente impedito.
Ricordo col basso di Alex (amico d’adolescenza) quando provavo a riprodurre la ritmica di “Give it away” dei RED HOT CHILI PEPPERS… OK, non mi ero certo scelto un “cosetta” semplice, ma mentre gli altri dopo soli 15 minuti iniziavano a trasmettere emozioni da quel pezzo di legno con soli 4 fili di ferro, io ero ancora lì che guardavo dove posizionare le dita… CHE SFIGATO!
La mia goffaggine era un insulto a tutta la storia del ROCK!
Per questa mia “incopatibilità” con gli strumenti musicali è bene che lasci la parola a chi può avere più credibilità in materia…
ED ECCO A VOIIII: [RULLLODITAMBURIII] FEDERICO MAZZOTTI!
‘TIEH! BECCATEVI QUANTO E’ METAL!!!
CORNA AL CIELO PER LUI!!!

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LES PAUL e THE LOG
La Gibson Les Paul è un modello di chitarra elettrica rock progettata nel 1952 e tuttora prodotta con forma, materiali ed elettronica sostanzialmente invariati rispetto al modello originale. Si tratta di una delle chitarre più famose della storia del rock, alla pari della Fender Stratocaster.

La progettazione di questo strumento si deve a Lester William Polfus, noto come Les Paul (dalle iniziali del nome).

Le origini del progetto Les Paul partono nel 1940 quando, facendo due tagli sulla cassa della sua Epiphone, Les gettò le basi per la creazione di The Log (”il tronco”), il primo prototipo della chitarra: la costruì nella fabbrica Epiphone, di sabato, quando non c’era il personale, cosicché i macchinari erano a sua disposizione. Seguendo l’esatto continuo della tastiera, tagliò il corpo in modo da dividerlo in tre parti: 2 in corrispondenza delle buche ad “effe”, e quella centrale, che successivamente ricoprì con una tavola di legno di pino e attaccò al corpo con vistose viti e lastrine di metallo. In questo modo la parte centrale si trasformò in un sostegno rigido per i pick-up, peraltro progettati e realizzati direttamente dallo stesso Les Paul. Il risultato fu interessante: un aumento della risposta timbrica e del sustain.

Nel 1946 e Les Paul decise di portare il Tronco a Maurice H. Berlin, capo della Chicago Musical Instruments Company, amministrazione della Gibson. Ma il progetto di Les Paul e la sua creatura erano troppo avanti coi tempi, e The Log fu scartata.

GIBSON e FENDER
Nel 1950 la Fender, che allora non era ancora un marchio celebre, lanciò la prima vera solidbody (cioè una chitarra priva di cassa armonica, con un corpo molto ridotto e leggero), la Broadcaster, ribattezzata poi Telecaster.

La Broadcaster diede una scossa al mondo delle chitarre elettriche: poiché allora si suonava nelle sale da ballo e si alzava il volume dell’amplificatore al massimo, le buche della cassa armonica delle chitarre provocavano feedbacks e suoni sgradevoli, impedendo ai chitarristi di emergere con il proprio suono nell’orchestra.
Con la Broadcaster si eliminarono molti di questi problemi, spingendo le altre case produttrici di strumenti, fra le quali la Gibson, a sviluppare a loro volta progetti solidbody.

IL PROTOTIPO e LA NASCITA
Nel 1950 alla direzione della Gibson venne nominato presidente Ted McCarty, proveniente dalla Wurlitzer Organ Company. Sotto la sua direzione la Gibson ebbe un notevole sviluppo nella produzione di modelli di chitarre solidbody e semiacustiche, trasformando la vecchia immagine dell’azienda, che durante la guerra era stata obbligata a produrre radar e altre apparecchiature belliche.

Il progetto “The Log” di Les Paul fu ripreso in considerazione e Les, assieme a McCarty e alcuni ingegneri, iniziò a lavorare ad un nuovo progetto che ne risultasse un’ulteriore evoluzione. La prima solidbody della Gibson fu contemplata con specifiche ben definite. La cassa fu realizzata con una tavola in mogano, ed era accoppiata con un top in acero, che nella produzione in serie fu “scolpito” ad imitazione della tavola armonica dei violini. La bombatura non aveva fini solo estetici, ma anche commerciali: la Fender, priva dei macchinari di fresa copiativa necessari per la sua produzione, non era in grado di imitarla.
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Il manico, anch’esso in mogano, è incollato al corpo nello stile Gibson, al contrario dei modelli Fender che avevano manico avvitato al corpo. La sua scala di 62,9 cm, rispetto a quella della Fender che era di 64,8 cm, rendeva le corde più morbide e una vibrazione più “corposa”. Il prototipo Gibson montava due pick-up single coil P-90 con 4 potenziometri (2 volumi e 2 toni) e il ponte (trapeze/tailpiece), costituito da un trapezio collegato al reggi-cinghia. Le corde partivano dal ponte all’apice del trapezio senza nessun’angolo di attacco, il che si ritorceva sul sustain.

Il prototipo fu modificato quando fu brevettato un nuovo ponte (invenzione di Les Paul, ma brevettata da McCarty): ora le corde sono fissate al ponte e compiono un giro su un’albero centrale, fornendo un maggior sustain. Si decise di chiamare la chitarra Les Paul e da quel giorno il chitarrista e l’azienda furono legati da quella firma leggendaria sulla paletta.
La Gibson Les Paul costava 210$ di listino nel 1952, contro i 190$ della Broadcaster.

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ANALISI
Le chitarre Gibson presentano bordi in “ivoroid”, a triplo filo bianco-nero nelle serie lussuose per cassa, manico e paletta, agli intarsi in madreperla, allo scasso per l’impianto elettrico sul retro per evitare mascherine di plastica visibili frontalmente fino alle verniciature di nitro.

La cassa: la Les Paul è realizzata in mogano. I modelli più costosi presentano un top in acero. Il mogano è un legno poroso, solido e ricco di risposta armonica, l’acero, più compatto e rigido, è un ottimo distributore delle alte frequenze. Questo, secondo alcuni, dovrebbe equalizzare la risposta del Body sull’intera gamma proposta dalla vibrazione delle corde. Il concetto non è però esatto, in quanto due legni diversi accoppiati in questo modo, hanno una risposta alle vibrazioni minore che non gli stessi legni presi singolarmente[citazione necessaria]. Alcuni modelli economici, come le serie “Junior” e “TV” o la SG presentano una cassa a fronte piatto.

Il manico: è incollato al corpo con una tecnica detta “Set-in”, dove una fresatura corrispondente alla sagoma del tacco del manico consente l’innesto di questo con un fissaggio molto solido che favorisce la trasmissione delle vibrazioni. Anche se l’interposizione di uno strato di colla, alterando i coefficienti di elasticità (lo strato di colla ha un coefficiente diverso dal legno usato), rende l’accoppiamento tra i legni meno efficiente che non l’unione di essi direttamente, “faccia a faccia”, mediante l’uso di viti che ne assicurano il corretto contatto e la corretta pressione. Più efficace è l’incollaggio con colla animale (di coniglio, di farina, etc.) I legni per la realizzazione dei manici sono: acero, mogano e noce, mentre le tastiere sono in ebano o in palissandro eccetto alcuni rari modelli “custom” con tastiera in acero. La scala di 62,9 è rimasta invariata, ad eccezione del modello “Baritone”. All’interno del manico un tirante in acciaio (truss-rod) permette di regolare le eventuali curvature della tastiera per la trazione delle corde.

I pick-up: all’inizio (1952-1956) la Gibson usava i P-90 (dette Soap-bar o saponette per la propria forma ed il colore chiaro) che erano “single coil” (monobobina). Successivamente vennero installati pick-up humbucker, ovvero che “evitano il ronzio”: i single coil, infatti, mostravano un rumore di fondo detto appunto hum, mentre gli humbucker, a due bobine in controfase, ne erano esenti. P.A.F. (Patent Applied For, “richiesta di brevetto effettuata”) fu il nome con cui dal ‘57 al ‘62 vennero denominati gli humbucker creati da Seth Lover per la Gibson nel ‘55. A seconda del tipo hanno delle spire di filo di rame avvolte intorno ad un magnete che può essere fatto “Alnico” o ceramica. Il tipo AlNiCo è composto dal 50% di ferro ed il resto da alluminio, nickel, cobalto e rame (dalle iniziali dei quali deriva Al-Ni-Co) che alla fine rendono un alto flusso ed una bassa smagnetizzazione. Quella di tipo ceramica non contiene elementi ferrosi e viene denominata Indox, Diox, Arnox a seconda della ditta produttrice. A confronto con quello di tipo Alnico, quello a base ceramica ha un flusso minore, ma ha una capacità di smagnetizzazione sei volte superiore. La Gibson produce oltre 60 modelli di pick-up e la scelta per ogni modello di chitarra è studiata in base al legno di manico e cassa. La ditta li suddivide, per facilità, in tre grandi categorie:
o “Original Humbucker” (Alnico): 6 poli regolabili con un magnete, base in ottone, coperchio esterno in nickel asportabile. Un avvolgimente attivo ed uno passivo.
o “Super Humbucker”(Indox): 6 poli regolabili, un magnete, coperchio in nickel non asportabile. Due avvolgimenti attivi.
o “Mini Humbucker” (Alnico): 6 poli regolabili, un magnete, base in ottone, coperchio in nickel non asportabile.

Come su ogni chitarra, il peso è determinato dai legni e dall’hardware usati. Sulla Les Paul si va dai 3,8 kg della “The Paul” ai 4,9 kg della “Custom”.

Un altro punto fondamentale è la verniciatura; ogni chitarra è passata con 7 mani di vernice “nitro” a spruzzo e sempre nella sequenza: turapori - colore - trasparente. La verniciatura all’uovo e/o alla gomma lacca, non è mai stata utilizzata da Gibson tantomeno da Fender.

L’EVOLUZIONE DEL MODELLO
Dalla sua prima comparsa, nel 1952, con la “GoldTop”, la Les Paul ha subito continue evoluzioni tecniche, pur rimanendo fedele sempre nella linea. Le modifiche non sono state dettate sempre da fini timbrici, ma anche da fini estetici.

GoldTop
La prima Les Paul è conosciuta col nome di GoldTop, per via del colore, scelto dallo stesso Les Paul per dare un aspetto più lussoso allo strumento. Questa chitarra è stata la prima anche a beneficiare di tutte le modifiche tecniche-estetiche, infatti si usa suddividerla in varie serie: 1952-53, 1953-55, 1955-57, 1957-58, 1968-69, 1971-71. In tutte queste sei serie c’è sempre un’evoluzione, ad esempio il ponte “Trapeze model” che nelle serie successive arrivò all’odierno “6-saddle bridge”, con il “tailpiece” posteriore in grado di mantenere l’accordatura; altro esempio è quello dei pick-up passati dalla prime tre serie con le “saponette” P-90 (single-coil) agli Humbucker della quarta. Questa scelta di adottare gli Humbucker in luogo dei single-coil fece nascere la serie “Standard”.

Standard
La Standard è caratterizzata dalla tastiera in palissandro e dai tipici segnatasti in madre-perla trapezoidali; montava meccaniche Kluson, sostituita poi della Schaller e Grover pressofuse; tastiera “Jumbo”. Era disponibile in vari colori, soprattutto con tonalità sfumate, tra cui l’”Heritage Cherry Sunburst”, o anche nero, color legno naturale, dorata (ma in una tonalità più chiara della GoldTop), e un inedito “Wine Red”, rosso vinaccia.
La Standard iniziò ufficialmente nel 1960, ma alcuni specialisti la fanno partire nel 1957, e anche la Gibson con i suoi “Custom Shop stile 1958″ danno ragione a questa tesi, ma in realtà prima del 1958, forse nel 1954, erano disponibili delle “GoldTop” con retro nero e colori diversi dal dorato (ad esempio l’odierna Oxblood), ma conservando sempre l’appellativo “prima serie GoldTop”.

Custom
La Custom è stata progettata come il modello di lusso della linea Les Paul. Chiamata anche Black Beauty, per via della particolare colorazione nera.
Nel 1954, montava dei P-90 in un inedito colore nero. Nel 1957, in seguito al brevetto P.A.F., montò degli Humbucker, 2 o 3 a seconda della versione scelta, e poteva montare anche una leva vibrato “Maestro”. Altra peculiarità erano le parti metalliche tutte placcate in oro. Il corpo era costruito con mogano dell’Honduras, impiegato anche per il manico e con una tastiera in pregiato ebano, arricchita con segnatasti rettangolari in madre perla. Prodotta principalmente in colore nero, con finiture a triplo filo bianco-nero-bianco per tutto il corpo, è stata relizzata anche in colori “natural”, “Alpine White” (bianco neve), in varie tonalità sfumate ed in un più raro “Wine Red”.

Gibson SG
La produzione della Les Paul, negli anni ‘50, fu brevemente interrotta per cause non chiare (alcuni ipotizzano che fu una trovata commerciale per lanciare la SG, che avrebbe dovuto modificare la produzione della Gibson esclusivamente su questo modello, mettendogli anche il nome della Les Paul per fargli avere un successo “continuativo”). La SG, anche se non rimpiazzò affatto la Les Paul, si era tuttavia ben affermata tra i chitarristi grazie al suo corpo più sottile e alla sua leggerezza.

De Luxe
Nel 1968 riprende la produzione Les Paul originale, nei modelli Standard e Custom, e si affiancano nuovi modelli, come la “Studio” e la “De Luxe”. La De Luxe era a tutti gli effetti una Standard (infatti la sua denominazione era Standard versione De Luxe), con la sola differenza nei pick-up, qui mini-humbucker: pertanto, il nome non sta ad indicare qualità o costi superiori rispetto a quelli degli altri modelli tipo Standard. La versione più “famosa” è quella con il top in oro, lo stesso oro della GoldTop, infatti il suo nome completo era: Les Paul Standard De Luxe GoldTop.

Studio
La Studio è la versione base, il modello di accesso a tutta la gamma. La sua struttura è del tutto simile ad una “Standard”, ma con legni di qualità inferiore e priva di finiture estetiche.

MODELLI SPECIALI
* Tra il 1969 ed il 1971 vengono prodotti tre modelli: Professional, Personal e Recording. L’obiettivo era quello di eliminare le interferenze. Per realizzare questo, fu modificata tutta l’elettronica: furono montati due pick-up a bassa impedenza, accoppiati a dei piccoli switch che invertivano la fase selezionando una precisa gamma di frequenze, regolabili fino ad 11 posizioni. Si poteva anche commutare l’impedenza di uscita del segnale.
* Tipico della Gibson realizzare serie “Anniversary”, che celebravano una data importante per la casa. Due di queste erano le Custom 20th e la 25/50, entrambe con base la “Custom”, e sono le Les Paul più curate della storia, con un intarsio in madre perla nella 25/50.
* Parlando delle rifiniture va citata la Artisan, sempre con base la “Custom” e grafiche ispirate alla serie famosa di banjos Gibson “5-Corde MasterTone”. Anche lei come la “Custom” montava 2 o 3 pick-up.
* Nel 1976 sono prodotte una semi-acustica, in stile Gibson Chet Atkins, ed una basso, ancora in produzione, ed è identico alla “Standard”. Poi anche una acustica fu prodotta in pochissimi esemplari. Questi appartenevano alla serie “Signature”.
La Les Paul è in realtà una serie Signature, in inglese “firma”, ovvero firmata, che sarebbe un modello di base arricchito secondo le specifiche di una artista, e lei lo è in quanto fu realizzata sulle specifiche di Les Paul. Quindi fu anche la progenitrice dei modelli “Signature”.

DIFFERENZE TRA STANDARD e CUSTOM
Nello schema seguente si riportano le differenze tra i modelli “Standard” e “Custom”, cioè i più venduti, per aiutare a distinguerli. Recentemente la Gibson ha messo un kit di trasformazione in commercio (Dress Up Custom o Dress Up Standard, che contiene parti specifiche in metallo e in plastiche, nonché le meccaniche, il tutto per far assomigliare una chitarra all’altra), ma non riesce comunque a “mascherare” le differenze dei legni, dei colori e della qualità (che nella Custom è più curata della Standard). Ciò detto, è utile ricordare che contrariamente a quanto la logica possa suggerire i modelli di Les Paul più ricercati dai collezionisti sono proprio gli “Standard” che possono raggiungere quotazioni di più di 50 mila euro per i modelli di fine anni ‘50.

EPIPHONE e le altre imitazioni
La Gibson Les Paul, per il grande successo ottenuto, vide copiate da altre marche diverse delle sue soluzioni costruttive. Le chitarre che adottano soluzioni simili alla Les Paul potremmo classificarle in 3 categorie: “Ispirate”, “Basate” e “Riproduzioni/Copie”.
* Le Ispirate sono quelle chitarre che adottano alcune tecniche costruttive, ma con un disegno del corpo diverso: ad es. alcune Yamaha, Greg Bennett, Ibanez etc.
* Le Basate sono chitarre che somigliano per linea alla Les Paul, ma alle quali vengono modificate alcune tecniche costruttive (ad esempio aggiungendo un Floyd Rose) e vengono prodotte dalla ESP, Yamaha, addirittura alcune da Fender, Ibanez etc.
* Le Riproduzioni o Copie sono molto simili alla Les Paul dal punto di vista estetico-costruttivo. Se fino agli anni ‘70 molte marche, per lo più giapponesi, producevano copie pressoché identiche della Les Paul, attualmente, anche in seguito a diverse dispute legali, le “Riproduzioni” sono in pratica solo le chitarre prodotte dalla Epiphone, azienda acquistata dalla Gibson da usare come sussidiaria per la produzione di modelli a basso costo.
Mentre le “Copie” sono chitarre molto simili, ma per non violare i diritti di “copyright”, vengono modificate leggermente nella linea. Attualmente la Epiphone produce, oltre ai classici “Standard”, “Custom” e molti economici, modelli sperimentali, o comunque “particolari”, della Les Paul, e che vengono prodotti sotto supervisione Gibson per testare il mercato riguardo soluzioni o design innovativi.

ENDORSERS
Tra i chitarristi che usavano la Les Paul vanno ricordati (con i rispettivi modelli tra parentesi quando è possibile scriverli): Neil Young, Bob Marley, Steve Jones, Slash (Standard), Richie Sambora, Mike Bloomfield (Standard e Goldtop 1956), Jimmy Page (Standard e Custom), Gary Moore, Pete Townshend (Deluxe), Duane Allman(Junior), Eric Clapton (Standard; agli inizi della carriera), David Gilmour (una Gold Top del 1959 usata nel famoso assolo di Another_Brick_in_the_Wall_Parte_II e una Gold Top 1956 con ponte tremolo Bigsby usata nel suo album On an Island, Ace Frehley (Standard nei primi anni, poi Custom modificata con 3 Pickup DiMarzio Super Distortion), Martin Barre, Joe Perry (Standard), Steve Hackett, Robert Fripp, Peter Green, Mick Taylor, Zakk Wylde (Custom), Peter Frampton (Custom), Billie Joe Armstrong (junior), Brett Gurewitz e Brian Baker dei Bad Religion Tom Delonge (Ex Blink 182, Angels and Airwaves) John Fogerty (Standard, Gold Top 1956 con pick-up P90 e due Custom, una del 1957 e l’altra personalizzata nei pick-up), Buckethead (Custom) ed altri ancora la usano sul palco senza essere o essere stati “indossatori” ufficiali.
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PRODUZIONE RECENTE
Attualmente la Gibson ha in produzione numerosi modelli di Les Paul suddivisi in vari sottogruppi, ed inoltre esistono due catene di produzione che formano ancora dei sottogruppi, e cioè Gibson USA (produzione situata a Nashville, Tennessee) e Gibson Custom, Historic, & ES (con stabilimenti a Memphis, Tennessee)

17 Responses to “Gibson Les Paul”

  1. Gara Says:

    Ma quel bel post sulla nascita di Gesù te l’hanno bannata? …hey se stasera sei a casa passa in Segreta: testa di bue!

  2. mamma fullo Says:

    no, è che era un pò cattivo e ha avuto paura che poi il Bambin Gesù non gli avrebbe portato nessun regalo! ;-) Capissciaammè!

  3. Gara Says:

    Ah, capisco… la Redenzione!

  4. mamma fullo Says:

    Anche se non c’entra niente con quel che c’è scritto sopra, vorrei fare gli auguri più belli che riesco a immaginare a voi giovani utilizzatori di questo mondo virtuale: che il futuro vi possa portare il lavoro che più vi piace e con esso il denaro che vi consenta di avere una vita serena, la salute per poterlo portare avanti e per godere dei suoi profitti, amici sinceri che vi stiano sempre vicini e che non vi deludano mai, e la consapevolezza che ogni giorno avete fatto del vostro meglio per cercare di migliorare voi stessi e il mondo in cui vivete. E’ un augurio sincero da parte di una logorroica vecchiaccia che anche se non vi conosce tutti personalmente, vi vuole bene.

  5. Gara Says:

    leggere le tue parole infonde calore, grazie mamma fullo, grazie di esserci. Buon anno a te.

  6. STRADAioli Says:

    RISPOSTA A GARA:
    Non me l’hanno “bannata”… internet è bello perché c’è la libertà di pensiero e di parola… solo cheè venuta fuori prima del tempo, o meglio, volevo, effettivamente pubblicarla in maniera molto cinica prima di Natale ma per mancanza di tempo non era ancora pronta… avendola già preimpostata con una data di uscita, per mia svista eè comparsa sul blog ancora brogliaccio, ma è lì… è solo una questione di tempo, magari il prossimo Natale.

  7. STRADAioli Says:

    RISPOSTA A “SISI” [per chi non lo sapesse soprannome di "mamma fullo" dai tempi dell'Università, almeno credo...]
    Ed invece sono stato BUONISSIMO ed il Bambin Gesù mi ha portato ugualmente dei doni: il Nintendo DS, un po’ di soldi e amore [senza esclusiva però :( ...]

  8. STRADAioli Says:

    Bisogna che fra le tante cose da fare metta in calendario una cena a casa mia.
    Inviterò le persone che stanno partecipando in maniera assidua a questo blog… :)
    Ma ancora è presto… magari ad un anno dal primo post pubblicato! Mumble, mumble…

  9. mamma fullo Says:

    Allora sarà una cenetta intima! :-D
    Certo che se avrà gli stessi tempi di quella promessa alla famiglia Fullo (intesa come io e Gegè)per l’inaugurazione di casa tua credo che la faremo tra 20 o 30 anni!!!!!

  10. mamma fullo Says:

    Commento al punto 7: il nomignolo Sisi mi è stato appioppato in prima liceo, praticamente quasi 50 anni fa, ed è rimasto lì al suo posto perchè molto più breve del nome intero.Eh! quanti bei ricordi!
    Quanto al fatto che sei stato “Buonissimo” questo non lo posso giudicare, ormai ti vedo troppo poco, però il fatto che sei sempre presente alla nostra cena di famiglia della vigilia mi fa sperare di non averti ancora perso come “figlio adottivo”. L’unica cosa che mi preoccupa è quel dono …non in esclusiva…..che mi stai combinando? ;-)

  11. Gara Says:

    Vabbè se puoi rimetti la mia risposta, non credo che cambierò opinione a riguardo. Ora vado c’è un grembiule e una cravatta che mi aspettano, e stanotte c’è da danzare.
    Buon anno Street e buon anno Sisi.

  12. Gara Says:

    siamo al 10 di gennaio e ancora nulla di nuovo in questo blog… c’è solo una modo per spiegarlo… c’è sicuramente qualcosa di meglio da fare;)

    Schitarrata con bocca storta alla Caccia per il mio amico Stradaioli… sss-sei furbo …ssss-sei forte ….sss-sconfiggi la morte….

  13. STRADAioli Says:

    LAVORARE!
    Mi sto veramente ammazzando dal lavoro.
    PRODUCI/CONSUMA/CREPA

  14. chia Says:

    è anche colpa mia se nn ha prodotto nuovi pensieri sul blog…mi ha ricreato tutto il mio book da copywriter…
    grazie ancora mille….
    (e poi nn dire che nn ti leggo…)

  15. mamma fullo Says:

    Mi associo ai ringraziamenti di Chia, del resto tra fratelli…..ci si aiuta, o no? Comunque anche io sto aspettando qualche cosa di nuovo da commentare tra un certificato di battesimo e uno di morte da tradurre dall’americano in italiano:…eh sì! cari miei la sottoscritta ha allargato le sue attività internettiane. Sto infatti aiutando un’amica di Philadelpia a tradurre in italiano tutti i documenti che riguardano lei e la sua famiglia (originaria della Sicilia) che dovrà portare entro il 14pv. al consolato Italiano per la richiesta della cittadinanza italiana alla quale ha diritto essendo figlia di italiano. Che bello allargare i propri orizzonti!! Ciao a tutti e spero che il vostro nuovo anno sia cominciato bene e che soprattutto continui meglio. :-)

  16. Billie Joe Armstrong Says:

    Hello webmaster…Man i just love your blog, keep the cool posts comin..holy Sunday

  17. STRADAioli Says:

    I’m sorry Mr Armstrong but your post went into the spam-box… now you’re published!
    I’m going create other two design-posts that could interest you: one about Fender Stratocaster and one about Rickenbacker’s… stay tuned!
    If you send me one of your you tube link while you playing one of these guitar model, I’ll start to write the design posts in 2 languages (ITA and ENG)… I swear!

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