
Le grandi società spendono milioni nel tentativo di differenziare il proprio marchio dagli altri. Dando una veloce occhiata ai loghi delle maggiori compagnie si può notare come nel colore risieda la vera e propria identità e come tutto sia oramai un fatto di posizione, posizione, posizione. Il risultato è una frenetica corsa per il miglior vicinato. Ecco uno scorcio dei sangue blu!
Companies spend millions trying to differentiate their brand from the others. Yet a quick look at the logos of major corporations reveals that in color as in real estate, it’s all about location, location, location. The result is an even more frantic competition for the best neighborhood. Here’s a look at the new blue bloods.
January 21st, 2008 at 5:58 pm
Da quello che ho capito io, gli Stati Uniti tendono più al rosso e la Gran Bretagna al blu, forse la cosa ha una radice storica, pellerossa gli uni e sangue blu l’altra, però fra i blu credo tu abbia dimenticato il fondo blu dei barattoli di pelati e pomodori in genere italiani…..o no?!? Perchè, benedizione, anche qui scorre molto sangue nobile.
January 21st, 2008 at 6:12 pm
P.S. Attenzione ho rilevato due errori in inglese: “reveals that in color as in real estte…..reveals how in the color is the real estate….. e nighborhood ….che si scrive….. neighbours
……perdono, ma è più forte di me fare la maestrina dalla penna rossa.
January 21st, 2008 at 7:08 pm
“neighborhood”… per l’eattezza
January 21st, 2008 at 7:10 pm
e giustamente AROMA si pone in mezzo…
January 21st, 2008 at 7:11 pm
Fanno dunque la gara per il marchio più malinconico? piuttosto curioso.
January 21st, 2008 at 9:23 pm
Il termine che volevo usare era “neighborhood”, americano, così come ho usato colors ma era corretto anche un britannico “colours”…
Gli errori vengono da continue interruzioni telefoniche [ ...rileggendo il tutto oa mancava anche una "l" in millions ], comunque grazie per il supporto.
E’ il primo post bilingue che scrivo, per eventuali prossimi, che non mancheranno, so di poter contare su un supporto-traduttori.
January 21st, 2008 at 10:05 pm
Tanto per non fare polemiche: la frase di Stradino parla di vicinato e il termine corretto è quello che ho scritto io, mentre quello suggerito da Gara vuol dire “vicinanze”: sono delle sottigliezze ma sono importanti per meglio capire il significato di una frase. Per quanto riguarda poi il supporto traduttori, non ho la pretesa di esserlo, ma vivo col dizionario aperto a fianco il computer, dato che spesso mi diletto a conversare in inglese e a fare traduzioni da e in per amici americani che chiedono lumi proprio sulle sottigliezze dei significati delle parole italiane. Proprio ieri ho tradotto in inglese la storia di un paesino nei dintorni di Cassino per un’americana che non riusciva a capire la traduzione che era stata fatta in italiano probabilmente usando un dizionario in linea: morale prima ho dovuto tradurre in italiano anche l’italianese che ne era venuto fuori e poi da lì in inglese. Già ma vi interessa? Non credo, sono la solita logorroica!
January 21st, 2008 at 11:03 pm
zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz
January 21st, 2008 at 11:06 pm
Bodycount in da house!!!!
PS:sto blog è una fregatura, se fai un errore di ortografia sei fottuto.
January 22nd, 2008 at 10:16 am
NO, almeno verificando sul mio GARZANTI regalatomi a Natale del 1988.
NEIGHBOURHOOD: 1 vicini (pl.); vicinato - 2 paraggi (pl.), dintorni (pl.) - 3 vicinanza, prossimità.
January 22nd, 2008 at 3:47 pm
Cito testualmente da:English Dictionary Zanichelli Collins:
neighbour: a person who lives near or next to another
neighbourhood:the immediate environment; surroundings, vicinity
poi se andiamo a vedere i significati in seconda e terza istanza di entrambe il significato delle due parole praticamente si assomigliano. Ma dato che mi diverto a fare la polemica e a far dormire Gara…
a proposito il mio dizionario è Paravia 1989 ;-)smack a tutti
January 22nd, 2008 at 3:49 pm
Sì, ma quel dizionario “parla l’Inglese della Regina!” io sono più actual… parlo l’inglese del TIMES e di WIRED, oh yeah!
January 22nd, 2008 at 7:00 pm
Okkey kid spero solo di non avere parentele con Carluccio e Camillina, visto che secondo te parlo l’inglese della Regina, sai mi scoccerebbe un po’!