11:55 am ● Saturday, April 5, 2008

Attacco al Design

Inserito in Design

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“Design…
…ossessione per le forme o ricerca della perfezione?
…crimine o arte?
Il design stimola le discussioni e a noi, piace discutere!”

Domenica scorsa sono andato ad una mostra di arte e design: VERNICE, che oramai da qualche anno si tiene alla “Fiera di Forlì”.
Un evento che lentamente sta crescendo dando l’opportunità di passare la solita noiosa domenica in maniera differente e ai creativi locali di uscire dalle aule scolastiche e dai laboratori domestici per farsi vedere/conoscere dando nuovi stimoli alla propria comunità.
Per lo più ad esporre sono pittori.
Dopo quasi 2h di passeggio tra le opere facendomi anestetizzare dai colori sono distratto da delle martellate che giungono da dietro a dei pannelli verticali che inscatolano uno stand.
["Ma cosa stanno facendo? Andiamo a vedere?!"]

SURPRISE!!!
E’ lo spazio espositivo della mia amata ISIA di Faenza!!!

All’interno sono esposti vari lavori prodotti dagli studenti negli anni di studio.
["Vediamo se c'è anche qualche cosa di mio e ...periamo di non doverci vergognare..."]
E’ normale che lavori dell’età giovanile ci facciano vergognare o sorridere.
Non cerco troppo… in fondo non mi interessa più di tanto…
…poi, quel martellare e quelle urla sono più interessanti: “‘SIGNO’, sono 1 etto e 45… 45 g grammi in più!!! CHE FACCIO?LASCIO?!”

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Dietro ad un vecchio bancone frigo da macelleria ci sono alcuni studenti, vestiti da mastri beccai.
Stanno spaccando, a suon di martellate, delle comuni sedie da giardino, quelle in plastica bianca per intenderci.
Poi, abilmente pesano i frammenti su una bilancia di quelle in acciaio, dal gusto molto “‘Amarcord” e li confezionano, con gesti maldestri e veloci, in carta paglia, di quella spessa, ruvida, color ocra.
Infine, chiudono il tutto con un adesivo che riprende la sagoma della sedia evidenziandone “i tagli”, proprio come nei ricettari: 1 zampetto, 2 stinco, … 10 culatello; nome del prodotto, provenienza e data di “degradabilità???”: Biancosato D.O.P. - monoblocco made in china - Con. Pref. Entr. 03/4008:
Appongono al tutto il timbro del gruppo performativo “DOROTHY GRAY“.
Regalano le confezioncine come souvenir dell’evento.
["CARINO!!!"]
Da vero feticista non resisto, mi faccio avanti: “Posso prenderne uno?”
“Certo! A LEI!”
Sorrido entusiasta.
Il designer-macellaio contraccambia.

Abbiamo ancora bisogno di altre sedie?

19 Responses to “Attacco al Design”

  1. giorgia Says:

    Enri!!! Oggi è una giornata stupenda, c’è un sole splendido e io sono qua a lavorare e fra poco vado in palestra a fare della fatica… Ufffffffff
    Stasera dici che avrò le forze per uscire? Mah…
    Non parliamo di sedie… Qua sono sommersa.
    Bella la mostra ehh. Una domenica creativa ogni tanto ci vuole!
    Ciao

  2. giorgia Says:

    Infatti… Distrutta! Coraggio ancora 4 ore di lavoro… Mi rispondo da sola

  3. timo Says:

    idea molto carina ma le sedie in fondo sono anche utili: per quanto brutte le classiche da giardino, dopo averci servito sopportando i nostri didietri, farle a pezzi, anche se artisticamente. io sto dalla parte delle sedie

  4. giorgia Says:

    strada oggi è a spasso…

  5. gara Says:

    Intanto un capellino bianco avrebbe giovato, ma subito dopo dico BRAVI agli studenti dell’ISIA di Faenza. Sarò di parte visto il mio recente passato, ma un concetto del genere ai tempi nemmeno ce lo saremmo sognato e di metterlo in atto poi… mò!

    Lo trovo un gesto intelligentemente provocatorio, quell’idea di estraniare la seduta da gardino e porla nel contesto del “tanto al chilo”, credo che abbia suscitato lo stupore e il sorriso perfino del visitatore di fiere-medio.

    Si potrebbero dire molte cose di quest’azione, ma lo lascio fare a S.Caggiano e mi limito ad affermare con certezza che chi è stato davanti a quell’insolito bancone alla Fiera di Forlì farà mente locale a quanta roba brutta e inutile si può trovare all’interno di un qualsiasi centro commerciale.

    In riposta alla tua domanda, alzo la spada di he-man (signore dei luoghi comuni) e urlo:
    NON SAREMO MAI SAZI DI AVER BISOGNO DI COSE NUOVE.
    (la sedia è una cosa).

  6. STRADAioli Says:

    RISPOSTE AI COMMENTI DI “GORGIA”:
    1. Sì, era veramente una bella giornata e sono andato in palestra.
    Dai che oggi ci aspetta un’altra mostra… tanto per tenerci stimolati…

    2. Mio Dio!!! Sei degna di un personaggio dei PEANUTS o di CALVIN & HOBBES

    4. Sì lo ero… un po’ per compere di beni di prima necessità un po’ per vetrine… prossimamente mi aspettano 3 matrimoni [ e speriamo nessun funerale ]; visto che il mio guardaroba è piuttosto alla frutta ho iniziato a guardare un po’ cosa proponeva la moda.
    Mi piace molto lo stile “l’uomo dal monte ha detto sì!”, mi ci vedo vestito da pappone colombiano ma non so se sia proprio appropriato per gli eventi!
    Senza contare il fatto che le spose potrebbero uccidermi se mi presento vestito color panna!

    Ho bisogno di una consulente artistica: danieLinaaa!!! AIUTAMI!!!

    RISPOSTE AL COMMENTO 3 DI “TIMO”:
    NO, NO, NO: ti è sfuggito il punto!
    Non volevano attaccare QUEL modello di sedia e quell’estetica!
    Avrebbero potuto “macellarne” una qualsiasi!
    Il punto è: ha ancora senso perder tempo nel progettare ciò che forse già da anni ha cessato di evolversi?
    Oppure: si deve ancora progettare ciò che già funziona?
    Oppure: Qual è l’approccio oggi col quale bisogna progettare ciò che già funziona? Ancora intervenendo sulle forme? O bisogna tenere conto di: nuove tecnologie, nuovi materiali, l’impatto ambientale del prodotto (tutto il processo produttivo)?

    Capito?
    Ma per aprire meglio la tua mente rispondi a questa domanda: “che rumore fa un albero che cade in una foresta vergine?”

  7. STRADAioli Says:

    “NON SAREMO MAI SAZI DI AVER BISOGNO DI COSE NUOVE.”

    E’ proprio questo il punto.
    Spesso mi interrogo su ciò che progetto o che viene progettato.
    Sto facendo qualche cosa di buono o solo altra merda?
    Che cos’è buono e cosa è merda oggi?

    Se faccio un’etichetta innovativa per del vino, un’etichetta che magari costa tanto in produzione, anche il doppio di quelle “comuni”, ma fa aumentare la visibilità e l’eleganza di un prodotto, comunque già buono, conferendogli un’ulteriore identità e riconoscibilità a tal punto che il produttore riesce a coprire tranquillamente le spese di produzione e ad avere comunque un guadagno; beh, allora penso che sto progettando bene.
    O sto solo progettando bene in un’ottica di mercato? Perché sto anche producendo inquinamento!

    I problemi che mi pongo, se disegno una sedia, sono sostanzialmente 2: in primis se è funzionale, ergonomica, comoda, ossia se risponde alle necessità basilari per le quali una sedia viene creata; poi mi chiedo se sto facendo qualche cosa di innovativo e/o piacevole.
    A queste domande si sta sempre più aggiungendo [per fortuna!] una terza riguardante aspetti quali l’impatto del prodotto sull’ambiente che, visto la situazione del nostro pianeta, dovrebbe diventare sempre più una cosa basilare.
    Purtroppo: il marketing è ancora più propenso a sensibilizzare le tasche del produttore nell’immediato che a fargli risparmiare a lungo raggio, tenendo conto di politiche atte al risparmio energetico (si butta e spreca ancora troppo); inoltre agli acquirenti piace ostentare potenza su pile di merda: ti sei accorto di quanti SUV si vedono in giro!!!

  8. gara Says:

    il punto progettazione-produzione-inquinamento è un nodo gordiano che andrebbe sciolto interveneno alla radice delle regole del marketing stesso, sensibilizzando già in tenera età i futuri designers a tutelare prima l’ambiente che le prospettive di mercato…. anzi ci vorrebbe proprio una materia scolastica dalle elementari alle superiori.

    Detto ciò obbligherei la produzione di SUV esclusivamente in marzapane ….per la gioia dei piccioni ;)

  9. mamma fullo Says:

    Quand’è che mi progetti una sedia adatta alla mia povera schiena? CIAO RAGAZZI!!!!!! Sono tornata dalla Pampa sconfinata, quante belle cose ho visto! Ehi stradino, visto che devi aggiornare il guardaroba vieni qui che il primo pezzo te l’ho portato da Puerto Madrin. :-)

  10. STRADAioli Says:

    Suppongo che sarà perfetto da indossare per il matrimonio di… RRRULLLODITAMBURI [estraggo un numero dall'urna]. La palletta dice: 7 = BABINI!!!
    La sposa sarà contentissima

    Quindi ora che ci siamo tutti… BLOG DINNER!!!

  11. danieLina Says:

    RISPOSTA a 4 di 6:

    In ricordo del mio passato romano da personal shopper…Quando vuoi una consulenza, CALL ME (chissà che insieme a me non ci sia pure una nuova colazione/merenda)!
    Dopo una prima cernita dei tuoi capi nella cabina armadio {sperando di non trovarci il bambino di THE GRUDGE ;) ………AAAAAAAAAHHHHHHGGGG!), andiamo a comprare qualcosina di nuovo da poter utilizzare ed intercambiare con quello che già hai!

    RISPOSTA AL COMMENTO 9:

    Bentornata Mammafullo!!! :D

    Ti lasciamo giusto giusto qualche giorno per riprenderti in vista del BLOG DINNER!!

  12. chia Says:

    strada la tua bourghignon è ancora a casa dei miei…

    sono in agenzia, primo giorno di stage..
    prima bodycopy già in stampa!!

  13. danieLina Says:

    Il pomeriggio di shopping potrebbe essere anche molto presto: ho insanguinato il secondo paio di ballerine…

  14. mamma fullo Says:

    rispondo a Stradino……non credo proprio che ciò che ti ho portato sia adatto ad un matrimonio…..ma che c’è? è scoppiata un’epidemia? tutti si sposano, tutti i tuoi amici hanno deciso di passare dalla parte dei bravi maritini? tu resisti, mi raccomando, altrimenti mi rovini la media dei figli celibi.
    Per quanto riguarda la cena, no problem fatemi sapere se il cinghiale lo avete già ammazzato, che io poi lo cucino, basta che non sia tra il 21 e il 28 aprile perchè in quei giorni penso di essere senza…cucina! :-(

  15. STRADAioli Says:

    RISP. COMM. N. 11 & 13
    E’ vero!!! La personal-shoppers… dimmi te, io preferirei al sabato, se non questo (visto i tuoi impegni) il prox oppure dimmi te, naturalmente mi adatto.
    …occhio alla cabina armadio, il bambino può essere in agguato… :)

    RISP. COMM. N. 12
    LO SO!

    EVVAI, quindi rimani a Roma?
    Tema del primo lavoro?

    RISP. COMM. N. 14
    Cinghialo trovato, ma solo surgelato…
    Eventualmente di cucina c’è sempre la mia, anche se so che uno lavora sempre al meglio col proprio strumentario!!!

  16. chia Says:

    si che rimango a roma :)
    il primo lavoro ieri è stato creare una bodycopy di max 5 righe che doveva riassumere altre bodycopy della campagna per rutelli sindaco…

  17. STRADAioli Says:

    Che ci hai scritto?
    Qualcosa tipo :
    “PPPLISss, VOTE OUR PARTY!!!”

  18. chia Says:

    nono…solo un riassunto dei punti principali del suo programma…però sto lavorando anche per il MADRE di napoli…li forse qlc di spiritoso salta fuori

  19. danieLina Says:

    Ehi ma hai trovato l’animalo e non dici niente? Tocca leggerlo?? :)

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