6:22 am ● Thursday, August 21, 2008

GINEVRA (Parte1di3) • “Una caraffa non può costare 93 euri! CRIBBIO!”

Inserito in Design

Ettore: “La bellezza ci salverà!”
STRADAioli: “Mi sa che con ’sti prezzi, continueremo a morire!”

Era lì, in vetrina, bella, BELLISSIMA!
Dovevo possederla.
Ero certo che, come il tappeto dava quel certo tono all’appartamento del Grande Lebowski, quella caraffa l’avrebbe dato alla mia cucina.
Entro da CALARESE Casalinghi a Faenza, a pochi passi da casa mia.

1CommessaGemella: “Ciao Enrico!”
STRADAioli: “Ciao! [ Chissà quale delle due gemelle è? ]“
1CG: “In cosa posso esserti utile?”
STRADAioli: “Mmh, dunque, avrei bisogno di una caraffa per l’acqua, in vetro, mi piacerebbe di vetro neutro oppure verde bottiglia.” Su queste cose ho sempre le idee ben chiare ed in genere, a meno che non trovi qualche cosa d’inaspettato che veramente mi piace non ripiego mai per un altro articolo. Ciò che compro è come ho prefigurato nella mia mente altrimenti sto senza. Perché? Perché so già che non mi soddisferà.
Poi aggiungo con fare distratto: “ma… quanto costa la caraffa là?” Faccio un cenno volgare con la testa “…quella di Sottsass?”
1CG: “Il Decanter Ginevra? Dunque…”
STRADAioli: “[ Ah, è un decanter... 'sti nomi da fighetti mi fanno un po' girare le palle; preannunciano già un'inculata per boccaloni... A 'sto punto 'sta caraffa è buona di costare anche più di 30 euro, ma che dico 30, forse arriva a 40! ]“
1CG: “E’ in offerta a 93!”
STRADAioli: “…”
1CG: “Normalmente costerebbe 130.”
Mi guarda come se fosse un AFFARONE.
STRADAioli: “[NO, MA VANTATENE PURE!!!]“ Mi passa per la mente quanta gente si potrebbe dissetare in Africa con quella cifra. Non ne ho la più pallida idea, suppongo veramente molta. Il tutto è disgustosamente triste.
“NO! Non posso spendere quella cifra per una caraffa. E poi ho un gatto in casa; potrebbe rompermela…”
Forse faccio una figura meschina addossando al gatto la colpa del mio essere spilorcio.
Ma che dico! Rinsaviamo PREGO! Sono semplicemente stato RAZIONALE e questo, di me, mi piace.

1CG: “Abbiamo questa di IVY a 35 Euro. C’è in arancione, giallo ocra eee… VERDE BOTTIGLIA, come la volevi te!” Mi guarda contenta sorridendo.
A questo punto, 35 euro diventa pure un prezzo ragionevole.

Esco, comunque, contento con la mia nuova caraffa verde bottiglia. Un dubbio mi tormenta: “Speriamo che non pisci ossia speriamo che non coli giù acqua mentre la si versa perché, allora, sarebbe il colmo! Dico: 35 euro!” Mi rassicura comunque il fatto che: darà un tono alla cucina!
Nel tragitto verso casa continuo a sognare ancora per un po’ quel decanter. Perché è un decanter, mica “una caraffa”!!!
Ewwabeh, magari me la compro quando divento ricco! Anzi, la metto nella Lista Nozze!
Nella lista nozze???
Mi sfugge qualche cosa.
Ah, sì, alcune priorità logiche: la metto nella lista nozze come voce N.2; alla voce N.1 ci va un qualche cosa di fondamentale: “la Sposa”, articolo che, al momento, manca…

4 mesi dopo, durante i giorni estivi più torridi, la IVY verde bottiglia da 35 euro tirerà una crepa causata dagli sbalzi termici improvvisi dovuti ai miei eccessivi dosaggi di ghiaccio. Nonostante la crepa, la caraffa manterrà la sua funzionalità primaria di cotenitore e versatore (senza, per fortuna, “pisciare”) fino a quando Tigna, appoggiandovisi per bere, con tutto il suo delicato e stupido peso da gatto, la rovescerà, mandandola in frantumi. Ora servo l’acqua direttamente da dignitosissime e very-industrial bottiglie in PET: veri capolavori di progettazione!

20 Responses to “GINEVRA (Parte1di3) • “Una caraffa non può costare 93 euri! CRIBBIO!””

  1. nicola Says:

    dunque un bottiglia di PET costa 0.25€ più il contenuto - diciamo 0.15€ di inutile acqua, visto che tanto bevo l’acqua dal rubinetto. Per quanto tempo è utilizzabile prima di diventare ammaccata - che non piscia ancora, ma fa schifo - diciamo 6 bottiglie al mese? dunque 0.40€ * 6 = 2.40€/mese. In totale - dopo 4 mesi - un po’ meno di 10€. Wow, hai risparmiato 25€! Dunque, io ho comprato una caraffa di plastica (bella, però, eh - fatta apposta per stare nello sportello del frigorifero) all’Ikea per meno di 5€, uhm se mi dura almeno 4 mesi, ho risparmiato 5€ rispetto all’opzione PET e ben 30€ rispetto alla caraffa figa!!! Lo sento, sono sulla strada per diventare ricco… d’altra parte il fondatore dell’Ikea vive in una specie di baracca!

  2. Stefano Caggiano Says:

    Forse Sottsass disse la famosa frase (”Se qualcosa ci potrà salvare, questa è la bellezza”) DOPO aver fatto la caraffa, non prima… come dire, non era un manifesto poetico ma il colpo di coda finale di una vita spesa nel continuo (e sempre ancora aperto) cimento con la materia…
    Il prezzo degli oggetti non è (quasi) mai colpa dei designer. Anche se, come dice un mio studente che un giorno sarà saggio (e quindi occorre indossare una statura da mondo antico, o perlomeno stoica), il prezzo fa parte del progetto - come il colore, la forma, il materiale, la funzione.
    Se il prezzo non ti piace, non ti piace qualcosa dell’oggetto (qualcosa che, certo, non è stato messo lì dal designer, ma come sai il design è fatto anche di queste cose: il progetto ha due genitori, e di questi il designer è solo uno…).
    E poi fare questo tipo di discorso su Sottsass (per capire il quale non bisogna guardare ai suoi oggetti ma al modo in cui impastava vita e progetto, oggetti e sentimenti) è fin troppo facile…
    Coraggio! La caraffa che hai preso, alla fine, non riuscirà a soddisfarti, perché ti aspettarei da lei che regga il confronto e con Sottsass, e con 93 euro, e con l’elaborazione di un lutto per una caraffa mancata, e soprattutto con la tua attenzione vigile che le accuserà di tutte quelle piccole mancanze che si perdonano solo agli oggetti che costano tanto…

  3. giorgia Says:

    la sposa te l’ho trovata…

  4. stefano from the office Says:

    ma almeno una foto della caraffa no???
    in ogni caso mi complimento con te ! hai speso 35 euro per qualcosa che non volevi risparmiandone 93 su qualcosa che volevi !
    morale della favola hai speso soldi, hai un oggetto che non volevi ( il fatto che si sia rotto non conta), e ti è rimasto il fastidio per non aver preso lo stesso quello che ti piaceva anche se costava…dimenticati nulla ???
    MOOLTO RAZIONALE !!!!

  5. mamma fullo Says:

    Quante storie! In fin dei conti quello che voleva Strada era una caraffa per l’acqua, quello che lo aveva colpito era un decanter per il vino, quindi tutte le discussioni sono inutili, come inutili sono quelle spese un pò troppo grosse in oggetti che possono rompersi avendo come compagno di appartamento un gatto che salta dal pavimento alla cima dei pensili di cucina senza guardare dove mette le zampe! E poi, se la devo dire tutta…..io in quel negozio non ci metto piede perchè è decisamente troppo caro, anzi carissimo, e se devo spendere dei quattrini in oggetti di uso quotidiano valuto bene prima di spendere, poichè ci sono gli stessi (o quasi) oggetti che costano la metà solo perchè non sono griffati e io sinceramente della firma non so che farmene, l’importante è che l’oggetto assolva alle sue funzioni bene, che sia di buon materiale e gradevole alla vista. Comunque cari miei se continua così con i rincari assurdi che stanno facendo da tutte le parti per le cose essenziali tipo cibo, gas, elettricità, benzina, e di conseguenza tutto il resto, visto inoltre che gli stipendi (al contrario) e la capacità di spesa degli italiani medi rimangono al palo se non addirittura regrediscono, fra poco non ci sarà più il dubbio se comprare una caraffa da 93 € in sconto o una di vetraccio comune, perchè anche l’acqua sarà data col contagocce e pagata cara e amara, quindi sarà sufficiente un ditale per la bisogna! :-(

  6. STRADAioli Says:

    Tutti commenti molto appassionati e appassionanti… quelli che ho sempre sognato d’avere in seguito ad un post di questo tipo (che tra l’altro, vi faccio notare, non è finito qui, è solo la parte 1 di 3).

    1_@nicola - ingegnere (Tuttology): razionale, calcolatore, acido… come del resto da lui mi aspetto :)! Non ho nulla d’aggiungere SONO, PURI e SEMPLICI DATI DI FATTO. Se mi trovi anche qualche cosa su quanta gente si poteva dissetare in Africa potremmo in seguito aprire una campagna di sensibilizzazione.

    2_@Caggiano - designer/filosofo/professoreISIA (non so se ha un blog ma se scrive in rete lo invito a comunicarmelo/celo).
    Mi sento sempre impotente di fronte alle tue capacità di retore (bada bene, “di retore”, non retoriche! Ben lungi!), lo sono sempre stato, ma non sono del tutto d’accordo su un punto.
    Tutte le volte che ho affrontato la progettazione di una grafica o di un oggetto, sono sempre stato conscio delle spese. Ossia si riesce, anzi, è DOVUTO, progettare rientrando in certe spese di produzione, quelle che il committente richiede. Il progetto non si sviluppa di getto; anche se Sottsass è vissuto in un periodo dove il suo nome e la sua figura permettevano ancora strappi alla regola. Nel progetto intervengono varie fasi di affinazione spalla a spalla con: ingeneri, tecnici, responsabili marketing. Il fallimento o la riuscita di un oggetto può essere causato da uno qualsiasi di questi fattori della catena. Magari: a- lo si è ingegnerizzato troppo facendogli perdere bellezza, poesia, eleganza; b- lo si è progettato senza tener conto di alcuni passaggi industriali o dei macchinari per la produzione rendendolo troppo costoso; c- lo si è impoverito risparmiando sui materiali; d- non si è capito che il mercato (tipo di richiesta, tipo di cultura,…). ed è per questo, come leggerai nel prossimo post a questo correlato che del decanter “GINEVRA” si è pure sospesa la produzione per un certo periodo.

    4_@stefano - ingegnere (A COLPI D’ASCIA): Per la foto del modello GINEVRA dovrai aspettare il prossimo post, per quel che riguarda la caraffa verde bottiglia guardo tra le mie “foto di casa”… forse riesco a trovare qualche cosa ma non posso farti grande promesse.
    La caraffa verde bottiglia era più un prodotto di tipo artigianale (mi scuso di non aver specificato questa cosa, tra l’altro molto importante per la valutazione dei contenuti del post). Comunque mi piaceva veramente tanto anche quella, ero veramente orgoglioso di portarla in tavola durante le cene con gli amici o anche quando mangiavo da solo perché “dava veramente un tono all’ambiente”, lo scaldava, lo rendeva intimo. Probabilmente perché in maniera indiretta la ricollegavo a dei bicchieri verdi della mia infanzia… CAVOLI! Non mi ero mai soffermato a pensarci così tanto a quella caraffa, mi sta sorgendo la voglia di riacquistarne una simile. Se è così: quei 35 euri li valeva tutti, almeno per gli effetti che aveva su di me. E’ un vero peccato che si sia rotta. :(

    5_@mammafullo - geologa/casalinga.
    Purtroppo lo chiamano “decanter”, ma non è per il vino, per la forma che ha, neppure andrebbe bene!!! Come ho detto nel post, è un modo un po’ “pataccaro” e “con la puzza sotto al naso” per vendere una caraffa per l’acqua a 130 euro (costo attuale sul sito ALESSI ad oggi)!
    Mi sento comunque di spezzare una lancia in favore di CALARESE calalinghi. Sì, ci sono molte cose costose, costosissime, dentro quel negozio ma… è una questine non solo pratica, ma: di passione / feticismo / amore. Ogni tanto bisogna concedersi qualche cosa. C’è chi si regala un gioiello, chi si regala un vestito, chi addirittura una spada. Io mi regalo feticci che hanno fatto e stanno facendo la storia del design.

    Infine mi soffermerei sul commento N.3.
    Che, al momento, diventa una priorità, pratica per giungere a quella benedetta “caraffa”, punto N.2 della mia lista nozze: il punto N.1 della lista, LA SPOSA!
    3_@ giorgia - venditrice di “oggetti di DESIGN” (arredamento e complementi) Chi? O meglio, quale? (ti chiederei di rispondermi in privato per ovvi motivi di privacy… :)

  7. Stefano Caggiano Says:

    Dicendo che il prezzo è parte del progetto non mi riferivo ai costi di produzione ecc., ma a quello che le persone di alti studi chiamano “valore percepito”, ovvero il fatto che in un oggetto con griffe (e il nome Sottsass, per un determinato pubblico, è una griffe - ovviamente qui la persona Sottsass non c’entra niente) DEVE costare un certo prezzo, perché il prezzo alto fa parte del valore aggiunto, o specifico, dell’oggetto in questione.
    Il designer sceglie la forma, i materiali ecc.; poi l’esperto di marketing, o il commerciale, sglie il prezzo, e in questa scelta i costi di produzione sono solo una sorta di soglia minima, al di sopra della quale si gioca la vera partita strategica…
    Insomma il ragionamento che sta dietro pezzi come quello in questione è che deve costare molto, così lo comprano solo quelli con il palato così raffinato da spendere una tale cifra per averlo (un po’ come un vino pregiato).
    Non è né giusto né sbagliato: è solo un gioco come tanti altri, con le sue regole. Anche il prezzo ha un sapore, e contribuisce a disegnare l’aroma dell’oggetto che compri.

  8. STRADAioli Says:

    NON metto in dubbio, a questo punto, che sia un gioco, l’esempio del vino pregiato , calza pienamente.

    A questo punto mi ritengo un potenziale cliente dal palato fino (in grado di apprezzare il prodotto dal punto di vista estetico) castrato in partenza, in quanto pezzente (non in grado di acquistarlo)!
    Ma stiamo parlando ancora di INDUSTRIAL-DESIGN, MODA o addirittura DESIGN del PREZZO/MERCATO?

    Sto rivedendo le mie teorie di progettazione o almeno le sto mettendo in discussione!
    E’ sembre bello discutere con te!

  9. mamma fullo Says:

    ….”Insomma il ragionamento che sta dietro pezzi come quello in questione è che deve costare molto, così lo comprano solo quelli con il palato così raffinato da spendere una tale cifra per averlo (un po’ come un vino pregiato).”

    Scusi Professore se un’umile casalinga si permette di farLe notare una cosa…. Lei dice che una cosa “deve” costare molto così la comprano solo “quelli col palato raffinato” che se la possono permettere, mi dispiace ma il binomio gusto=quattrini non mi trova per niente daccordo, purtroppo c’è in giro molta gente arricchita che non sa neppure cosa sia il gusto, il design o l’arte, a queste persone interessa solo che quello che comprano sia firmato e molto caro solo per dimostrare agli altri quanti soldi hanno, e infatti molto spesso mettono insieme delle cose che indubbiamente prese una alla volta sarebbero belle, ma messe tutte insieme fanno un negozio di rigattiere. Sono dell’idea che una cosa è bella quando riunisce in sè la forma, il colore, l’uso che più ti piacciono, quando ti sa dare un’emozione e non deve essere necessariamente firmata o costare cifre esorbitanti, può essere anche scovata in un qualsiasi negozietto girovagando per un Paese diverso dal nostro, dove gli artigiani fanno ancora le cose con maestria e amore, e dove sicuramente una volta acquistata sei sicuro che un’altra uguale non esiste, mentre mi spiace dirlo il famoso decanter che decanter non è è comunque fatto in serie malgrado il prezzo (fosse almeno di cristallo di Boemia o di vetro soffiato di Murano!) e la firma.
    Mi scuso se l’ho annoiata, per farmi perdonare la invito fin d’ora alla prossima cena di blog o come dicono i giovani al blog-dinner, che spero di organizzare al mio rientro in….”patria”.

  10. STRADAioli Says:

    Effettivamente, detta così (come l’ha detta Caggiano), sembra che “soldi” vada di pari passo con “raffinatezza” quando, invece, l’ostentazione porta, nei maggiori dei casi a rendersi più beceri. Prendete come esempio la maggior parte dei video dei GANGSTA-RAPPERS (Puff-Daddy, Snoop Doggy Dog, …): POTERE NON FA CERTO RIMA (o almeno non necessariamente) CON CULTURA.

    Penso che Stefano si riferisse a settori di mercato, oggi sempre più evidenti ed in crescita, visto la divergenza socio economica, che si sta creando, tra fasce povere e super-ricche (non necessariamente colte, raffinate, ma in grado di permettersi di “ostentare” anche, è triste, nei confronti di loro stessi).

    Pure io ho le mie miserie: odio i SUV. Capisco che sono un’immane spreco di risorse ed energie (dai consumi di carburante alla quantità di materiale che li compongono) ma morirei dalla voglia di possederne uno! Potrei giustificarmi come fanno i la maggior parte dei possessori di tali veicoli dicendo “perché è più sicuro”? Non lo metto in dubbio, ma dietro al SUV c’è molto di più… in fatto di miserie umane…
    Personalmente sono arrivato a telefonare alla rimessa dell’Esercito, a Cesena, per sapere se mi potevano vendere un VM-90-P! Per via della legge Antimafia del 2000 potevo acquistare solo il modello telonato, non quello blindato, che piaceva a me! Uffa, sarà per un’altra volta
    In pratica esiste un RICHIESTA sul MERCATO che può essere non tanto la funzionalità dell’oggetto ma l’ESCLUSIVITA’ dello stesso. In 8mm chi aveva commissionato lo snuff-movie l’aveva commissionato per un semplicissimo e iserissimo motivo: “perché poteva permetterselo“!

    Comunque se mai venendo a casa mia mi troverete in possesso di tale “caraffa”… cought, cought! Pardon! …”decanter”, sarete invitati ad apostrofarmi con l’appellativo di: “MERDONE“!

  11. STRADAioli Says:

    …dimenticavo: Mamma fullo, quando riimpatrii?

  12. mamma fullo Says:

    l’11 settembre col volo della sera, se, vista la data, non mi mettono qualche dirottatore a bordo dal 12 (si fa per dire) sarò operativa! :-D

  13. STRADAioli Says:

    Mmm… pensavo ad un blog dinner da me a Lido di Classe proprio per la sera del 12… non preoccupati, sul terrazzo, che è bello ampio, si può fumare!!!

  14. mamma fullo Says:

    perchè vuoi festeggiare il mio onomastico? ;-) o vuoi farci mangiare dalle zanzare? :-( Io invece pensavo eventualmente ad un Blog-lunch (leggi grigliatona) a Vallepiana una domenica a mezzogiorno
    Comunque se ne parla, onestamente il 12 non so se sarò già in grado di aver superato il “Jet lag”….sai dopo tutto il viaggio è stressante dal Sud al Nord: differenze di fuso orario (orari di pranzo e cena), differenze di clima (caldo secco contro caldo umido), riordino della magione faentina (ovvero caccia al tesoro per ritrovare tutte le cose che chi era rimasto lì ha sicuramente messo in un altro posto) e ricollegamento alla rete faentina dell’unico neurone rimasto nella mia scatola cranica! :-D :-D

  15. STRADAioli Says:

    Oh, quante solfe!
    Facciamo così, si propongono entrambe le mete e poi vediamo le adesioni!
    Provo a farmi insegnare da fullo come si fa una cosetta di sto tipo su google o doodle poi la posto tra qualche giorno!

    P.S. Le zanzare non ci sono più dalla fine degli anni ‘80, in compenso se si va in pineta ci stanno i “ricchioni”! :(

  16. Stefano Caggiano Says:

    Gentile Mammafullo, Lei cita la parte del mio post in cui scrivo: “Insomma il ragionamento che sta dietro pezzi come quello in questione è che deve costare molto, così lo comprano solo quelli con il palato così raffinato da spendere una tale cifra per averlo (un po’ come un vino pregiato)”
    La prima parte della frase (”il ragionamento che sta dietro…”) pone il resto che segue non nella luce della dichiarazione personale, come mi pare sia stato inteso, ma come l’enuncianzione di una regola di quel gioco si cui si parla nel resto del post. (Perlomeno, questa era l’intenzione di chi scrive…). E’ come dire che nel calcio solo il portiere può toccare la palla con le mani: DIRLO non significa né condividere né avversare questa fatto, ma solo enunciare una regola del gioco.
    Con ciò non intendo sottrarmi al dibattito ma solo precisare che, in realtà, non ci ero mai entrato: non mi era espresso né a favore né contro, e nemmeno avevo dato un mio parere sulla pratica di far pagare tanto oggetti, la quale, secondo alcuni (e mi pare che gli autori degli interventi di questo blog siano fra questi), è cosa deprecabile.
    Come Strada sa bene non ho opinioni precise quasi su niente, e ciò spiega (qui mi sto rivolgendo a Strada) perché sono molto parco nei miei interventi sui blog, pur su quelli di un caro amico come lui.
    Le auguro buon viaggio e buon rientro.

  17. mamma fullo Says:

    Carissimo Professore,
    evidentemente la mia lettura veloce mi ha fatto interpretare il suo intervento in modo errato, me ne scuso, anche se mi solletica molto l’idea di controbattere con una persona come Lei. ;-)
    Spero che Lei voglia intervenire più spesso anche perchè ho una vaga idea che Lei di opinioni ne deve avere e come!

  18. Marco D Says:

    Grazie dell’invito, la discussione è a lunghi tratti interessante. Non potendo leggere tutto ora, “spruzzo” un’idea che mi consola quando mi capitano sorprese del genere. Penso di aver ammazzato un pomeriggio qualche anno fa, parlando della caffettiera di Aldo Rossi - mai voluta, io bialetti tutta la vita.

    Non pensare più a quel decanter, non è un prodotto intelligente perchè non l’hai, pur quando ti serviva e piaceva, scelto. Il fatto che fosse in offerta, beh, significa che altri hanno dribblato l’acquisto - anche senza capri o gatti espiatorii.
    Indubbiamente il decanter-bottiglia della serie Ginevra di Alessi è molto attraente, un pezzo fantastico per i più fuori mercato.
    Il problema di possedere gli oggetti che ci piacciono è un problema da poco, rispetto a quello di contenere igienicamente l’acqua che beviamo. Cosa vuol dire, poi, possedere un oggetto? A te interessava fondamentalmente la sua immagine sulla mensola della tua cucina. Ed è quello che ti dovrebbe bastare, perchè un designer possiede un oggetto quando ne possiede le ragioni, non la materia. Adottando una unica soluzione per entrambi i problemi sigleresti un compromesso: un’immagine voluta a costo altissimo e un suppellettile fragile - o per lo meno che maneggeresti con cura maniacale. Finiresti per prendere anche la caraffa dell’Ikea.
    Il suggerimento mio è di liberarsi del problema del possesso, se la caraffa che ti piace non entra nella tua cucina te la vedrai in un museo. Bere un bicchier d’acqua deve pur essere possibile anche fuori da dibattiti su design e mercato!!!

  19. Gara Says:

    sembra che questo re-style del blog abbia chiamato all’appello parecchia gente interessante… o hai fatto propaganda per le spiaggie quest’estate. Comunque, gran cosa.

    Io in questa discussione mi sento abbastanza coinvolto, per esempio prima di giugno stavo per prendermi una stokke a 800 euri (in offerta) http://immagini.webmobili.it/ImmaginiProdotti%5Csedie%5CMedium%5CMTAS_STOKKE_SEDIA_THATSIT.jpg
    ma se penso che con quella cifra posso comprarmi un signor letto ad una piazza e mezzo materasso incluso… beh mi son detto che per star comodi va bene anche una sedia con le rotelle classica da ufficio… per ora.

  20. » GINEVRA (Parte3di3) • Il “buon design” …secondo me » STRADAioli Says:

    [...] Avessi avuto questa caraffa!!!
    Non sarei stato felice come con la mia caraffa verde bottiglia ma… avrei ancora una caraffa e 30,1 euro…; [...]

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