Avessi avuto questa caraffa!!!
Non sarei stato felice come con la mia caraffa verde bottiglia ma… avrei ancora una caraffa e 30,01 euro…STRADAioli
…mi raccomando: “Il “buon design” …secondo me“.
Un oggetto prodotto industrialmente per potersi vantare del titolo “di buon design” deve essere, in primis: progettato BENE (Requisito N.1). Ossia deve essere funzionale per lo scopo/i primario/i a cui / ai quali è tenuto ad adempiere.
In una bottiglia per succhi di frutta è importante che la chiusura crei, durante la pastorizzazione, il sottovuoto al fine di conservare il contenuto che altrimenti marcirebbe in pochi giorni.
Requisito N.2 - ERGONOMICO - Fatto per “calzare” col corpo dell’utente. Il livello d’ergonomia è la qualità del rapporto tra l’utente e il mezzo utilizzato. Il requisito più importante per determinare questo livello è la sicurezza, seguito dall’adattabilità, l’usabilità, il comfort, la gradevolezza, la comprensibilità (VEDASI PUNTO 3 A SEGUIRE), e così via. Una sedia è tanto più comoda quanto questa si conforma agli standard fisici dell’uomo medio (larghezza dei fianchi, lunghezza delle gambe, peso, … ) in modo da farlo sedere con una postura piacevole e corretta.
Requisito N.3 - COMPRENSIBILE (c’è chi considera questo punto già parte del punto 2) - USER FRIENDLY per utilizzare un termine tipico della rete, che però, riportato ad un qualche cosa di fisico, reale, e non ad un’interfaccia virtuale, si traduce con INTUITIVO PER L’UTILIZZO ULTIMO: il suo aspetto (forme, colori, materiali, superfici, e perché no? odore… ) deve trasmettere a cosa serve ed in che modo va utilizzato per raggiungere lo scopo finale (questo spesso è dato anche dal contesto sociale in cui ci si trova per non parlare del livello tecnico-culturale dell’utente). Un martello ha un manico, in cui, in alcuni casi è presente una gomma goffrata antiscivolo che mi suggerisce la zona d’impugnatura …
Requisito N.4 - BELLO - Per i Greci e per i Romani questo termine aveva un’estensione più ampia di quella attuale, comprendeva infatti tanto gli oggetti belli quanto i pensieri. Se gli antichi potevano fare a meno della nozione di bello in senso stretto era perché avevano termini appropriati per il bello visibile, chiamato simmetria, come per il bello udibile, chiamato armonia.
Nell’antichità si formulò la teoria secondo la quale il bello consiste nella proporzione e nella appropriata disposizione delle parti. Tale teoria può essere fatta risalire già ai Pitagorici. Successivamente ci furono integrazioni, teorie supplementari, riserve che sfociarono nel XVIII secolo in una vera e propria crisi della teoria che aveva dominato per oltre due millenni, a causa sia dell’empirismo filosofico sia per gli influssi del Romanticismo.
L’oggetto della disputa si spostò su una caratteristica del bello. Ci si cominciò a chiedere se, quando si indica come bello un oggetto, gli si attribuisca una proprietà che effettivamente possiede o meno. Da una concezione fondamentalmente oggettivistica si passò quindi ad una concezione soggettivistica che porterà poi all’attuale abbandono della ricerca di una rigorosa definizione del termine estetico bello. La bellezza varia a seconda del periodo storico o del contesto socio-culturale considerato.
La mia visione di bellezza rivolta al campo della progettazione si rifà ancora molto alla Scuola Tedesca dell’inizio e della metà del secolo scorso (Bauhaus e il “buon design” tedesco della Braun).
Posso dire che son stato sicuramente influenzato in questo dai vari professori che ho avuto nel corso dei miei anni di studio all’ISIA e sul campo da clienti ed utenti.
In pratica: un oggetto, per me, è bello quando le sue forme, pur essendo semlice conseguenza del fine funzionale per il quale è stato progettato, risultano nell’insieme eleganti e mai superflue tenendo conto dei limiti offerti dalle tecnologie.
Requisito N.5 - ECONOMICO (???) - “a basso costo” per: materiali, tempo, impatto ambientale, … Una volta (prima dei precedenti post ed i vari commenti annessi e connessi) l’avrei battezzato come un requisito fondamentale correlato al fatto che un oggetto industriale è tale in quanto prodotto meccanicamente in serie (non è frutto dell’artigiano) e quindi dovrebbe venire a costare meno che farlo a mano sia per il produttore che di conseguenze per l’acquirente…
Sto rimettendo in discussione questa parte, c’è anche un design del PREZZO che forse spetta unicamente al direttore marketing del quale però, il designer industriale, deve essere consapevole.
Sto rianalizzando i miei lavori chiedendomi, semplicemente, se la direzione che ho seguito sino ad ora nel progettare sia sempre stata coerente; non solo nel seguire una aspetto estetico (riconducibile a me per linea), parlo più di una “filosofia” di progettare.
PROSSIMAMENTE: “I MIEI PUNTI”
August 27th, 2008 at 3:45 pm
protesto; la mia brocca (quella citata qui), non ha neppure un nome
August 27th, 2008 at 4:02 pm
Questa è la caraffa che abbiamo io e Gabri (quando ci sono ospiti, altrimenti mettiamo in tavola la bottiglia) ed è una figata perchè metti l’elemento nel freezer, e lo tiri fuori solo all’occorrenza, così rimani sempre la bevanda fredda….
E’ lavabile in lavastoviglie, e mi è già caduta una volta e non ha fatto una piega!
August 27th, 2008 at 4:08 pm
Dove la vendono? Corro subito a prenderne due, una per Faenza e una per Naxos!
August 27th, 2008 at 4:24 pm
@ Nico
Un’informazione tecnica non comprensibile dalla scheda prodotto del sito IKEA: l’anima ha già una sostanza/un liquido adatto ad essere congelato o va messo al suo interno dell’altra acqua? Giusto per capire fin dove si sono spinti nella progettazione e messa in produzione di questa caraffa…
@ mammafullo
IKEA - Casalecchio (BO)!
August 27th, 2008 at 4:28 pm
Mammafullo!!!
Ci sei, allora!:D
Dai Enrico, a quando un nuovo estivo blog-dinner??

August 27th, 2008 at 4:31 pm
Un entusiasmo che eclisserebbe quello di Giovanni Allevi…
August 27th, 2008 at 4:38 pm
???
August 27th, 2008 at 4:39 pm
Ha già il liquido apposta. L’elemento è chiuso, non potresti metterci acqua.
August 27th, 2008 at 4:40 pm
E comunque…. puoi sempre passare da noi per vederla…. te lo dico da gennaio….
August 27th, 2008 at 4:41 pm
E’ che sembra di vederti saltare mentre lo dici e la cosa mi fa ridere.
Comunque, come già avevo premesso appena mi ricavo un attimo di tempo posto l’invito aperto a tutti coloro che avranno sino a quel momento partecipato attivamente al blog!
August 27th, 2008 at 4:54 pm
Piripiripì, Trallallero trallallà!
In effetti ciondolavo la testa alla mo’ di bambinetta felice!
August 27th, 2008 at 5:56 pm
@ Nico
Portentoso!!!
August 27th, 2008 at 6:17 pm
@Nicola la tua brocca si chiama “IKEA 365+”… meglio che Truzmekit… o no?
il N°1!:
http://www.youtube.com/watch?v=psBNhK5hLHE&feature=related
August 27th, 2008 at 7:30 pm
Un buon esercizio di sintesi. È pericoloso sbilanciarsi nella ricerca di una definizione del bello, si rischia di invecchiare e confondersi. Più che altro, siamo sicuri che sia una domanda utile? Chi ha detto che gli oggetti che concepiamo siano belli? Che senso avrebbe la sensazione di vedere un oggetto bello se tutti gli oggetti lo fossero?
La bellezza a sè finalizzata stanca. L’uso proprio, il comfort, l’efficacia sono vantaggi che migliorano la vita, e condizionano il nostro giudizio. Un semaforo, una lampo o un tappo a corona non nascono per la bella proporzione ma racchiudono abilità e soluzioni brillanti, sono grandi invenzioni e credo di poter dire grandi episodi di storia del design. A me la caraffa questa qua non mi pare granchè entusiasmante l’occhio - specie dopo aver straparlato del decanter Ginevra - ma leggo gli utilizzatori entusiasti e potenziali acquirenti convinti.
Nulla mi toglierà il piacere di entrare in enoteca e ordinare un buon vino, magari ben servito in cristallo, e goderne gusto, colore, la sensazione del calice al tatto. Spero accada presto, basta che non lo consideriamo un problema di design!!!
….ps ps per contro, soprattutto per lavoro frequento qui a milano parecchia gente del mestiere che la pensa diversamente.
Vado, mi è venuta sete!!!
August 27th, 2008 at 8:22 pm
@DanieLina: ci sono ma non ci sono ancora. Insomma ci sono in internet ma sono ancora in Sicilia
@ Stradino: lo sai per chi ho i biglietti per il teatro Greco di Taormina il dì 29 p.v.?
Proprio Allevi! me lo godo anche a nome vostro!
Baci a tutti
August 27th, 2008 at 8:23 pm
P.S. A>nzi come si dice qui: Baciamo le mani!
August 28th, 2008 at 7:43 am
@_Marco D
Sagge parole, sagge parole!
Non sai da quanto è che vorrei fare un post sui tappi (quello a corona, il twist-off, …) o anche su molti altri oggetti di design anonimo che fanno parte del nostro quotidiano, oramai da generazioni.
Per quanto riguarda l’immagine allegata, messa in chiusura di questa serie di post, voleva essere anche un provocatoria. Effettivamente, se confrontata dal punto di vista estetico col decanter Ginevra non regge il confronto ma, nella globalità delle caratteristiche, come direbbe Dieter Rams, la trovo “di design onesto”.
August 28th, 2008 at 8:51 am
No…Davvero?
Chissà che bello deve essere…più che bello: SUBLIME!
August 28th, 2008 at 11:50 am
Già che facciamo una gran fatica a dare una definizione di BELLO adesso ti ci metti pure con il SUBLIME ?
Però questa parola mi fa venire in mente un colloquio pre-tesi ISIA datato 1999, era un periodaccio per me, e il buon direttore Zanzani si espresse così dopo che gli portai uno schifo di roba come materiale di ricerca:
“Garavini lei deve SUBLIMARE!”
Ancor oggi lo ringrazio per quelle parole, furono sensibili ed efficaci, poteva tranquillamente dirmi:
“Garavini che cazzo fa? Si dia una mossa!”
Per un docente azzeccare le parole non è mai facile, lui ci riuscì.