12:23 pm ● Monday, December 8, 2008

Antiterror design

Inserito in Design

Gian Ruggero Manzoni ha scritto sulla tua bacheca di FACEBOOK – 24/10/2008 – ORE 12.10
“… I gesti più eclatanti sono quelli che affondano le radici nella ‘visione’ di tutti i giorni, nella ‘tranquillità’ del quotidiano, sovvertendo un ordine e indirizzando l’attenzione di tutti su quel che tutti sono abituati a vedere giornalmente ma che d’un tratto muta, cambia. Quindi entrare nella ‘comune’ abitudine, in quella ‘finta’ sicurezza, e andare giù duri. L’ 11 sett. 2001 insegna. Le due torri erano per i newyorkesi come la mamma e il babbo che tutte le mattine si vedono prima di andare a lavorare… erano l’ ‘equilibrio mentale’, quindi una ‘certezza’… e gli arabi hanno rotto il ‘bel giochino’, e da allora i newyorkesi non sono più gli stessi (provare per credere-parlano sempre e solo di quello). (…) Fai buon viaggio poi mi dirai al ritorno… NY da quel giorno ha mutato ‘pensiero’… te ne accorgerai.”


QUALCOSA E’ CAMBIATO

“N.Y. IS NOT AMERICA!”
a Newyorker

A New York il post-11Settembre si avverte ancora.
PESANTEMENTE.
L’aria di Manhattan è inaspettatamente fresca e salubre; anche se siamo in una megalopoli, ci troviamo pur sempre affacciati sull’Oceano, il traffico non è congestionato, e le vie fatte a ‘mo di reticolo di PACK-MAN, evidentemente, favoriscono l’incanalarsi dei venti.
Però, arrivati nei pressi di Ground-Zero, a sud-ovest dell’Isola, quell’aria diventa rarefatta e… scomposta [?].
La gente lavora per le strade in silenzio.
Cammina in con fretta senza parlare.
Avverto: il battere scandito di tacchi di scarpe da donna; il frenare di una bici [ probabilmente un "pony" ] questa zona è completamente ciclo-pedonale, nemmeno i taxi e i piccoli furgoni della FedEx possono entrarci.
I tombini fumano come nei film [ E' tutto vero gente!!! ].
Io, Simone e Gara ancora non siamo arrivati nel cuore della City, al World Trade Center, ma iniziamo ad intravedere le Torri minori, quelle avanzate…
Speri che la voragine, vista e rivista in TV, sui giornali, nella 25°ORA di Spike Lee, sia uno dei tanti deja-vu da cinema ambientato nella GRANDE MELA; tipo quelli che hai già avuto nei giorni precedenti ma…
VENIAMO TRAVOLTI DALLA LUCE DEL SOLE CHE TAGLIA A LAMA IN MEZZO ALL’OMBRA DEI GRATTACIELI: il buco c’è, ECCOME SE C’E'!!!


[ "NEWYORKCRANE" - Foto Garavini - 30/10/2008 / Ground-Zero ]

La gente però continua a vivere e a lavorare lì, senza voler dimenticare, ma nemmeno senza voler ricordare (un po’ come fanno gli Indios con i cari estinti).
Frotte di turisti, come noi, si accalcano attorno al cratere-cantiere.
“Fortunatamente”, più assorti in un misto di silenzioso cordoglio e paura che per il puro e sensazionalistico gusto della spettacolarità della tragedia – stile RETEQUATTRO!
Anche perché, il tutto, “dal vero”, diventa AGGHIACCIANTE e GROTTESCO!
Solo in quel momento, assurdamente, mi accorgo che N.Y.City rappresenta gli Stati Uniti solo nell’immaginario limitato creatoci da Hollywood. Nella realtà è qualche cosa di ben più ampio e a 360°!
NY, in micro-scala, è il Mondo!
Ci sono tutti: Irlandesi, Italiani, Cinesi, Sudamericani, Giapponesi, Ebrei, Danesi, Koreani, Iraniani, Afroamericani, Indiani, Giapponesi, Egiziani… [ assurdamente non ho visto pellirossa!!! ].
Tutti che convivono, nelle loro comunità, ma convivono nella stessa città, apportando le loro tradizioni, la loro cucina, la loro cultura.


[Beastie-Boys - "An Open Letter To NYC" - TO THE 5 BOROUGH - 2004].

D’UN BOTTO mi sento COLPITO pure io!
Suppongo in qualità di cittadino del mondo…
Sì, anche io ho subito un danno!
La cultura alla quale appartengo è stata colpita.

Allo stesso tempo altre mie idee vacillano.
Dov’è finita, tutto d’un tratto la mia visione, a senso unico, di un’America USAeGETTA, GUERRAFONDAIA ed IMPERIALISTA?
Chi sono i cattivi?
E adesso che non ho più una nemesi?!
Poi, per fortuna, penso a quei filmati su YouTube dove si vedono le cariche esplosive che saltano: “Le Torri, se le sono tirate giù loro… sì, sì, sì… Sono stati loro? Boh? Sì, ma chi di loro e perché…?”
Poi trasversalmente un GRANSENSOD’IMPOTENZA, senza nemmeno provare rabbia e l’accettazione: “Siamo solo popolino e non ci è dato sapere… NOI miseri micro-ingranaggi della Propaganda ci scanniamo tra di noi mentre Loro mangiano la torta. Ma Loro chi? …”.
E mente mi pongo queste domande alla PIF, RIMANGO AFFASCINATO DAL FARE COMUNICAZIONE per tutti i suoi meccanismi e fini, anche se propagandistici.
Perdonatemi ma… anche quando dovrebbe essere l’orrore a prevalere, la deformazione professionale mi soprassale!

Ci allontaniamo dalla zona quando… i brividi non finiscono!
Noto alcune cose meno visibili ad un osservatore distratto, ma non meno raccapriccianti: la miriade di arredi urbani della zona, qui più densi, più fitti.
Sedute (in granito), monumenti d’arte moderna (in spesso acciaio), … che cercano d’essere esteticamente piacevoli ed integrati nel paesaggio, ma che sono in realtà dei mutaforma!
Dei TRANSFORMER-sentinella a protezione della cittadella-cantiere.
Piazzati nei punti strategici per bloccare le vie d’accesso ad autobomba, veicoli blindati o altri pericoli che possono arrivare da terra!
…segno di una paura profonda di chi la guerra l’ha sempre esportata ma non l’ha mai vissuta in casa!


[ "9.11-ADV" Pubblicità progresso a favore delle vittime delle polveri dell'11 Settembre prive di assicurazione medica" - Foto Garavini - 01/11/2008 / Into the MTA ]

4 Responses to “Antiterror design”

  1. Simone Says:

    Gli inglesi che sono meno americani (ma dai?) e più asciutti e riservati, optano per delle più classiche barriere di ferro pieno (o acciaio non so, ma ho fatto toc-toc con la manina e qualsiasi cosa fosse era piena del tutto)

    http://www.flickr.com/photos/james_2005/207413956/

    questa è l’ambasciata Israeliana a Londra

  2. STRADAioli Says:

    PRAGMATICI!
    Non c’è dubbio!

  3. mamma fullo Says:

    Benritornato, anche se devo dire sei tornato come un pugno nello stomaco. Eh sì, leggendo il tuo lungo post ho rivissuto i lunghi minuti di quell’11 settembre alle ore 14,45 circa. Ero appena tornata dal parrucchiere e ho trovato Chiara e non ricordo chi incollati davanti al televisore che guardavano quelle immagini, una due tre volte…. raccapriccianti. Mi si è stampato in mente quel momento e credo che tutti ricordino perfettamente quei minuti quando la tele mise in onda quelle scene.Il giorno dopo era il mio onomastico e Chiara mi prese un regalo che in questo momento è qui sulla parete alla mia destra: un puzzle delle torri gemelle. L’ho fatto in poche ore e l’ho appeso a futura memoria della stupidità umana.

  4. STRADAioli Says:

    Avevamo recuperato, da soli 3 giorni, un televisore da tenere nell’angolo relax dell’ufficio ai piedi del “Grattacielo” di Faenza, in via Conte di Vitry.
    Suona il telefono, è “Bone” in coda a Casalecchio: “…ragazzi, hanno attaccato le Twin Towers di New York?”
    “Perché? che stai dicendo? … Chi? …Cosa? …DOVE? Rivolto agli altri colleghi:”…è Bone che ha sbroccato, sta ascoltando della roba tipo quella di Orson Welles…”
    BONE: “STRADA… prova ad accendere la TV!”

    http://it.youtube.com/watch?v=FbXFkFhHUD8

Leave a Reply