6:00 am ● Monday, January 5, 2009

?FELICITÀ

Inserito in Pensieri

Marzo 1999.
Exeter/DEVON/GB.
Sorseggiando birra di serie C e sgranocchiando PRINGLES (ancora sconosciute in Italia) parlavo del + e del – con quello che, l’anno curricolare successivo, sarebbe stato il mio professore di grafica: Roberto Ossani, lì in delegazione per supervisionare me, studente Erasmus.
STRADAioli: E allora… cosa è successo in Italia durante la mia assenza?
Prof. Roberto Ossani: Guarda Strada, un casino!
De André è morto!
La Sinistra ha fondato un nuovo partito che ha come logo un asinello… la cosa più triste è che hanno usato quello della Disney, secondo me senza neppure pagare i diritti.
…ah, beh, sì, se vogliamo metterci anche questa: Albano e Romina si sono separati.

STRADAioli: Albano e Romina POWER si sono separati!!! NOOO!!!
Era veramente il FINIMONDO!

IL DECLINO DELL’IMPERO
Nella storia sono importanti tre cose: innanzitutto il numero, in secondo luogo il numero e, per finire, il numero. Ciò significa, per esempio, che i neri che vivono in Sud Africa un giorno o l’altro finiranno per averla vinta, mentre è probabile che i neri Nordamericani non riusciranno mai a venire a capo di niente. Ciò vuol dire anche che la storia non è una scienza morale. I diritti umani, la compassione e la stessa giustizia, sono tutte nozioni estranee alla storia.

Assistente SPUGNA: …varianze dell’idea di felicità… cioè?
Professor,SO!: In poche parole il mio lavoro muove dall’ipotesi secondo la quale la nozione di felicità personale si amplifica in campo artistico-creativo nella misura in cui diminuisce l’influenza di una Nazione o di una civiltà in generale.
Assistente SPUGNA: E cosa intende di preciso per felicità personale?
Professor,SO!: Oh, beh, l’idea che un individuo ha di ricevere dalla propria vita delle gratificazioni di carattere immediato e che la misura di quelle gratificazioni costituisce il parametro normativo del vissuto.
Assistente SPUGNA: ??? Potrebbe farmi un esempio pratico?
Professor,SO!: Vediamo… il matrimonio!!!
Nelle società stabili il matrimonio è un modo di scambio economico o politico se non addirittura un’unità produttiva.
Assistente SPUGNA: Il che vorrebbe dire?
Professor,SO!: Il che vorrebbe dire che un matrimonio riuscito non ha nulla a che vedere con la felicità personale dei due individui membri della coppia, al limite, la questione, non si pone nemmeno. E’ come se una società in via di sviluppo si preoccupasse maggiormente del bene collettivo o di un ipotetico benessere futuro che della soddisfazione e dei bisogni individuali immediati. Nella letteratura dell’età Romana, per esempio, il concetto d’amore coniugale inizia a proliferare sotto Diocleziano, nel II Sec. d.C., proprio nel momento in cui la struttura dell’Impero entra in crisi. Stesso fenomeno nell’Epoca del XVIII Sec. in cui l’idea “rousseauniana” di felicità precede di poco la Rivoluzione Francese. Il che mi fa porre un quesito paradossale: l’esasperata ricerca della felicità individuale cui osserviamo oggigiorno nella nostra società, non può essere legata al declino dell’Impero Occidentale, Euro/Statunitense, cui stiamo cominciando ad assistere? I sintomi della caduta dell’Impero sono visibili ovunque. La popolazione civile che disprezza le proprie istituzioni, il crollo del tasso di natalità, la reticenza dei maschi al servizio di leva, un debito nazionale oramai incontrollabile, la diminuzione costante delle ore di lavoro, il proliferare dei funzionari, la degenerazione dell’élite. Dopo il declino del sogno Marxista-Leninista non è più possibile additare nessun modello di società di cui dire “Ecco come ci piacerebbe vivere!”. Come, del resto nella sfera privata, a meno di essere mistici o santi è impossibile modellare la propria vita su di un esempio alla nostra portata. Quello che stiamo vivendo è un processo generalizzato di disgregazione dell’esistenza.
Assistente SPUGNA: E’ questo processo secondo lei è inevitabile?
Professor,SO!: Sì, senza dubbio. Anche se, come in tutte le epoche, troverà più di un ciarlatano sempre pronto a dirle che la salvezza è nei sistemi di comunicazione, nei micro circuiti stampati, nella rinascita religiosa, nella forma fisica o in qualsiasi altra sciocchezza. La decadenza di una civiltà è altrettanto inevitabile quanto l’invecchiamento degli individui. Tuttalpiù possiamo sperare di ritardare leggermente il processo, ma nient’altro. E tenga presente che noi viviamo ancora, forse, alla periferia dell’Impero…qui le scosse sono molto meno violente. Bisogna anche aggiungere che, come in tutte le epoche, l’attuale periodo può essere molto piacevole da viversi sotto certi aspetti … e comunque sia, i nostri meccanismi mentali ci impediscono qualsiasi altra forma di esperienza. Non credo che tra noi ce ne sarebbero molti disposti a vivere nell’ambiente puritano del New England del 1650.

2 Responses to “?FELICITÀ”

  1. simone Says:

    ciao,
    ti ricordi per caso da dove hai preso il pezzo che hai citato?
    fammi sapere. cia cia

  2. STRADAioli Says:

    …forse: “Il declino dell’Impero Americano” oppure “Le invasioni Barbariche” :)

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