Object: Makaha Skateboard
Designer: Larry Stevenson (1930 – )
Producer: Makaha (1963 to 1966, 2004 to present)
Humanity’s desire to speed down hills of snow, water or concrete seems hard-wired, which might lead certain members of the generation raised on extreme sports to wonder what people did before the advent of skateboards.
Long before the first profesionally dsigned and manufactured board came on the scene, kids around U.S. were contructing their own makeshift models with dismantled roller-skate wheels and a simple plank of wood.
[Continua »]
I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedir loro di nuocere.
[ Le LEGGI di MURPHY - Cap. 1 / Corollario 8 ]
“Design…
…ossessione per le forme o ricerca della perfezione?
…crimine o arte?
Il design stimola le discussioni e a noi, piace discutere!”
Domenica scorsa sono andato ad una mostra di arte e design: VERNICE, che oramai da qualche anno si tiene alla “Fiera di Forlì”.
Un evento che lentamente sta crescendo dando l’opportunità di passare la solita noiosa domenica in maniera differente e ai creativi locali di uscire dalle aule scolastiche e dai laboratori domestici per farsi vedere/conoscere dando nuovi stimoli alla propria comunità.
Per lo più ad esporre sono pittori.
Dopo quasi 2h di passeggio tra le opere facendomi anestetizzare dai colori sono distratto da delle martellate che giungono da dietro a dei pannelli verticali che inscatolano uno stand.
["Ma cosa stanno facendo? Andiamo a vedere?!"]
La mia prima macchina, tutta mia, solo mia, intestata a mio nome, è stata una Citroën 2CV.
Rosso fuoco, decappottabile, fanali cromati, in grado di andare sulla spiaggia fino in riva al mare senza piantarsi!!!
Era un regalo di mio nonno Minghì.
Natale 1998, avevo 21 anni!
Era costata 2,5 milioni di lire, passaggio ed assicurazione incluse.
La amavo nonostante vari “difetti” non certo dovuti ad insufficienze progettuali. Se nella storia del design dell’auto dobbiamo prendere alcune pietre miliari, la 2CV vi rientra pienamente.
Di solito mi occupo solo di oggetti di design prodotti dall’industria… in questo caso faccio un’eccezione visto il precedente post il cannocchiale merita decisamente almeno una piccola nota.
Strumento ottico nato per l’osservazione di oggetti lontani. Il primo fu costruito in Olanda nel 1608, dall’occhialaio Hans Lippershey.
Galileo Galilei, informato della scoperta nel 1609, se ne procurò alcuni modelli, li modificò e potenziò utilizzandoli in particolare per l’osservazione dei corpi celesti. Successivamente Giovanni Keplero migliorò ulteriormente il cannocchiale di Galileo costruendo quello che si può definire un cannocchiale astronomico, sulla base del quale è costruito il moderno telescopio.
Fra le parti fondamentali del cannocchiale, le lenti, si possono distinguere due differenti tipi: l’obiettivo e l’oculare. Spesso per l’obiettivo o l’oculare vi sono più di una lente, a formare un gruppo di lenti. L’obiettivo forma sul suo piano focale l’immagine dell’oggetto osservato, mentre l’oculare serve sia come lente di ingrandimento sia ad osservare l’immagine. Il cannocchiale utilizza una lente divergente come oculare; inoltre questo è disposto tra l’obiettivo e il suo piano focale (detta posizione ‘intrafocale’). Ciò permette al cannocchiale di essere sensibilmente più corto di un telescopio, nonostante ne condivida i principi di funzionamento.
E’ con l’aiuto di questo portentoso ritrovato della tecnologia dei suoi tempi, forse non a caso di forma vagamente fallica, che il nostro scienziato, uno dei più importanti dell’intera storia dell’umanità, riesce a dimostrare che la Terra gira attorno al Sole e a metterlo nel… ma qui si passerebbe alle solite discussioni da bar…
Oggetto: Gibson Les Paul
Designer:Les Paul (1915 – )
Ted McCarty (1910 – 2001)
M H Berlin (1895 – 1984)
Produttore: Gibson (dal 1952 al 1964, dal 1967 ad oggi)
Dire DIO ME! oppure: GIUDA BOIA! e scuotere la mia testa di capelli al ritmo dei PANTERA sono le uniche cose da rockettaro che so fare… Infatti, nonostante ami la musica ROCK, l’HARD-ROCK e tutte le loro derivazioni fino al NU-METAL, ho sempre avuto una GRANDE MANCANZA: non sono mai stato in grado di imparare a suonare uno strumento!
Sono nato musicalmente impedito.
Ricordo col basso di Alex (amico d’adolescenza) quando provavo a riprodurre la ritmica di “Give it away” dei RED HOT CHILI PEPPERS… OK, non mi ero certo scelto un “cosetta” semplice, ma mentre gli altri dopo soli 15 minuti iniziavano a trasmettere emozioni da quel pezzo di legno con soli 4 fili di ferro, io ero ancora lì che guardavo dove posizionare le dita… CHE SFIGATO!
La mia goffaggine era un insulto a tutta la storia del ROCK!
Per questa mia “incopatibilità” con gli strumenti musicali è bene che lasci la parola a chi può avere più credibilità in materia…
ED ECCO A VOIIII: [RULLLODITAMBURIII] FEDERICO MAZZOTTI!
‘TIEH! BECCATEVI QUANTO E’ METAL!!!
CORNA AL CIELO PER LUI!!!
Dopo una lunga riflessione (mi sono chiesto se inserire questo post nella categoria “Zibaldone” o “Design” visto che anche nella mia tesi di specializzazione in Disegno Industriale mi occupo, pur marginalmente, di bioluminescenze…) non ho avuto dubbi: volete mettere un gatto che segnala la propria presenza in una strada di campagna nel pieno della notte per evitare di essere schiacciato?
Questo non è design finalizzato alla sicurezza e alla salvaguardare della propria incolumità?
FOTO Massimo Garavini: [ STRADAioli imbottigliato, 16 Ott 2007 - Faenza ]
Sinceramente era da un pò che aspettavo un’intervista… mi sarebbe piaciuto finire su una rivista più “patinata” come un IN MAGAZINE, ma per cominciare non è male. Inoltre non sono stato io propormi ma sono venuti loro a richiedermela… l’intervista, è chiaro NO?!
Mi piace quello che questo Gilberto Casadio ha detto, mi i rivedo!!! Mi piacerebbe dire di più sulle singole etichette… penso che su questo blog troverò spazio per parlarne di una ad una…
Vi lascio all’articolo.
Sorridente. Accogliente. Informale nel vestire ma allo stesso tempo professionale.
Enrico STRADAioli ha un modo di fare genuino, tipico della Terra di Romagna, che ti conquista da subito.
Ha fatto delle sue passioni, disegnare e fare skateboard, le basi di partenza per il suo lavoro: il designer. E’ partito alla grande, progettando, a soli 21 anni, ancora studente del secondo anno presso l’ISIA di Faenza, le sue prime grafiche industriali a tiratura intercontinentale (USA, Australia, Europa) per una delle più grandi aziende mondiali di skateboards: la Californiana POWELL.
Socio della Cooperativa di servizi PROGETTO AROMA, ha continuato qui la sua esperienza nella grafica industriale con particolare attenzione per il settore dell’enogastronomia.
Nel 2001 si è cimentato per la prima volta nella creazione di etichette vinicole per piccoli produttori locali. I suoi progetti si sono rivelati da subito particolarmente interessanti in quanto differenti: “quelle etichette si notavano in mezzo alle altre”. Strette e verticali attiravano, per il principio di straneamento, col quale erano state pensate, l’attenzione dei consumatori e di altri produttori vinicoli che iniziarono a contattarlo.
Arrivano altre richieste lavorative stimolanti ed i primi successi.
Oggi ho ufficialmente presentato domanda di Tesi per la sessione di febbraio.
HANNO ACCETTATO LA MIA TESI di II° LIVELLO!!!
Dovete sapere che ho frequentato l’ISIA di Faenza col vecchio ordinamento: PAGHI TUTTO (30 esami) PRENDI 1/2 (Diploma di Laurea).
Ora ho la possibilità, con una tesi aggiuntiva, che mi sto trascinando dietro da quasi 2 anni (1 anno di vuoto ed uno di effettivo lavoro a singhiozzo) di Laurearmi a tutti gli effetti in “Industrial Design”.
Da un certo punto di vista potrebbe non fregarmene niente perché ho già un lavoro avviato nel mio settore… dall’altro il tutto serve sicuramente ad aumentare la mia autostima: un altro traguardo raggiunto, una cosa fatta, un lavoro terminato…
SPERIAMO BENE DI RIUSCIRE A RIENTRARE NEI TEMPI SENZA TANTI IMPREVISTI LAVORATIVI ed UMORALI.
L’argomento trattato è l’integrazione della luce nel mobile. Progetto che oramai da Ottobre 2006 sto sviluppando con la MAZZALI di Parma.
Di più non posso dirvi.