La prima volta che ricordo averla provata canticchiavo questa canzone dei Fratelli Righeira steso, lungo, per tutto il sedile dietro della FIAT131 mirafiori di famiglia.
Gli sportelli lato marciapiede erano entrambi aperti, così come il bagagliaio, per permettere a mia mamma di caricare le ultime cose che c’eravamo portati all’appartamento al mare: coperte, copertine, magliette, teli “che non si potevano lasciare lì o l’anno dopo sapevano di muffa!“.
Mio babbo pensava invece alle cose più da uomo: portava via la spazzatura, serrava gli scuroni, metteva la bombola mezza vuota del gas in un luogo sicuro e chiudeva l’acqua entrando nella grande botola a terra del contatore centrale.
Il tutto seguiva un rituale che oramai si ripeteva, UGUALE, da 10 anni!
Quando ero ancora in I° elementare (1982) durante la settimana mi era concesso di far tardi solo di martedì.
Martedì sera c’era “QUARK” con Piero Angela che si chiudeva alle “11″ circa con un cartone animato didattico di Bruno Bozzetto.
In genera i temi erano: il risparmio energetico, regole di comportamento civile, …
A distanza di anni pare che il vignettista non abbia perso il gusto satirico per questi argomenti.
Abbiamo già perso gli europei di calcio…
In questo periodo dell’anno in cui veniamo a contatto con un mucchio di turisti stranieri, non perdiamo ulteriormente la faccia.
Bastano piccoli gesti, come dare la precedenza ai pedoni che vogliono attraversare sulle “strisce”!
“S l’ha dèt e ‘prit, alora, l’é vera!”
“Se è scritto sui libri, allora è vero!”
“Se lo dicono al telegiornale, allora è vero!”
“Se c’è su internet, allora è vero!”
La “saggezza” ( o ignoranza ) popolare si evolve con le nuove tecnologie, tanto che oggi, nella primissima mattinata ho cercato di dare una collocazione più definita al romanzo “MAL’ARIA” di Baldini.
Magari sarebbe stato più bello e romantico lasciare il tutto in un luogo indefinito ma chi conosce bene la nebbia della campagna ravennate si sente veramente nelle ossa questo romanzo. Non è la nebbia urbana, addomesticata dai lampioni e dal rumore cittadino, ma la nebbia pesante delle campagne, con una consistenza quasi fisica, immobile, nella quale e sotto la quale si può celare qualunque cosa e qualunque fantasma che la nostra razionalità ha nascosto nei suoi anfratti più remoti: è una nebbia che FA PAURA!
Concretizzarne i luoghi, sicuramente mi avrebbe aiutato a sdrammatizzare il tutto.
Quei posti, così simili a quelli della mia infanzia e gioventù, dovevano avere un corrispettivo.
Così, scandagliando su Google Maps le zone sotto la Laguna di Comacchio: Sant’Andrea diventa Sant’Alberto; Butrio >>> Mezzano; … >>> …
Nel farlo mi imbatto in una località che non avevo mai sentito: “Montagnola?”.
“L’amore per la terra, da solo buoni frutti!”
[ Spot publicitario anni '80 - La Valle degli Orti ]
Il “Convivio” rimane da sempre il miglior sistema per lo scambio di idee ed il vino il miglior mezzo per facilitare il tutto…
Finalmente ci si conosce tutti o quasi: mammafullo – gara – danieLina – STRADAioli – fullo – Diana – TeTe.
Persone che si erano scambiate fino a prima solo commenti/opinioni/… via web, si ritrovano a mangiare alla stessa tavola.
MMM che BBBUONA LA CICCIA!
E le salsine fatte in casa da mamma-fullo per la bourguignonne?!
E la torta alla frutta della danieLina?!
Purtroppo non sono state scattate foto della serata… credo… ero un po’ annebbiato
[ UN PRESENTE AZZECCATISSIMO ( foto cell. - STRADAioli di ritorno dalla cena ) : Gara ci ha fatto un "sorpresone" preparando ad ognuno dei presenti, almeno a quelli che si erano ufficialmente iscritti alla cena sul blog, un regalo. CHE DOLCE!!! Ora sulla mia mensola in salotto spunta in bella vista una BIOGRAFIA, "l'ultima, la sola ufficiale!", che fa capire chiaramente, a chi entra in casa mia, chi sono! ...Per chi non lo sapesse, rispetto Vasco Rossi, gran personaggio!!! Musicalmente però, emozioni 0, mi FA CAGARE! ]
Quando a Mezzano qualcuno aveva un problema indefinibile, “un lavoretto” di quelli minori, che ti sembrava esagerato dover scomodare un vero professionista del settore: l’idraulico, il falegname, il dentista, … in quei casi si chiamava Brasula, l’uomo tuttofare.
MERCOLEDì 28 MAGGIO A CASA STRADAioli FULLONE/BOIN*
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Ore 19.30 – APERITIVO
• PERLAGIOIA 2006 – ANCARANI – Albana di Romagna DOC / Secco (Colli di Faenza) – Premio miglior albana di Romagna 2007Ore 20.30 – CENA
•CINGHIALE SETOLOSO in SALMìin periodo oramai caldo e dai profumi estivi si opterà per FONDUTA DI CARNI MISTE + salse, intingoli vari e PINZIMONIO
• CUPOLA 2004 – La Collina – Sangiovese DOC (Brisighella)•
TORTA di CAROTEspeziata alla CANNELLATORTA alla FRUTTA [ Ricetta danieLina ]
• UVAPPESA (esperimento-anteprima 2007/2008) – ANACARANI – Rosso passito (Colli di Faenza)
• TREGENDA – VILLAPAPIANO – Bianco passito (Modigliana)
“Una delle cose più belle della vita… : poter stare la domenica mattina, quando ancora tutti dormono, sdraiata sul divano a guardare i cartoni animati col gatto sulle gambe!
Ahhh, che pace!!!”
[ La Giorgia quando aveva 7 anni... ]
[ Io ieri, al matrimonio di 'Babinaz mentre, ostentando la giarrettiera lanciata dalla sposa, suscito invidia negli altri Zioni - FOTO: Davide Donati ]
Zione: In Romagna, nelle famiglie allargate di una volta, con questo termine veniva chiamato il fratello scapolo, di uno due coniugi, che era solito vivere sotto lo stesso tetto della coppia sposata.
Più in generale con lo stesso termine veniva indicato il “sigle” di sesso maschile.
“Amici come quelli di quell’estate, non ne ho avuti mai più…”
[ Dal film "STAND BY ME- Ricordo di un'estate" ]
Oggi sono andato, come al solito, a far colazione di prima mattina al “Piccolo” in C.so Matteotti.
Bella chiacchierata con Orlando, il barista, eravamo solo noi due…
Ma, c’era qualche cosa di strano nel cibo…
Ciò che mangiavo era strano… come se non fosse al suo posto…
A pranzo sono andato “di sotto”.
Alle “Tavole”, il bar/mensa che si trova, appunto, sotto al mio ufficio…
Stesse sensazioni…
Solo ora mi sono accorto che è da ieri sera che sono travolto da dei ricordi ma non di tipo visivo bensì olfattivo.
Quando le persone se ne vanno rimangono le cose.
Le cose ti ricordano i bei momenti e i fallimenti.
Le cose ti ricordano spazi, prima colmati dalle persone che non ci sono più:
- il camioncino verde compratomi dal bis-nonno Livio ad una bancarella della festa del paese;
- il puffo pagliaccio che mi aveva dato di nascosto la zia Olga (rubandolo dalla collezione di suo figlio Davide “che tanto era già grande”);
- il porta-torte della Tupperware di nonna Maria che anche se lo lavi continua ad avere odore di torta al limone (la stessa torta che mi hanno portato 3 giorni fa
);
- il DVD di “Intervista col Vampiro”;
- il letto sul quale pensavo di fare l’amore con la stessa persona per il resto della vita e che ora condivido, per lo più con un gatto… odddio, ma da quant’è che non faccio l’amore?!