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	<title>STRADAioli &#187; Bellezza</title>
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	<description>Enrico STRADAioli, designer</description>
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		<title>GINEVRA (Parte3di3) • Il &#8220;buon design&#8221; &#8230;secondo me</title>
		<link>http://stradaioli.com/blog/2008/08/27/ginevra-parte3di3-%e2%80%a2-il-buon-design/</link>
		<comments>http://stradaioli.com/blog/2008/08/27/ginevra-parte3di3-%e2%80%a2-il-buon-design/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 06:56:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Costume&Società]]></category>

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		<description><![CDATA[
Avessi avuto questa caraffa!!!
Non sarei stato felice come con la mia caraffa verde bottiglia ma&#8230; avrei ancora una caraffa e 30,01 euro&#8230;
STRADAioli
&#8230;mi raccomando: &#8220;Il &#8220;buon design&#8221; &#8230;secondo me&#8220;.
Un oggetto prodotto industrialmente per potersi vantare del titolo &#8220;di buon design&#8221; deve essere, in primis: progettato BENE (Requisito N.1). Ossia deve essere funzionale per lo scopo/i primario/i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/42_stradaioli_ginevra3_impuls.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-892" title="42_stradaioli_ginevra3_impuls" src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/42_stradaioli_ginevra3_impuls.jpg" alt="" width="428" height="498" /></a></p>
<blockquote><p><em>Avessi avuto questa caraffa!!!</em><br />
<em>Non sarei stato felice <a href="http://stradaioli.com/blog/2008/08/21/ginevra-parte1di3-%E2%80%A2-una-caraffa-non-puo-costare-93-euri-cribbio/">come con la mia caraffa verde bottiglia</a> ma&#8230; avrei ancora una caraffa e 30,01 euro&#8230;</p>
<p><strong>STRADAioli</strong></em></p></blockquote>
<p><span id="more-727"></span>&#8230;mi raccomando: &#8220;<em>Il &#8220;buon design&#8221; &#8230;<ins datetime="2008-08-27T12:16:20+00:00">secondo me</ins></em>&#8220;.</p>
<p>Un oggetto prodotto industrialmente per potersi vantare del titolo &#8220;<em><strong>di buon design</strong></em>&#8221; deve essere, in primis:<strong> </strong><strong>progettato BENE (</strong>Requisito <strong>N.1</strong><strong>)</strong>. Ossia deve essere <strong>funzionale per lo scopo/i primario/i a cui / ai quali è tenuto ad adempiere</strong>.<br />
In una bottiglia per succhi di frutta è importante che la chiusura crei, durante la pastorizzazione, il sottovuoto al fine di conservare il contenuto che altrimenti marcirebbe in pochi giorni.</p>
<p>Requisito <strong>N.2</strong> &#8211; <strong>ERGONOMICO</strong> &#8211; <strong>Fatto per &#8220;calzare&#8221; col corpo dell&#8217;utente.</strong> Il livello d&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ergonomia">ergonomia</a> è la qualità del rapporto tra l&#8217;utente e il mezzo utilizzato. Il requisito più importante per determinare questo livello è la <strong>sicurezza</strong>, seguito dall&#8217;<strong>adattabilità</strong>, l&#8217;<strong>usabilità</strong>, il <strong>comfort</strong>, la <strong>gradevolezza</strong>, la <strong>comprensibilità</strong> (VEDASI PUNTO 3 A SEGUIRE), e così via. Una sedia è tanto più comoda quanto questa si conforma agli standard fisici dell&#8217;uomo medio (larghezza dei fianchi, lunghezza delle gambe, peso, &#8230; ) in modo da farlo sedere con una postura piacevole e corretta.<strong><br />
</strong></p>
<p>Requisito <strong>N.3</strong> <strong>- COMPRENSIBILE</strong><strong> </strong>(c&#8217;è chi considera questo punto già parte del punto 2) &#8211; <strong>USER FRIENDLY </strong>per utilizzare un termine tipico della rete, che però, riportato ad un qualche cosa di fisico, reale, e non ad un&#8217;interfaccia virtuale, si traduce con <strong>INTUITIVO PER L&#8217;UTILIZZO ULTIMO:</strong> il suo aspetto (forme, colori, materiali, superfici, e perché no? odore&#8230; ) deve trasmettere a cosa serve ed in che modo va utilizzato per raggiungere lo scopo finale (questo spesso è dato anche dal contesto sociale in cui ci si trova per non parlare del livello tecnico-culturale dell&#8217;utente). Un martello ha un manico, in cui, in alcuni casi è presente una gomma goffrata antiscivolo che mi suggerisce la zona d&#8217;impugnatura &#8230;</p>
<p>Requisito <strong>N.4</strong> &#8211; <strong>BELLO</strong> &#8211; Per i Greci e per i Romani questo termine aveva un&#8217;estensione più ampia di quella attuale, comprendeva infatti tanto gli oggetti belli quanto i pensieri. Se gli antichi potevano fare a meno della nozione di bello in senso stretto era perché avevano termini appropriati per il bello visibile, chiamato simmetria, come per il bello udibile, chiamato armonia.<br />
Nell&#8217;antichità si formulò la teoria secondo la quale il bello consiste nella proporzione e nella appropriata disposizione delle parti. Tale teoria può essere fatta risalire già ai Pitagorici. Successivamente ci furono integrazioni, teorie supplementari, riserve che sfociarono nel XVIII secolo in una vera e propria crisi della teoria che aveva dominato per oltre due millenni, a causa sia dell&#8217;empirismo filosofico sia per gli influssi del Romanticismo.<br />
L&#8217;oggetto della disputa si spostò su una caratteristica del bello. Ci si cominciò a chiedere se, quando si indica come bello un oggetto, gli si attribuisca una proprietà che effettivamente possiede o meno. Da una concezione fondamentalmente oggettivistica si passò quindi ad una concezione soggettivistica che porterà poi all&#8217;attuale abbandono della ricerca di una rigorosa definizione del termine estetico bello. La bellezza varia a seconda del periodo storico o del contesto socio-culturale considerato.<br />
La mia visione di bellezza rivolta al campo della progettazione si rifà ancora molto alla Scuola Tedesca dell&#8217;inizio e della metà del secolo scorso (Bauhaus e il &#8220;buon design&#8221; tedesco della Braun).<br />
Posso dire che son stato sicuramente influenzato in questo dai vari professori che ho avuto nel corso dei miei anni di studio all&#8217;ISIA e sul campo da clienti ed utenti.<br />
In pratica: <strong><em><a href="http://itomizer.com/2008/08/23/dieter-rams-e-il-design-della-braun/">un oggetto, per me, è bello quando le sue forme, pur essendo semlice conseguenza del fine funzionale per il quale è stato progettato, risultano nell&#8217;insieme eleganti e mai superflue tenendo conto dei limiti offerti dalle tecnologie</a></em></strong>.</p>
<p>Requisito <strong>N.5</strong> &#8211; <strong>ECONOMICO (???)</strong> &#8211; <strong>&#8220;a basso costo&#8221;</strong> per: materiali, tempo, impatto ambientale, &#8230; Una volta (prima dei precedenti post ed i vari commenti annessi e connessi) l&#8217;avrei battezzato come un requisito fondamentale correlato al fatto che un oggetto industriale è tale in quanto prodotto meccanicamente in serie<strong> </strong>(non è frutto dell&#8217;artigiano) e quindi dovrebbe venire a costare meno che farlo a mano sia per il produttore che di conseguenze per l&#8217;acquirente&#8230;<br />
Sto rimettendo in discussione questa parte, c&#8217;è anche un design del PREZZO che forse spetta unicamente al direttore marketing del quale però, il designer industriale, deve essere consapevole.</p>
<p>Sto rianalizzando i miei lavori chiedendomi, semplicemente, se la direzione che ho seguito sino ad ora nel progettare sia sempre stata coerente; non solo nel seguire una aspetto estetico (riconducibile a me per linea), parlo più di una &#8220;filosofia&#8221; di progettare.</p>
<p>PROSSIMAMENTE: &#8220;<strong>I MIEI PUNTI</strong>&#8221;</p>
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		<title>GINEVRA DECANTER (Parte2di3)</title>
		<link>http://stradaioli.com/blog/2008/08/24/ginevra-decanter-parte2di3/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 21:20:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Faenza]]></category>
		<category><![CDATA[TVseries]]></category>

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		<description><![CDATA[
Object: Ginevra
Designer: Ettore Sottsass (1917 &#8211; 2007 )
Producer: ALESSI (1996 to 2001, 2003 to present)
The simple seductive form of the Ginevra crystal decanter creates an object of great beuty, with its shape reflecting the luxury of its purpose: the art of drinking. But it is also remarkable in that it is the final piece in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/42_stradaioli_ginevra2_decanter.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-887" title="42_stradaioli_ginevra2_decanter" src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/42_stradaioli_ginevra2_decanter.jpg" alt="" width="428" height="535" /></a></p>
<p>Object: <strong>Ginevra</strong></p>
<p>Designer: <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Sottsass">Ettore Sottsass</a> </strong>(1917 &#8211; 2007 )</p>
<p>Producer: <a href="http://www.alessi.it/it/"><strong>ALESSI</strong></a> (1996 to 2001, 2003 to present)</p>
<p>The simple seductive form of the Ginevra crystal decanter creates an object of great beuty, with its shape reflecting the luxury of its purpose: the art of drinking. But it is also remarkable in that it is the final piece in the tableware range designed by Ettore Sottsass for Alessi, a range that spans four decades and represents so many of the designer&#8217;s innovative, often radical and always influential ideas. The Ginevra decander and the accompanying glass range were originally introduced by Alessi in 1996, but production had been fraught with difficulties and high costs.</p>
<p><span id="more-851"></span> The range has been redesigned and re-engeneered to suit production needs, and was finally reintroduced in 2003. The elegantly attenuated decanter, shaped like a beautiful unadulterated bottle, was the final missing link in the &#8220;beautiful table&#8221; design philosophy of the designer.<br />
Sottsass has always persued the conceptual route in his designs, and the idea of the &#8220;beautiful table&#8221; is not simply an aesthetic consideration; it is more about the ritual act of sharing, the notion of showing awareness, respect and care about the whole occasion of eating. The Sottsass tableware ranges, produced by Alessi, bring many different characters and personalities to the &#8220;beautiful table&#8221;, from the earliest 5070 Condiment Set of 1978, with its stylistic nod to the postmodern design language that Sottsass effectively helped create, to the Ginevra glassware, characterized by pure, pared-down and utilitarian yet beautiful lines. The Ginevra decanter is one of the most elegant and essential players in this &#8220;beautiful table&#8221; ensemble. Ettore Sottsass has mantained that a &#8220;beautiful table&#8221;, where everything is clean and neat, and all the tableware is carefully laid in its proper place, invokes a feeling of engagement, partecipation, even communion, with the Ginevra decanter a suitably sociable late guest.</p>
<p>Curious Notes:<br />
• During the III° season of the TV-serie <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alias_(serie_televisiva)">ALIAS</a>, the evil guy <a href="http://www.imdb.com/name/nm0726492/">Arvin Sloane</a>, many times, drinks water to take time during conversation in his office; he gets a Ginevra set (decanter and glasses)!<br />
• The last creation projected by Sottsass is growing now, in Faenza in front of the cross roads between <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&#038;hl=it&#038;geocode=&#038;q=via+stradone+faenza&#038;sll=41.442726,12.392578&#038;sspn=9.566012,23.291016&#038;ie=UTF8&#038;ll=44.285335,11.869183&#038;spn=0.002231,0.005686&#038;t=k&#038;z=18">Via Degli Insorti / Via Canal Grande and Via Emilia</a>!</p>
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