L’etichetta per raccontare:
I SAPORI / I SENTORI / LE GENTI / IL TERRITORIO / …
In occasione del Festival dell’ARTE CONTEMPORANEA a Faenza la CREDENZA ospiterà 8 anni dei miei lavori in campo alimentare.
Lavori svolti con passione genuinità e dedizione verso i miei clienti e la mia terra di Romagna.
17-18-19 APRILE
CREDENZA
Via Barilotti, 15
[dietro al Duomo]
T: 0546.680745
Creazione e sviluppo dell’immagine coordinata per un’azienda artigianale e tipicamente romagnola, specializzata nell’affinazione dei formaggi.
[...]
Il punto è che quell’uomo, Renato, con la sua faccia, la sua storia e quel luogo (La Fossa dell’Abbondanza e Roncofreddo) erano già un marchio di per sé.
Avevo la GROSSA responsabilità di raccontare a fondo un prodotto, le sue genti, il territorio, le tradizioni.
Questo lo si può fare al meglio solo avendo un’ottima conoscenza del luogo e del cliente.
ISIA Faenza
Istituto Superiore per le Industrie Artistiche
Anno accademico 2007/2008
Diploma accademico di 2° livello in design della comunicazione
LUN 9 FEB 2009 ORE:10.30~
Candidato:
enrico.STRADAioli
Relatore:
Stefano Caggiano
“Caro amico STRADAioli, te l’avevo detto che i bambini piccoli hanno più malattie dei topi!”
Luca Carugati
In questi giorni andando in giro per parenti e amici vari non ho potuto fare a meno di giocare con cuginetti e altri piccoli esseri umani malaticci e stracarichi di germi e batteri!
Germi e batteri che devono aver deciso di venirmi a ri-trovare dopo 12 lunghi anni: nemmeno mi ricordavo come si stava da ‘malati!
C’è da dire che, per fortuna, pare non mi abbia preso in maniera pesante!
Quindi, non di quelle malattie da stare allettati, ma che bisogna: “ prendere la Tachepirina” [...che non sapevo d'avere e ho trovato nello sgabuzzino mentre cercavo il termometro, per altro non pervenuto all'appello] e “fare l’areosol” [...illegalmente, visto che ancora non ho il dottore; tutti i preparati me li ha fatti giungere mia mamma per vie traverse senza ricetta medica...]
Però, già al 3° aerosol stamattina mi sono rotto!
ADESSO mi curo come dico io, o meglio come diceva la Teresina!
“…ma sé cl’esisteva! (… sì che esisteva!)
A deg din tl’é seri! (Dico davvero!)
… quando mi alzavo la Domenica mattina per andare la Messa, più di una volta la cavala che il mio babbo legava al biroccio, c’aveva le trecce alle crine e a la coda!
E set chi l’era ’ste? (E sai chi era stato?)
E Fulét!” (Il Folletto!)
“Non è che era il bis-nonno a fare le treccine alla cavalla?”
“Mo NOOO, l’era e Fulét!”
“Nonna, ma tu l’hai mai visto questo foletto?”
“Mo csa dit, e’ Fulét un’ s’pò avdè, … mo chi l’ha mai vest’? … u’m cunteva è mi bà cl’aveva sintù di che qui cl’aveva vest j’aveva la forma d’un simiuté!»”
(”Ma cosa dici, il Mazapegul non si può vedere, … ma chi l’ha mai visto ? …. mi raccontava il mio babbo che aveva sentito dire che chi l’aveva visto diceva avesse forma di uno scimmiotto!”)
[1992 - Dialoghi di fronte alla finestra che dava sul campo dei Graziani tra me e mia nonna paterna, la Maria Nanni di Poggio alla Lastra.]
Mazapégul: “Spirito che superstiziosamente si credeva trasformarsi in uomo per giacere colle donne”.
dal Vocabolario Romagnolo-Italiano del Mattioli
La prima volta che ricordo averla provata canticchiavo questa canzone dei Fratelli Righeira steso, lungo, per tutto il sedile dietro della FIAT131 mirafiori di famiglia.
Gli sportelli lato marciapiede erano entrambi aperti, così come il bagagliaio, per permettere a mia mamma di caricare le ultime cose che c’eravamo portati all’appartamento al mare: coperte, copertine, magliette, teli “che non si potevano lasciare lì o l’anno dopo sapevano di muffa!“.
Mio babbo pensava invece alle cose più da uomo: portava via la spazzatura, serrava gli scuroni, metteva la bombola mezza vuota del gas in un luogo sicuro e chiudeva l’acqua entrando nella grande botola a terra del contatore centrale.
Il tutto seguiva un rituale che oramai si ripeteva, UGUALE, da 10 anni!
DUBAI – Al prossimo Cityscape Dubai, che si terrà al Dubai International Exhibition Centre dal 6 al 9 ottobre 2008, verrà presentata una sorta di città del futuro, eco-sostenibile e autosufficiente in termini energetici. Si chiamerà, …RRRuLLLOdiTAMBURI per la fantasia: “Ziggurat“. Progetto che promette di rivoluzionare l’urbanistica, proponendo un modello decisamente eco-friendly in un delizioso contesto di spazi verdi, pubblici e privati, utilizzabili anche per l’irrigazione agricola.
BELLISSIMO, se è vero. Ma se è come la bio-architettura che per la maggiore fanno qui da noi… , anche questa volta ci/si raccontano le solite cazzate per far felici tutti e farci sentire a posto con la coscienza.
“Ciao ragazzi!!! L’importante non è la bellezza, ma essere felici e io ogni volta che mi guardo attorno non posso che provare un’immensa GIOIA!”
Sto guardando il fotomontaggio… oh cazzo, forse è come dice mia madre: abbiamo pure dei geni Ebrei! Del resto i Cognomi che si rifanno al nome di una città sono in genere ebrei, e mia mamma fa di PARIGI!!!
Ma da quale ‘meltin-pot sbuco fuori?!
Object: Makaha Skateboard
Designer: Larry Stevenson (1930 – )
Producer: Makaha (1963 to 1966, 2004 to present)
Humanity’s desire to speed down hills of snow, water or concrete seems hard-wired, which might lead certain members of the generation raised on extreme sports to wonder what people did before the advent of skateboards.
Long before the first profesionally dsigned and manufactured board came on the scene, kids around U.S. were contructing their own makeshift models with dismantled roller-skate wheels and a simple plank of wood.
[Continua »]
“S l’ha dèt e ‘prit, alora, l’é vera!”
“Se è scritto sui libri, allora è vero!”
“Se lo dicono al telegiornale, allora è vero!”
“Se c’è su internet, allora è vero!”
La “saggezza” ( o ignoranza ) popolare si evolve con le nuove tecnologie, tanto che oggi, nella primissima mattinata ho cercato di dare una collocazione più definita al romanzo “MAL’ARIA” di Baldini.
Magari sarebbe stato più bello e romantico lasciare il tutto in un luogo indefinito ma chi conosce bene la nebbia della campagna ravennate si sente veramente nelle ossa questo romanzo. Non è la nebbia urbana, addomesticata dai lampioni e dal rumore cittadino, ma la nebbia pesante delle campagne, con una consistenza quasi fisica, immobile, nella quale e sotto la quale si può celare qualunque cosa e qualunque fantasma che la nostra razionalità ha nascosto nei suoi anfratti più remoti: è una nebbia che FA PAURA!
Concretizzarne i luoghi, sicuramente mi avrebbe aiutato a sdrammatizzare il tutto.
Quei posti, così simili a quelli della mia infanzia e gioventù, dovevano avere un corrispettivo.
Così, scandagliando su Google Maps le zone sotto la Laguna di Comacchio: Sant’Andrea diventa Sant’Alberto; Butrio >>> Mezzano; … >>> …
Nel farlo mi imbatto in una località che non avevo mai sentito: “Montagnola?”.
E’ un caldo pomeriggio di metà luglio.
In casa il climatizzatore facilita il cazzeggio.
G. e S. stanno navigando un po’ di ricordi di gioventù su YouTube quando G. apre un cassetto della scrivania e tira fuori una sorta di foglietto plastificato.
Se lo porta al naso e inspira profondamente ad occhi chiusi.
“Ahhh…”
Sorride e con sguardo complice, ancora in estasi dalla sniffata lo passa all’amico S., che sta a sedere di fianco a lui.
S.: “Ahhh! Ma è buonissimo!!!” E’ un odore sintetico; un misto di plastica, colla e coloranti. “‘Spetta, ’spetta un attimo… fammi tirare un’altro po’! QUESTO E’ L’ODORE DEI 12 ANNI!!!”
G.: “Esattamente 1989, Dude!”