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	<title>STRADAioli &#187; Radici</title>
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	<description>Enrico STRADAioli, designer</description>
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		<title>IN ETICHETTA VERITAS</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 10:18:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
L’etichetta per raccontare:
I SAPORI / I SENTORI / LE GENTI / IL TERRITORIO / &#8230; 
In occasione del Festival dell&#8217;ARTE CONTEMPORANEA a Faenza la CREDENZA ospiterà 8 anni dei miei lavori in campo alimentare.
Lavori svolti con passione genuinità e dedizione verso i miei clienti e la mia terra di Romagna.
17-18-19 APRILE
CREDENZA
Via Barilotti, 15
[dietro al Duomo]
T: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2009/04/04_stradaioli-contemporanea-faenza2.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2009/04/04_stradaioli-contemporanea-faenza2.jpg" alt="" title="04_stradaioli-contemporanea-faenza2" width="428" height="214" class="aligncenter size-full wp-image-1606" /></a></p>
<p>L’etichetta per raccontare:<br />
<strong>I SAPORI / I SENTORI / LE GENTI / IL TERRITORIO / &#8230; </strong></p>
<p>In occasione del <strong><a href="http://www.festivalartecontemporanea.it/">Festival dell&#8217;ARTE CONTEMPORANEA a Faenza</a></strong> la <strong>CREDENZA</strong> ospiterà 8 anni dei miei lavori in campo alimentare.<br />
Lavori svolti con passione genuinità e dedizione verso i miei clienti e la mia terra di Romagna.</p>
<p><strong>17-18-19 APRILE<br />
CREDENZA</strong><br />
Via Barilotti, 15<br />
[dietro al Duomo]<br />
T: 0546.680745</p>
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		<title>Raccontare qualcuno / L’ABBONDANZA</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 11:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Creazione e sviluppo dell’immagine coordinata per un’azienda artigianale e tipicamente romagnola, specializzata nell’affinazione dei formaggi.

[...]
Il punto è che quell’uomo, Renato, con la sua faccia, la sua storia e quel luogo (La Fossa dell’Abbondanza e Roncofreddo) erano già un marchio di per sé.
Avevo la GROSSA responsabilità di raccontare a fondo un prodotto, le sue genti, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Creazione e sviluppo dell’immagine coordinata per un’azienda artigianale e tipicamente romagnola, specializzata nell’affinazione dei formaggi.</strong></p>
<p><a href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/01_stradaioli_labbondanza.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/01_stradaioli_labbondanza.jpg" alt="" title="01_stradaioli_labbondanza" width="428" height="428" class="aligncenter size-full wp-image-1543" /></a></p>
<blockquote><p>[...]<br />
<em>Il punto è che quell’uomo, Renato, con la sua faccia, la sua storia e quel luogo (La Fossa dell’Abbondanza e Roncofreddo) erano già un marchio di per sé.<br />
Avevo la GROSSA responsabilità di raccontare a fondo un prodotto, le sue genti, il territorio, le tradizioni.<br />
Questo lo si può fare al meglio solo avendo un’ottima conoscenza del luogo e del cliente.</em></p></blockquote>
<p><strong><a href="http://www.isiafaenza.net/">ISIA Faenza</a></strong><br />
Istituto Superiore per le Industrie Artistiche<br />
Anno accademico 2007/2008<br />
Diploma accademico di 2° livello in design della comunicazione<br />
<strong>LUN 9 FEB 2009   ORE:10.30~</strong><br />
Candidato:<br />
<strong>enrico.STRADAioli</strong><br />
Relatore:<br />
<strong>Stefano Caggiano</strong></p>
<p><span id="more-1535"></span></p>
<blockquote><p>[...]<br />
<em>L&#8217;etichetta come verifica visiva di un&#8217;identità che già esiste e che deve passare di generazione; da padre a figlia.</em></p>
<p>[...]<br />
<em>MA CHE CI VADO A FARE A MILANO?!<br />
Lì di grafici bravi ce ne sono già tanti!!!<br />
Penso che non potrei fare al meglio il mio lavoro nel campo della comunicazione, specialmente per la gastronomia e l&#8217;enogastronomia se non qui, a casa, in Romagna.</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Eccolo il mio &#8220;SIROPPO&#8221;!</title>
		<link>http://stradaioli.com/blog/2008/12/31/eccolo-il-mio-siroppo/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 16:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[Cazzate]]></category>
		<category><![CDATA[Costume&Società]]></category>
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		<description><![CDATA[
&#8220;Caro amico STRADAioli, te l&#8217;avevo detto che i bambini piccoli hanno più malattie dei topi!&#8221;
Luca Carugati
In questi giorni andando in giro per parenti e amici vari non ho potuto fare a meno di giocare con cuginetti e altri piccoli esseri umani malaticci e stracarichi di germi e batteri!
Germi e batteri che devono aver deciso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/12/54-stradaioli-zabaione.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/12/54-stradaioli-zabaione.jpg" alt="" title="54-stradaioli-zabaione" width="428" height="428" class="aligncenter size-full wp-image-1484" /></a></p>
<blockquote><p><em>&#8220;Caro amico STRADAioli, te l&#8217;avevo detto che i bambini piccoli hanno più malattie dei topi!&#8221;</em><br />
<strong>Luca Carugati</strong></p></blockquote>
<p>In questi giorni andando in giro per parenti e amici vari non ho potuto fare a meno di giocare con cuginetti e altri piccoli esseri umani malaticci e stracarichi di germi e batteri!<br />
Germi e batteri che devono aver deciso di venirmi a ri-trovare dopo 12 lunghi anni: nemmeno mi ricordavo come si stava da &#8216;malati!<br />
C&#8217;è da dire che, per fortuna, pare non mi abbia preso in maniera pesante!<br />
Quindi, non di quelle malattie da stare allettati, ma che bisogna: &#8220;<em> prendere la Tachepirina</em>&#8221; [...che non sapevo d'avere e ho trovato nello sgabuzzino mentre cercavo il termometro, per altro non pervenuto all'appello] e &#8220;<em>fare l&#8217;areosol</em>&#8221; [...illegalmente, visto che ancora non ho il dottore; tutti i preparati me li ha fatti giungere mia mamma per vie traverse senza ricetta medica...]<br />
Però, già al 3° aerosol stamattina mi sono rotto!<br />
ADESSO mi curo come dico io, o meglio come diceva la Teresina!</p>
<p><span id="more-1481"></span>La Teresina, detta &#8220;BRUM BRUM&#8221; perché, a causa della vecchiaia, talvolta il motore della sua testa non ci prendeva più molto e  partiva un po&#8217; per gli affari suoi, era una anziana signora sui generis, come ce n&#8217;erano tante, una volta. [..oramai le nonne vestono D&#038;G o GUCCI e non sanno fare da mangiare!]<br />
Sempre con il fazzoletto scuro in testa, onorava il marito vestendo &#8220;il lutto&#8221; a distanza di anni.<br />
Secca, con grossi, spessi e grandi occhiali da vista ormai passati di moda da almeno una decade, arrivava in bicicletta apprestandosi già 20 m. prima della destinazione rimanendo in equilibrio su un solo pedale, su una sola gamba con l&#8217;altra incrociata dietro, come una sorta di sidecar-umano bilanciando il suo peso con quello della sporta di paglia attaccata dall&#8217;altra parte del manubrio.<br />
<strong>N.B.:</strong> Quest&#8217;ultimo, in inverno, veniva foderato in prossimità delle manopole con pelli di conciate di coniglio, una sorta di galosce che le proteggevano le mani dal freddo senza aver bisogno di vestire guanti.<br />
In pratica aveva &#8220;pimpato&#8221; la sua bici.<br />
30 ANNI AVANTI!<br />
La Teresina nel 1986 era già Design2.0!<br />
Comunque la Teresina, a parte le galosce in pelo pezzato di coniglio, era vestita uguale tutto l&#8217;anno e non si ammalava mai!<br />
In questo modo è campata, nonostante la &#8220;<em>sclero</em>&#8221; oltre i 90anni e senza prendere medicine perché, tutte le mattine: &#8220;PRENDO SEMPRE IL MIO BICCHIERINO DI ZABAIONE&#8230; CHE ME LO FACCIO IO&#8230; CON LE VUOVE DELLE MIE GALINE E ME LO TENGO SEMPRE LI&#8217;, SUL COMODINO!&#8221;</p>
<p>Per fortuna che qui in ufficio con me c&#8217;è il &#8220;<em>ZABAIONE fatto dai miei zii Daniele &#038; Gabriella, che me l&#8217;hanno regalato a Natale!</em>&#8221;<br />
ADESSO MI FACCIO UN CICCHETTO E RIPARTO CON SLANCIO!<br />
<strong>ALLA VOSTRA&#8230; E BUON FINE 2009!!!</strong></p>
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		<title>Mazapégul</title>
		<link>http://stradaioli.com/blog/2008/10/24/mazapegul/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 10:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[
&#8220;&#8230;ma sé cl&#8217;esisteva! (&#8230; sì che esisteva!)
A deg din tl&#8217;é seri! (Dico davvero!)
&#8230; quando mi alzavo la Domenica mattina per andare la Messa, più di una volta la cavala che il mio babbo legava al biroccio, c&#8217;aveva le trecce alle crine e a la coda!
E set chi l&#8217;era &#8217;ste? (E sai chi era stato?)
E Fulét!&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/10/48_stradaiolimazapegul1.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/10/48_stradaiolimazapegul1.jpg" alt="" title="48_stradaiolimazapegul1" width="428" height="419" class="aligncenter size-full wp-image-1287" /></a></p>
<p><em>&#8220;&#8230;ma sé cl&#8217;esisteva! </em>(&#8230; sì che esisteva!)<br />
<em>A deg din tl&#8217;é seri!</em> (Dico davvero!)<br />
<em>&#8230; quando mi alzavo la Domenica mattina per andare la Messa, più di una volta la cavala che il mio babbo legava al biroccio, c&#8217;aveva le trecce alle crine e a la coda!</em><br />
<em>E set chi l&#8217;era &#8217;ste? </em>(E sai chi era stato?)<br />
<em>E Fulét!&#8221; </em>(Il Folletto!)<br />
<em>&#8220;Non è che era il bis-nonno a fare le treccine alla cavalla?&#8221;<br />
&#8220;Mo NOOO, l&#8217;era e Fulét!&#8221;<br />
&#8220;Nonna, ma tu l&#8217;hai mai visto questo foletto?&#8221;<br />
&#8220;Mo csa dit, e&#8217; Fulét un&#8217; s&#8217;pò avdè, &#8230; mo chi l&#8217;ha mai vest&#8217;? &#8230; u&#8217;m cunteva è mi bà cl&#8217;aveva sintù di che qui cl&#8217;aveva vest j&#8217;aveva la forma d&#8217;un simiuté!»&#8221;</em><br />
(&#8221;Ma cosa dici, il Mazapegul non si può vedere, &#8230; ma chi l&#8217;ha mai visto ? &#8230;. mi raccontava il mio babbo che aveva sentito dire che chi l&#8217;aveva visto diceva avesse forma di uno scimmiotto!&#8221;)<br />
[<strong>1992 - Dialoghi di fronte alla finestra che dava sul campo dei Graziani tra me e mia nonna paterna, la Maria Nanni di Poggio alla Lastra.</strong>]</p>
<blockquote><p><em><strong>Mazapégul:</strong> &#8220;Spirito che superstiziosamente si credeva trasformarsi in uomo per giacere colle donne&#8221;.</em><br />
dal Vocabolario Romagnolo-Italiano del Mattioli</p></blockquote>
<p><span id="more-1282"></span>   Quella dei Mazapegol è una piccola famigliola di folletti della notte, composta da diverse tribù quali i Mazapedar, i Mazapegul, i Mazapigur, i Calcarel, diffuse un po&#8217; in tutta la Romagna.<br />
Il nome della famiglia in esame è documentato per la prima volta in un estratto di un contratto di vendita del 9 maggio 1487 nell&#8217;Archivio Generale di Forlì (Prot. Gen. Vol. 47, Prot. Spec. I, Fasc. 199) <em>«In questo anno in casa de madonna Benvegnuta, sorella de Guaspero Martinello, li era uno spirito ovvero folletto inamorato de la gentile sua massara, gioveneta venere, el quale di continuo faceva svoltare uno bacile intorno a sonari»</em>.</p>
<p>   Sussistono tutt’ora in Romagna tracce di mitologia, un insieme, cioè, di superstizioni e credenze che traggono origine dal paganesimo, o dalle religioni delle popolazioni celtiche che prima dei Romani tennero queste terre (&#8230;) Di tanto in tanto affiora qualcuna di tali lontane credenze, poiché, come è noto, la cultura popolare è assai lenta ad abbandonare le sue tradizioni, i suoi riti. Un elemento ancora superstite di tale mitologia è senz’altro è Mazapègul (&#8230;) Con questa introduzione, Umberto Foschi, nel 1975 ne “Il Romagnolo”, trattava del popolare folletto domestico e ancor prima di lui, Luciano De Nardis, nel 1927 sulle pagine de &#8220;La Piè&#8221;, annotava che&#8230; nella nostra tradizione popolare raramente si menzionano gli Spiriti Folletti. I quali sono invece operosissime nelle folande. Dalle folande sono passati alla vita quotidiana delle nostre genti, solo quando loro è stato consentito; quando appunto, raramente, la vita e la favola si sono potute insieme confondere.</p>
<p><strong>Un folletto che sembra un gatto, uno scimmiotto e un coniglietto </strong><br />
   Luciano De Nardis ci fornisce una precisa descrizione: <em>&#8220;starebbe tra il gatto e lo scimmiotto. Piccino, di pel grigio &#8230; porta in capo un berrettino rosso. Del resto non ha vestimento di sorta &#8230; La passione amorosa è la sua esclusiva manifestazione</em> (La Piè 1924 n°2). <em>… È Mazapégul impersona la sensualità, la passione erotica. E ne è rimotissimo simbolo. … Viene dalle ere dei connubi bestiali </em>(La Piè 1927 n° 3)&#8221;.<br />
Un preciso e completo identikit della personalità del Mazapégul romagnolo ce lo fornisce Cino Pedrelli sul numero 3 de La Piè del 1976: <em>&#8220;il Mazapégul è responsabile del senso di soffocamento e paralisi che opprime talvolta i dormienti; si corica con le donne, e le fa sue; svolge tutto un suo rituale amoroso e affettuoso con gli animali della stalla, ed in ispecie con gli equini, che si trovano al mattino coperti di sudore e adorni di trecce alle code e alle criniere, si sostituisce alle donne di casa nelle faccende domestiche, quando queste riscuotono la sua simpatia; o al contrario guasta lavori già avviati, nasconde oggetti, fa dispetti di ogni genere, quando le donne di casa riescano antipatiche; scatena all&#8217;improvviso turbini di vento, capaci di far volare via quanto capiti a tiro, comprese le persone&#8221;</em>.</p>
<p>   Paolo Toschi ricordava di aver partecipato, da fanciullo, al carnevale di Faenza e di aver intonato il ritornello: &#8220;<em><strong>Nô sen qui dla bretta rossa</strong></em>&#8221; (noi siamo quella della berretta rossa). L’autore ha collegato ciò col folletto romagnolo, il Mazapegul o Mazapedar, la cui principale caratteristica è costituita dal berretto rosso e ne ha desunto che, nei vecchi carnevali di Romagna fossero esistite maschere raffiguranti i folletti.</p>
<p><strong>Identikit del Mazapegul</strong><br />
   Il Mazapédar (o mazapégul) è dunque un personaggio fantastico che nel folklore romagnolo sta tra il folletto e l&#8217;incubus.<br />
Si tratta di un esserino molto piccolo, ibrido tra il gatto e lo scimmiotto, di pelame grigio, con un berrettino rosso sul capo. Trattandosi di uno dei tanti Incubi è un vero maestro nel provocare peso al ventre e orribili sogni. Le donne possono liberarsi dell&#8217;incomodo facendosi vedere la sera mentre mangiano un pezzo di pane fingendo nel contempo di spidocchiarsi. Il Mazapegol si offende talmente che non si fa più vedere, ma non tanto per l&#8217;oltraggio subìto, quanto perché ritiene la sua protetta una persona assai poco pulita e sciatta. Similmente si può mangiare pane e formaggio, e nel contempo, fare i propri bisogni. La notte seguente il Mazapegol appare alla giovane irritato e scandalizzato e le dice: <em>«Bruta troja, vaca, t&#8217;megn et pess et fe la caca»</em> (brutta troia, vacca, mangi e pisci e fai la cacca). E detto fatto s&#8217;invola per non farsi vedere mai più.</p>
<p>   Entra di notte nelle stanze leggero come il vento, gira da un mobile a quell’altro e ti finisce nel letto e lì si pone a giacere sopra il ventre delizioso di una bella ragazza della quale ha la passione perché si innamora degli occhi e dei capelli e sospira: <em>&#8220;ad bëll òcc ! ad bëll cavéll!&#8221; </em>(che occhi belli ! che capelli belli !) e se la donna gli è affettuosamente sottomessa le fa la calza e stacca il fiore e le rassetta le stanze ma se la donna l’ha deriso, o peggio ha preferito a lui il moroso o il marito la scote con mala grazia, la batte, la morde, la graffia, le strizza le carni, la spettina oppure le aggroviglia i lavori, le nasconde gli oggetti più disparati, le tagliuzza le vesti.</p>
<p>  Egli entrando nella casa lascia sul pozzo di corte il berretto: allora basta che qualcuno si affretti al pozzo e ghermito il berrettuccio di lana rosso lo getti nell’acqua profonda onde esser salvi dalle sue passionate insistenze e accosciato sul pozzo lamenterà implorevole per lunghe notti la virtù sfatata e si lamenterà: <em>&#8220;dam indrì e’ mi britin ! dam indrì e’ mi britìn!&#8221;</em> (dammi indietro il mio berettino &#8230;) perché privo del berretto, lo spiritello perde i suoi singolari talenti. Vi si racconta d’una ragazza amata, che gli aveva tolto il berrettuccio e non glielo voleva più rendere, lo spiritello la minacciò di un dispetto grosso e una sera che la ragazza andò al ballo la ragazza si trovò d’improvviso nuda nata.</p>
<p><strong>Per difendersi dal Mazapegul</strong><br />
Non ci si poteva liberare di mazapegul.<br />
Anche cambiando casa lui ti seguiva nascosto nel mobilio.<br />
Fra i vari sistemi che la tradizione prevedeva per difendersene e per allontanarlo, c’era la celebrazione di un particolare rito. Chi era perseguitato dal mazapédar doveva procurarsi sette braccia (il sette, come il tre, è un numero «magico») di corda da piadura, cioè di quella usata per l&#8217;«appaiatura» dei bovini aggiogati; in cima alla corda andava fatto un &#8220;<em>ciapet</em>&#8220;, cioè un cappio. Doveva essere tenuta all’aperto per tre giorni e tre notti, poi legata ai piedi del letto. Chi voleva liberarsi del mazapédar, doveva poi salire scalzo sulla corda recitando la seguente formula rituale:</p>
<blockquote><p>&#8220;Corda di canva fata da nov lìgul, cun una ciapra e cun i chév a spìgul; corda par imbalze’ e’ caval de’ re cun e’ pél négar e balzan da tre; par inlazè e’ cavron dl’anma daneda ch’l&#8217;à la rogna cun la schena pleda; pr impiadurè la bes-cia buvarena, pr ande int la val a fe tri cuv ad zlena; corda d’canva pr al campan da mòrt, corda pr e’ col dla speia screca fort; corda di canva pr impicher e’ ledar, bona par impicher e’ Mazapédar.&#8221;</p>
<p>(Corda di canapa fatta da nove mannelli, / con un nodo (un’accappiatura) e con le estremità a spigolo; / corda per impastoiare il cavallo del re / col pelo nero e balzano da tre; / per incappiare il caprone dall’anima dannata / che ha la rogna e la schiena pelata; / per incapestrare la bestia bovina, / per andare nella valle a fare tre covoni di carice (pavira); / corda di canapa per le campane a morto, / corda al collo della spia stretta forte; / corda di canapa per impiccare il ladro, / buona per impiccare il Mazapédar.)</p></blockquote>
<p>Per difendersi dal Mazapegul si possono porre, accanto ai letti, mazze, bastoni corde laccioli dei busti delle donne o mettere sotto il letto forcali. Oppure stendere un sacco sulle coltri del letto, il Mazapegul, infatti, resta lontano per timore di esservi rinchiuso.<br />
Il Mazapegul ha anche una grande avversione per l’acqua.<br />
Esiste anche un metodo meno drastico che consiste nel tenersi a cavalcioni d’una finestra mangiando cacio e pane.<br />
Un altro metodo ancora è quello di spargere una manciata di chicchi di riso sul davanzale, il Mazapegul si mette a contarli uno per uno, fino a quando non sorge il sole e scappa.</p>
<p>IMMAGINE D&#8217;APERTURA: da scansione eseguita da CLAUDIO TORRENZIERI nel 2006.<br />
E&#8217; tratta da una raccolta di riproduzioni di stampe antiche del <a href="http://www.comune.milano.it/dseserver/WebCity/documenti.nsf/weball/810F10DF19779669C125703100432192?opendocument">fondo Bertarelli di Milano</a>.</p>
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		<title>RADISI VI°Puntata ● MALINCONIA</title>
		<link>http://stradaioli.com/blog/2008/09/02/nostalgia-%e2%80%a2-2%c2%b0-stradaioli-blog-dinner-%e2%80%a2-lestate-sta-finendo/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 09:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
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La prima volta che ricordo averla provata canticchiavo questa canzone dei Fratelli Righeira steso, lungo, per tutto il sedile dietro della FIAT131 mirafiori di famiglia.
Gli sportelli lato marciapiede erano entrambi aperti, così come il bagagliaio, per permettere a mia mamma di caricare le ultime cose che c&#8217;eravamo portati all&#8217;appartamento al mare: coperte, copertine, magliette, teli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><code><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SWC7Leonv1I&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/SWC7Leonv1I&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></code></p>
<p>La prima volta che ricordo averla provata canticchiavo questa canzone dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Righeira">Fratelli Righeira</a> steso, lungo, per tutto il sedile dietro della FIAT131 mirafiori di famiglia.<br />
Gli sportelli lato marciapiede erano entrambi aperti, così come il bagagliaio, per permettere a mia mamma di caricare le ultime cose che c&#8217;eravamo portati all&#8217;appartamento al mare: coperte, copertine, magliette, teli &#8220;<em>che non si potevano lasciare lì o l&#8217;anno dopo sapevano di muffa!</em>&#8220;.<br />
Mio babbo pensava invece alle cose più da uomo: portava via la spazzatura, serrava gli scuroni, metteva la bombola mezza vuota del gas in un luogo sicuro e chiudeva l&#8217;acqua entrando nella grande botola a terra del contatore centrale.<br />
Il tutto seguiva un rituale che oramai si ripeteva, UGUALE, da 10 anni!</p>
<p><span id="more-960"></span>Aspettando, mi perdevo a guardare il pattern nero e blu reflex della tappezzeria della 131 fino a perdere il senso di profondità. Chissà chi l&#8217;aveva disegnato?<br />
Poi la malinconia tornava.<br />
Fino all&#8217;anno dopo non avrei più giocato con LaGiulia e LaRoberta, le 2 cuginette, di Novi di Modena. Solo là, a Lido di Classe, avevo degli amici, anzi, delle amiche mie coetanee, VICINE DI CASA. Scavalcavo la bassa recinzione verde che ci separava ed era sempre una festa. GRANDE PENSATA quella recinzione bassa!!! Doveva averla progettata &#8220;<em>un geometra che da piccolo non riusciva ad andare dai suoi vicini di casa e dopo non potevano giocare così bene come me LaGiulia e LaRoberta! Sì, doveva essere proprio così!</em>&#8221;</p>
<p>E poi non mi sarei più perso in discorsi omnitematici con i Morellini, &#8220;<em>i Bolognesi</em>&#8220;, i vicini del lato di destra, che stavano sempre ad ascoltarmi come se fossi un &#8220;Grande&#8221;.<br />
Poi quell&#8217;anno Fabio, il figlio minore, comunque molto più grande di me, mi aveva attaccato la passione per i fumetti, o meglio per &#8220;LUPO ALBERTO&#8221;, prestandomene alcune sue copie. Leggevo già fumetti, ma roba da piccoli; &#8220;IL LUPO&#8221; aveva qualche cosa in più! Penso si chiamasse &#8220;cinismo&#8221;!</p>
<p>E poi, non avrei più rivisto la Simona. Quella bambina di&#8230; non mi ricordo esattamente dove&#8230; forse di Cremona. Era bella, bionda con gli occhi azzurri. Non le ho nemmeno chiesto se era la mia morosina ma&#8230; credo di sì perché ci siamo baciati sotto la barca vicino alle altalene. Quella rivoltata in giù che usa Ettore, il bagnino del BAGNO VENERE per andare a cozze la mattina presto!<br />
La Simona&#8230; UFFA!<br />
&#8230;e a Mezzano non c&#8217;ho neppure la morosa!</p>
<p>Il &#8220;CORRIERE dei PICCOLI&#8221; annunciava che quell&#8217;anno sarebbero arrivati dal paese del Sol Levante un mucchio di nuovi cartoni animati (unica note eccitante dell&#8217;inverno che mi aspettava senza vicini di casa della mia età con cui giocare), il palinsesto prevedeva un&#8217;imminente &#8220;<a href="http://it.youtube.com/watch?v=_S9o5xji1CA">Magica Emy</a>&#8221; già da fine agosto! Avrei iniziato a guardarla dai nonni a Forlì, dove passavo sempre l&#8217;ultima parte delle vacanze estive. </p>
<p>Il cielo era pesante come il piombo e di un grigio ghisa.<br />
Iniziava a spiovigginare.<br />
Mi scendeva qualche lacrimuccia in silenzio sulle guance abbronzatissime.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Povertà</title>
		<link>http://stradaioli.com/blog/2008/09/01/epitaffi-in-forma-duomo-ettore-sottsass/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 05:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<category><![CDATA[Design]]></category>
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DUBAI &#8211; Al prossimo Cityscape Dubai, che si terrà al Dubai International Exhibition Centre dal 6 al 9 ottobre 2008, verrà presentata una sorta di città del futuro, eco-sostenibile e autosufficiente in termini energetici. Si chiamerà, &#8230;RRRuLLLOdiTAMBURI per la fantasia: &#8220;Ziggurat&#8220;. Progetto che promette di rivoluzionare l’urbanistica, proponendo un modello decisamente eco-friendly in un delizioso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/43_stradaioli_ziggurat11.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/43_stradaioli_ziggurat11.jpg" alt="" title="43_stradaioli_ziggurat11" width="428" height="239" class="aligncenter size-full wp-image-1030" /></a></p>
<p><strong>DUBAI</strong> &#8211; Al prossimo Cityscape Dubai, che si terrà al Dubai International Exhibition Centre dal 6 al 9 ottobre 2008, verrà presentata una sorta di città del futuro, eco-sostenibile e autosufficiente in termini energetici. Si chiamerà, &#8230;RRRuLLLOdiTAMBURI per la fantasia: &#8220;<em><strong>Ziggurat</strong></em>&#8220;. Progetto che promette di rivoluzionare l’urbanistica, proponendo un modello decisamente eco-friendly in un delizioso contesto di spazi verdi, pubblici e privati, utilizzabili anche per l’irrigazione agricola.</p>
<p><em>BELLISSIMO, se è vero. Ma se è come la bio-architettura che per la maggiore fanno qui da noi&#8230; , anche questa volta ci/si raccontano le solite cazzate per far felici tutti e farci sentire a posto con la coscienza.</em></p>
<p><span id="more-944"></span><br />
<a href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/43_stradaioli_ziggurat21.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/43_stradaioli_ziggurat21.jpg" alt="" title="43_stradaioli_ziggurat21" width="428" height="303" class="aligncenter size-full wp-image-1029" /></a></p>
<p><strong>IL PROGETTO</strong> &#8211; Sembra uno scenario da fantascienza ma la Ziggurat è realtà e, come suggerisce il nome, evoca le tipiche costruzioni templari mesopotamiche. <strong>Sarebbe in grado di ospitare più di un milione di persone e con la stessa formula si potrebbero riprodurre molti centri già esistenti</strong>, occupando solo un decimo del territorio.</p>
<p><em>Cosa intendono veramente??? Sfollano Milano per un po&#8217;, la radono al suolo e poi ci mettono una piramide simile a Quella di Dubai o a quella di Tokyo o a quella di&#8230;, in pratica intendono fare città seriali? Dalle tristi case in serie dell&#8217;ente bonifica che venivano costruite qui da noi nella basa Romagna si passerà a Megalopoli fatte in serie. Senza storia, senza radici storico culturali, senza nulla.</em> Gli esperti [la storia ci dimostra che non ci sono esperti infallibili, ma solo uomini che di fronte all'evidenza di una mega futura cappella potranno dire: "Oh cazzo, forse mi ero sbagliato!"] la definiscono una città <em>carbon-neutral</em>, ovvero a zero emissioni di anidride carbonica!!! [Sarà vero???] L’ambizioso progetto architettonico, realizzato dalla società Timelinks, ha il merito soprattutto di bastare a sé stesso, grazie all’impiego di energia eolica e solare, come sottolinea il direttore dell’azienda produttrice, Ridas Matonis.</p>
<p><strong>ZIGGURAT</strong> – La città occuperebbe 2,3 chilometri quadrati, ma non si tratterebbe del primo progetto architettonico a utilizzare questa tipica costruzione mesopotamica, già presa in prestito da altri importanti edifici nel mondo, come testimonia il famoso MI6, quartier generale dei servizi segreti britannici. Nell’attesa del suo debutto ufficiale, tutto sta a vedere, come suggerisce Martijn Kramer, dell’International Institute for the Urban Environment, se la gente si adatterà a questo strano modo di vivere e di utilizzare i trasporti. Per il momento Timelinks [società della quale, strano, non si riesce a trovare un sito...] ha già depositato il brevetto della sua città-piramide, sia per quanto riguarda il design che per quanto riguarda la tecnologia. Un occhio di riguardo sarà rivolto alla sicurezza degli abitanti di Ziggurat, con l’utilizzo delle più avanzate tecniche biometriche di riconoscimento facciale.</p>
<p><em>Ah beh, se è così allora stiam tutti più tranquilli!!! Scusate lo scetticismo ma benché quando vedo queste mega-strutture mi imbambolo; non posso dire di non rimanerne affascinato (mi piacerebbe visitare Dubai con tutti i suoi cantieri, circa 1/5 di quelli attualmente attivi a livello mondiale si trovano lì!!!), è guardando le sfumature che intravedo le miserie umane.<br />
Dal nome alla mancanza di cultura fino al ritorno all&#8217;oscurità: guardate anche i progetti dei link a seguire, non vi trasmettono tutti un forte senso di chiusura verso l&#8217;esterno?! STIAMO TORNANDO ALLA CITTA&#8217; FORTEZZA?! Stiamo veramente andando verso un periodo come quello fantasticato in <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mad_Max">Mad Max</a> o in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ken_il_guerriero">Ken Shiro</a>?</em></p>
<p><strong>ALTRE MISERIE</strong></p>
<ul>
<li><a title="May 27, 2008" rel="bookmark" href="http://www.inhabitat.com/2008/05/27/masdar-personal-rapid-transit-system/">Masdar’s Solar Powered Rapid Transit System</a></li>
<li><a title="December 14, 2006" rel="bookmark" href="http://www.inhabitat.com/2006/12/14/new-dubai-tower-clocks-the-sun/">NEW DUBAI TOWER CLOCKS THE SUN</a></li>
<li><a title="July 14, 2008" rel="bookmark" href="http://www.inhabitat.com/2008/07/14/xeritown-new-sustainable-urban-complex-for-dubailand/">XERITOWN: New Sustainable Urban Complex for Dubailand</a></li>
<li><a title="February 6, 2008" rel="bookmark" href="http://www.inhabitat.com/2008/02/06/plans-unveiled-for-worlds-first-zero-carbon-zero-waste-city-masdar-city/">Rem Koolhaas’ Ras Al Khaimah’s Eco City to rival Masdar</a></li>
<li><a title="February 6, 2008" rel="bookmark" href="http://www.inhabitat.com/2008/02/06/plans-unveiled-for-worlds-first-zero-carbon-zero-waste-city-masdar-city/">Plans for Foster’s Masdar Carbon Neutral City Debut</a></li>
</ul>
<p><strong>UN&#8217;OPINIONE&#8230;</strong><br />
<code><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nn-9aEf86d4&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/nn-9aEf86d4&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></code></p>
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		</item>
		<item>
		<title>HAPPY HAPPY ! / JOY JOY !</title>
		<link>http://stradaioli.com/blog/2008/08/28/happy-happy-joy-joy/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 08:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cazzate]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Radici]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Ciao ragazzi!!! L&#8217;importante non è la bellezza, ma essere felici e io ogni volta che mi guardo attorno non posso che provare un&#8217;immensa GIOIA!&#8221;
Sto guardando il fotomontaggio&#8230; oh cazzo, forse è come dice mia madre: abbiamo pure dei geni Ebrei! Del resto i Cognomi che si rifanno al nome di una città sono in genere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/43-stradaioli-allevi-joy.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/43-stradaioli-allevi-joy.jpg" alt="" title="43-stradaioli-allevi-joy" width="428" height="428" class="aligncenter size-full wp-image-1058" /></a></p>
<blockquote><p><em>&#8220;Ciao ragazzi!!! L&#8217;importante non è la bellezza, ma essere felici e io ogni volta che mi guardo attorno non posso che provare un&#8217;immensa GIOIA!&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Sto guardando il fotomontaggio&#8230; oh cazzo, forse è come dice mia madre: abbiamo pure dei geni Ebrei! Del resto i Cognomi che si rifanno al nome di una città sono in genere ebrei, e mia mamma fa di PARIGI!!!<br />
Ma da quale &#8216;meltin-pot sbuco fuori?!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Makaha Skateboard</title>
		<link>http://stradaioli.com/blog/2008/07/24/makaha-skateboard/</link>
		<comments>http://stradaioli.com/blog/2008/07/24/makaha-skateboard/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 04:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Costume&Società]]></category>
		<category><![CDATA[Radici]]></category>
		<category><![CDATA[Skateboard]]></category>

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		<description><![CDATA[
Object: Makaha Skateboard
Designer: Larry Stevenson (1930 &#8211; )
Producer: Makaha (1963 to 1966, 2004 to present)
Humanity&#8217;s desire to speed down hills of snow, water or concrete seems hard-wired, which might lead certain members of the generation raised on extreme sports to wonder what people did before the advent of skateboards.
Long before the first profesionally dsigned and [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="381_skateboy.jpg" href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/381_skateboy.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/381_skateboy.jpg" alt="381_skateboy.jpg" /></a></p>
<p>Object: <strong><a href="http://www.makahaskateboards.com/">Makaha Skateboard</a></strong></p>
<p>Designer: <strong>Larry Stevenson </strong>(1930 &#8211; )</p>
<p>Producer: <strong>Makaha</strong> (1963 to 1966, 2004 to present)</p>
<p><em>Humanity&#8217;s desire to speed down hills of snow, water or concrete seems hard-wired, which might lead certain members of the generation raised on extreme sports to wonder what people did before the advent of skateboards.<br />
Long before the first profesionally dsigned and manufactured board came on the scene, kids around U.S. were contructing their own makeshift models with dismantled roller-skate wheels and a simple plank of wood.<br />
</em><br />
<span id="more-418"></span><br />
<em>The first commercial Roller derby Skateboard hit the market in 1959 in a slightly evolved form, and appealed to boys and teens whose imaginations were already caught by the rise in popularity of surfing.<br />
The spread in appeal of the &#8220;<a href="http://it.youtube.com/watch?v=mlh1fi-cziQ">sidewalk surfing</a>&#8220;, however, was largerly due to a surfer-cum-publisher named Larry Stevenson, who <ins datetime="2008-07-21T13:55:56+00:00">saw that surfing had a stylish and money-generating popularity that could extend to land-locked areas far from the beach communities in Hawaii and California</ins>.<br />
Stevenson began publishing articles about the new sport in his magazine, Surf Guide, and organized team expositions and the first-ever skateboard contest. He expanded his surfboard company Makaha to include the design and sale of the world&#8217;s first professional-quality skateboard in 1963.<br />
Replacing metal wheels with clay versions and altering the rectangular plank to a more surfboard-reminiscent curvilinear form, Stevenson&#8217;s 24- and 18-inch models were the progenitors of the modern skateboard.<br />
Although Makaha sold in excess of 4$ million worth of skateboards from 1963 to 1965, widespread inidents of injury, and in rare cases, death, put a damper on the sport&#8217;s evolution in the mind-to-late 1960s. Hailed as a &#8220;<em>new medical menace</em>&#8220;, by the California Medical Association, skateboarding founded in popularity accross the country, only to regain interest in early 1970s.</em></p>
<p><a title="382_skateboardmakaha.jpg" href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/382_skateboardmakaha.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/382_skateboardmakaha.jpg" alt="382_skateboardmakaha.jpg" /></a><br />
<em><br />
<strong>In 1969, Stevenson patented the kick tail</strong>, a feature that added not only greater control for the rider, but also a means for creating tricks, and was widely copied, much to his chagrin. By the time, the skateboard&#8217;s further evolution becamepiecemeal, with additions like a pressure-moulded fibreglass body by surfer <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hobart_Alter">Hobie Alter</a> in 1973 and urethane &#8220;<em>Cadillac</em>&#8221; wheels by border <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Frank_Nasworthy">Frank Nasworthy</a> the same year.<br />
The skateboard continues to evolve with technological innovations pioneered by manufacturers, but the spirit of the sport, and the cult that surrounds it, still has as much to do with the personal touches and customizations that die-hard proponents apply to their boards. As such, the skateboard has become the tabula rasa for a worlwide subculture&#8217;s collective imagination.</em></p>
<blockquote><p>&#8220;<strong>SKATEBOARDING IS NOT A CRIME</strong>&#8221;<br />
[ On every deck of the late '80s ]</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CAPPELLE &amp; MAGIA, quando la rete mette in dubbio la realtà</title>
		<link>http://stradaioli.com/blog/2008/07/23/cappelle-magia-quando-la-rete-mette-in-dubbio-la-realta/</link>
		<comments>http://stradaioli.com/blog/2008/07/23/cappelle-magia-quando-la-rete-mette-in-dubbio-la-realta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 07:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[AromadiCasa]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[LaRete]]></category>
		<category><![CDATA[Radici]]></category>
		<category><![CDATA[Romagna]]></category>

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&#8220;S l&#8217;ha dèt e &#8216;prit, alora, l&#8217;é vera!&#8221;
&#8220;Se è scritto sui libri, allora è vero!&#8221;
&#8220;Se lo dicono al telegiornale, allora è vero!&#8221;
&#8220;Se c&#8217;è su internet, allora è vero!&#8221;
La &#8220;saggezza&#8221; ( o ignoranza ) popolare si evolve con le nuove tecnologie, tanto che oggi, nella primissima mattinata ho cercato di dare una collocazione più definita al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="380_stradaioliborgomasotti.jpg" href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/380_stradaioliborgomasotti.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/380_stradaioliborgomasotti.jpg" alt="380_stradaioliborgomasotti.jpg" /></a></p>
<blockquote><p><em>&#8220;S l&#8217;ha dèt e &#8216;prit, alora, l&#8217;é vera!&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Se è scritto sui libri, allora è vero!&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Se lo dicono al telegiornale, allora è vero!&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Se c&#8217;è su internet, allora è vero!&#8221;</em></p></blockquote>
<p>La &#8220;saggezza&#8221; ( o ignoranza ) popolare si evolve con le nuove tecnologie, tanto che oggi, nella primissima mattinata ho cercato di dare una collocazione più definita al romanzo &#8220;MAL&#8217;ARIA&#8221; di <a href="http://www.eraldobaldini.it/">Baldini</a>.<br />
Magari sarebbe stato più bello e romantico lasciare il tutto in un luogo indefinito ma chi conosce bene la nebbia della campagna ravennate si sente veramente nelle ossa questo romanzo. Non è la nebbia urbana, addomesticata dai lampioni e dal rumore cittadino, ma la nebbia pesante delle campagne, con una consistenza quasi fisica, immobile, nella quale e sotto la quale si può celare qualunque cosa e qualunque fantasma che la nostra razionalità ha nascosto nei suoi anfratti più remoti: è una nebbia che FA PAURA!<br />
Concretizzarne i luoghi, sicuramente mi avrebbe aiutato a sdrammatizzare il tutto.<br />
Quei posti, così simili a quelli della mia infanzia e gioventù, dovevano avere un corrispettivo.<br />
Così, scandagliando su Google Maps le zone sotto la Laguna di Comacchio: Sant&#8217;Andrea diventa Sant&#8217;Alberto; Butrio &gt;&gt;&gt; Mezzano; &#8230; &gt;&gt;&gt; &#8230;<br />
Nel farlo mi imbatto in una località che non avevo mai sentito: &#8220;Montagnola?&#8221;.</p>
<p><span id="more-424"></span>&#8220;Montagnola? &#8216;Mo che posto è?<br />
Eppure deve trovarsi vicino a casa dei Miei?! Se questa è Mezzano e lì c&#8217;è Torri&#8230;<br />
&#8230;ma!?<br />
&#8230;ma!?<br />
&#8230;ma che Montagnola, questa è Borgo Masotti!!!<br />
Quelli di Google Maps son stati bravi (a mappare il globo), ma qui hanno cazzato in pieno!!!<br />
Quella è proprio Borgo Masotti. BORGO MASOTTI!&#8221;</p>
<p>Borgo Masotti.<br />
Frazione appartenente alla Circoscrizione di [ RRRuLLOdiTAMBURIPREEEGOoo ]: MezzanodiRavenna.<br />
Borgo Masotti, dove, di sabato pomeriggio, andavo a trovare in bicicletta Giovanni Montanari e Andrea Pausini, miei ex compagni delle elementari.<br />
Borgo Masotti, dove si faceva il Capodanno in Sezione con feste fantozziane a base di cappelletti in brodo fatti dalle Azdore e demenziali cappellini in carta corredati da fischietti estendibili.<br />
Borgo Masotti, dove rischiai di essere sbranato da un verro a casa di <em>Mariò Dla Canala</em>.<br />
Borgo Masotti, dove c&#8217;è/c&#8217;era tutto (l&#8217;elettricista, la parrucchiera, la drogheria, il salumiere, il <em>distributore</em>, il&#8230;) nell&#8217;arco di 200m.<br />
Poi mi viene un dubbio: &#8220;E se gli hanno cambiato nome?<br />
E se Borgo Masotti non fosse mai stato il suo nome ma quello d&#8217;uso popolare?<br />
Ma no?! Cazzo dico!!! Ricordo benissimo il cartello a lettere cubitali <strong>BORGO MASOTTI</strong>.<br />
Mi dispiace Google Team, avete cazzato!!!&#8221;<br />
Eppure non riesco a convincermi fino in fondo.<br />
Guardo meglio.<br />
Sul lato di destra c&#8217;è come un&#8217;increspatura nelle foto satellitari (GUARDATE MEGLIO L&#8217;IMMAGINE IN APERTURA).<br />
Deve essere un varco spazio-temporale! Ma sì! CERTO!<br />
Una deformazione verso un mondo parallelo dove Borgo Masotti si chiama Montagnola.<br />
Ora è tutto più chiaro!<br />
Meglio una teoria strampalata come questa che accettare&#8230;<br />
&#8230;qualche cosa di molto più terrificante: avevo messo in dubbio la mia memoria, i miei ricordi sulla base di ciò che avevo trovato riportato su internet!!! Allo stesso modo possono vacillare anche pareri personali, opinioni politico-religiose, fiducie, simpatie, &#8230; LaRete è così influente su di me, su di voi, su di noi?<br />
Questo sì che fa VERAMENTE PAURA!</p>
<p>AAA<br />
PER CORTESIA<br />
CHIUNQUE MI LEGGA E VIVE ANCORA UN QUELLE ZONE DI MAL&#8217;ARIA PUO&#8217; CONFERMARMI CHE BORGO MASOTTI E SEMPRE LI&#8217; E HA SEMPRE LO STESSO NOME?<br />
NON SI SCHERZA, CON NOI DEL<a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=ravenna&amp;ie=UTF8&amp;ll=44.476666,12.092686&amp;spn=0.06994,0.177841&amp;t=h&amp;z=13">LA BASSA</a>!</p>
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		<title>Feticismo</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 14:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Feticismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Skateboard]]></category>

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		<description><![CDATA[
E&#8217; un caldo pomeriggio di metà luglio.
In casa il climatizzatore facilita il cazzeggio.
G. e S. stanno navigando un po&#8217; di ricordi di gioventù su YouTube quando G. apre un cassetto della scrivania e tira fuori una sorta di foglietto plastificato.
Se lo porta al naso e inspira profondamente ad occhi chiusi.
&#8220;Ahhh&#8230;&#8221;
Sorride e con sguardo complice, ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="37_sradaioli_stickerspowellperalta.jpg" href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/37_sradaioli_stickerspowellperalta.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/37_sradaioli_stickerspowellperalta.jpg" alt="37_sradaioli_stickerspowellperalta.jpg" /></a></p>
<p>E&#8217; un caldo pomeriggio di metà luglio.<br />
In casa il climatizzatore facilita il cazzeggio.<br />
G. e S. stanno navigando un po&#8217; di ricordi di gioventù su YouTube quando G. apre un cassetto della scrivania e tira fuori una sorta di foglietto plastificato.<br />
Se lo porta al naso e inspira profondamente ad occhi chiusi.<br />
&#8220;Ahhh&#8230;&#8221;<br />
Sorride e con sguardo complice, ancora in estasi dalla sniffata lo passa all&#8217;amico S., che sta a sedere di fianco a lui.<br />
S.: &#8220;Ahhh! Ma è buonissimo!!!&#8221; E&#8217; un odore sintetico;  un misto di plastica, colla e coloranti. &#8220;&#8216;Spetta, &#8217;spetta un attimo&#8230; fammi tirare un&#8217;altro po&#8217;! QUESTO E&#8217; L&#8217;ODORE DEI 12 ANNI!!!&#8221;<br />
G.: &#8220;Esattamente 1989, <em>Dude</em>!&#8221;</p>
<p><span id="more-415"></span>S., mostrando l&#8217;avambraccio destro: &#8220;Guarda! Ho la pelle d&#8217;oca!&#8221;.<br />
G. &#8220;Lo sai che alla POWELL nel magazzino c&#8217;è solo quest&#8217;odore qui!&#8221;<br />
S. con gli occhi lucidi prende in mano lo sticker ed inizia ad osservarlo da vicino e in controluce.<br />
E&#8217; stupito.<br />
Lo sfiora, poi lo tocca, lo saggia con i polpastrelli.<br />
G. vede chiaramente che S. ha un fremito.<br />
Un brivido lungo ed intenso per tutta la schiena che gli attraversa tutta la spina dorsale dal cervello al cuore, poi giù, fino al buco del culo.<br />
G., un po&#8217; interrogatorio: &#8220;Cos&#8217;altro c&#8217;è?&#8221; Capisce che si è perso qualche cosa.<br />
S: &#8220;La vernice&#8230; GUARDA la VERNICE!<br />
<ins datetime="2008-07-20T13:23:16+00:00">SENTI</ins> la VERNICE!<br />
Si percepiscono gli spessori dei vari strati della serigrafia!!!&#8221;<br />
G. &#8220;Adesivi così non ne fanno più! Se non per queste RI-edizioni Old School degli anni d&#8217;oro! (1984-1889). Che cazzo che costavano tanto!&#8221;<br />
Poi G. si alza. e silenzioso. Vuole condividere qualcos&#8217;altro con l&#8217;amico: &#8220;GUARDA!&#8221;<br />
Apre l&#8217;armadio ed è come nelle miglior storie di pirati quando ci si trova davanti il forziere straripante di dobloni d&#8217;oro luccicanti!<br />
Dentro: un&#8217;arsenale di almeno 40 decks!!!<br />
Circa la metà sono riedizioni dell&#8217;88-89 dell&#8217;allora POWELL-PERALTA!<br />
Ci sono tutti: Vallely, Mc Gill, Per Welinder, Barbee, Hill, &#8230;<br />
S. ne accarezza una ancora incellophanata.<br />
La gira: il drago di Caballero!!! Viene riportato in un&#8217;istante a quelle estati dell&#8217;88 e dell&#8217;89: il giardino di Maresca, via Carraia Sorboli da poco asfaltata, le rampe della UTI a Pinarella, IL POWELL-PERALTA TOUR&#8217;89, le sbucciature, i lividi,&#8230;<br />
S. guarda G. e con tono ironico: &#8220;mi viene da piangere!&#8221;<br />
G.: &#8220;A te? A te che nemmeno giri più!? Figurati a me! &#8230;per fortuna hanno fatto queste riedizioni! &#8230;mi hanno dato uno stimolo per continuare.<br />
Sai, a volte quando devo muovermi qui in paese mi viene da prendere lo skate come quando avevo 12 anni!!!<br />
Adesso ci sono anche molti spot più interessanti e l&#8217;asfalto è decisamente migliore; giù per andare verso la banca ci sono degli spartitraffico che sono un spettacolo da farsi in slide!&#8221;</p>
<blockquote><p><a href="http://stradaioli.com/blog/2007/10/10/radisi-iii%C2%B0puntata-%E2%97%8F-bones-brigade/#more-170">“A ME LO SKATE HA CAMBIATO LA VITA E A TE!?<br />
FORSE IL GUARDAROBA PER UNA STAGIONE?!</a></p></blockquote>
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