“…ma sé cl’esisteva! (… sì che esisteva!)
A deg din tl’é seri! (Dico davvero!)
… quando mi alzavo la Domenica mattina per andare la Messa, più di una volta la cavala che il mio babbo legava al biroccio, c’aveva le trecce alle crine e a la coda!
E set chi l’era ’ste? (E sai chi era stato?)
E Fulét!” (Il Folletto!)
“Non è che era il bis-nonno a fare le treccine alla cavalla?”
“Mo NOOO, l’era e Fulét!”
“Nonna, ma tu l’hai mai visto questo foletto?”
“Mo csa dit, e’ Fulét un’ s’pò avdè, … mo chi l’ha mai vest’? … u’m cunteva è mi bà cl’aveva sintù di che qui cl’aveva vest j’aveva la forma d’un simiuté!»”
(”Ma cosa dici, il Mazapegul non si può vedere, … ma chi l’ha mai visto ? …. mi raccontava il mio babbo che aveva sentito dire che chi l’aveva visto diceva avesse forma di uno scimmiotto!”)
[1992 - Dialoghi di fronte alla finestra che dava sul campo dei Graziani tra me e mia nonna paterna, la Maria Nanni di Poggio alla Lastra.]
Mazapégul: “Spirito che superstiziosamente si credeva trasformarsi in uomo per giacere colle donne”.
dal Vocabolario Romagnolo-Italiano del Mattioli
“S l’ha dèt e ‘prit, alora, l’é vera!”
“Se è scritto sui libri, allora è vero!”
“Se lo dicono al telegiornale, allora è vero!”
“Se c’è su internet, allora è vero!”
La “saggezza” ( o ignoranza ) popolare si evolve con le nuove tecnologie, tanto che oggi, nella primissima mattinata ho cercato di dare una collocazione più definita al romanzo “MAL’ARIA” di Baldini.
Magari sarebbe stato più bello e romantico lasciare il tutto in un luogo indefinito ma chi conosce bene la nebbia della campagna ravennate si sente veramente nelle ossa questo romanzo. Non è la nebbia urbana, addomesticata dai lampioni e dal rumore cittadino, ma la nebbia pesante delle campagne, con una consistenza quasi fisica, immobile, nella quale e sotto la quale si può celare qualunque cosa e qualunque fantasma che la nostra razionalità ha nascosto nei suoi anfratti più remoti: è una nebbia che FA PAURA!
Concretizzarne i luoghi, sicuramente mi avrebbe aiutato a sdrammatizzare il tutto.
Quei posti, così simili a quelli della mia infanzia e gioventù, dovevano avere un corrispettivo.
Così, scandagliando su Google Maps le zone sotto la Laguna di Comacchio: Sant’Andrea diventa Sant’Alberto; Butrio >>> Mezzano; … >>> …
Nel farlo mi imbatto in una località che non avevo mai sentito: “Montagnola?”.
Quando a Mezzano qualcuno aveva un problema indefinibile, “un lavoretto” di quelli minori, che ti sembrava esagerato dover scomodare un vero professionista del settore: l’idraulico, il falegname, il dentista, … in quei casi si chiamava Brasula, l’uomo tuttofare.
[ Io ieri, al matrimonio di 'Babinaz mentre, ostentando la giarrettiera lanciata dalla sposa, suscito invidia negli altri Zioni - FOTO: Davide Donati ]
Zione: In Romagna, nelle famiglie allargate di una volta, con questo termine veniva chiamato il fratello scapolo, di uno due coniugi, che era solito vivere sotto lo stesso tetto della coppia sposata.
Più in generale con lo stesso termine veniva indicato il “sigle” di sesso maschile.
Decadenza, indifferenza, stonature, siamo nella merda, ma siamo Italiani e la rivoluzione non siamo mai stati in grado di farla perché… perché abbiamo paura di perdere le nostre cosucce!!!
Quali? Beh…:
“…la catena d’oro, la pasta al pomodoro, la pancetta, la vendetta, la cenetta, la Pasquetta, l’italietta, la mamma, la pizza, la mazzetta, la michetta, la porchetta, la macchinetta, il cappuccino, il bicchierino, la sorella, la fidanzata, la maglietta… sudata!”
[ Roberto Freak Antoni - Skiantos ]
E allora cosa facciamo? Beh, è naturale: cantiamo!
Tra soli 3 giorni Simone Grassi rimetterà piede nella natia Italia col solo scopo di venire a votare!
Attualmente vive in Irlanda, dove da 2 anni fa il ricercatore informatico al DUBLIN TRINITY COLLEGE.
Il suo intervento, ci salverà?
[Puntata 5 di n]
“Soap-Polpettone” sperimentale sulla Storia
del Mio-Fare-Comunicazione/Design e
su Chi mi ha influenzato nel ciò
DI MERCOLEDI’ QUANDO CAPITA SU www.STRADAioli.com
Sono a pranzo dai miei nonni di Forlì.
Fuori una precoce primavera si fa già sentire con i suoi 23°C all’ombra.
Si sta bene.
Il cielo è sereno.
L’aria che arriva “dalla collina” è buona.
Con la fantasia pregusto un leggero piatto estivo ma entrato in casa l’odore che arriva dalla cucina mi riporta con i piedi in Romagna…
Le etichette che ho creato nel 2003 per VILLAPAPIANO su ispirazione di una stampa romagnola proveniente da una vecchia tovaglia di mia nonna Cateriana continuano a spopolare.
2004_PREMIO ETICHETTA GAMBERO ROSSO;
2005_SBARCANO NEGLI USA.
2007_VINCONO I “3 BICCHIERI“;
2008_SBARCANO IN GIAPPONE (VEDASI FOTO).
Il disegno rappresenta un intreccio di fiori di cardo (fortuna) e frutti di melograno (prosperità-soldi)…
Non per essere superstiziosi ma… stanno portando veramente bene!
Pensare che la rielaborazione grafica era stata pensata per finire su una tavola da skateboard ma fu rifiutata dal direttore marketing…
Forse in quel settore non avrebbe funzionato o forse Giorgio avrebbe chiuso il “900°” prima di Tony Hawk…
SABATO 9 FEBBRAIO 2008.
Faenza fuoriporte, ad Errano presso l’agriturismo CARLONI!
Se sei un blogger, non puoi mancare!!!
Iscrizioni QUI.
SAGREDO: “Disgraziato il paese che non ha eroi!”
GALILEO: “Felice il paese, che non ha bisogno di eroi!”
[ Vita di Galileo (Opera Teatrale) - Bertold Brecht ]
Galileo scopre che la Terra non è al centro dell’Universo, ma solo un pianeta tra molti altri che girano intorno al Sole.
Non è il primo a dirlo ma, con l’aiuto del cannocchiale, è il primo a poterlo provare.
Con questo si mette però contro la Chiesa che non tollera le nuove idee.
La Bibbia dice che il Sole gira intorno alla Terra e la Bibbia non può avere torto.
Davanti alla scelta, o ritrattare o subire le torture e il rogo della Santa Inquisizione, Galileo, vecchio e malato, abiura.
Era il 22 Giugno 1633.
Egli però, in gran segreto, scrive un libro [ Dialogo sopra i massimi sistemi del mondo ] che passa ai suoi allievi diretti all’estero, facendo sopravvivere e diffondendo le sue idee.
Oggi sono andato a pagare la II° rata annuale dell’ICI (€.137,00) in quanto possidente di un dignitoso trilocale in Centro a Faenza.
Non crediate che me lo sia comperato con “tutti” di soldi che guadagno col mio lavoro! Cosa che… sarebbe impossibile.
Sono un “principino”, come direbbero a Roma, che, avendo la “fortuna” di essere figlio unico e, da parte materna, pure nipote unico, ha goduto di un lauto regalo: l’appartamento appunto!