I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedir loro di nuocere.
[ Le LEGGI di MURPHY - Cap. 1 / Corollario 8 ]
HO UNA CARTA D’IDENTITÀ,
QUINDI ESISTO.
“…STRADA, è normale che la gente a volte possa prenderti in antipatia a pelle!
Ti presenti sempre così tutto FELICE, SORRIDENTE, POSITIVO che a qualcuno puoi anche stare sul cazzo!”
Stefano Caggiano - un mio amico
Fino a circa un mese e 1/2 fa ero un cittadino scaduto.
Pagavo e pago: le tasse, i contributi, l’ICI, ma ero scaduto…
Completamente!
Sia la mia carta d’identità che il mio passaporto infatti non erano più validi.
La prima da almeno 3 anni.
Il secondo dal 6 gennaio 2008. Mi ero anche fatto una nota in agenda ma a forza di postdatare l’appuntamento, la possibilità di un rinnovo è saltata completamente. CHE RABBIA! Anche perché rifare il passaporto costa circa una “novantata di euri“.
“Carta d’identità scaduta da 3 anni?! Che cazzone che sei STRADA!!!” Direte voi.
Ebbene sì, era scaduta proprio da 3 anni.
Ma non tanto perché ho la testa fra le nuvole.
Ero ben conscio del fatto…
Tutta colpa del mio quarto di sangue anarchico e dell’indignazione che provo nei confronti dello Stato Italiano.
Lo Stato che mi ha fatto credere…
“Voglio vivere una vita alla grande, coi pantaloni senza mutande…”
Filippo Malatesta
E’ dalla settimana scorsa che avete avuto problemi a contattarmi?
Sia via mail che via telefono?
[I più azzardati sono venuti a bussare o suonare direttamente al mio campanello di casa. Fortunatamente tutte sorprese ben accette, anzi ACCETTATISSIME!!! E' stato bello riscoprire i vecchi metodi...
]
Come sapete, da post precedente, ho avuto varie sventure con le tecnologie di uso quotidiano: si è fuso il mio portatile e, per cambio di tariffa, pur rimanendo con lo stesso gestore, non ho potuto né chiamare né ricevere per circa 1 settimana.
DON’T PANIC!
Son tornato dal mondo “selvaggio” nel quale ho vissuto.
Un mondo scandito unicamente da necessità lavorative e, sempre in secondo piano, fisiologiche… comunque: UN PARADISO!
Da ieri pomeriggio ha ripreso a funzionare il mio cellulare e con cio’ mi è ricomparsa quella fastidiosa pressione al petto. Un malessere diffuso e continuo allo sterno… STRAMALEDETTI PENSIERI e SENSO del DOVERE…
P.S. (Se notate meno erori ortografici è solo perché ho riletto il tutto, più volte; con la tastiera non ho ancora familiarizzato…)
Lunedì 18/FEB/2008 ore 9.22 mi lascia, dopo 4 anni di incessante efedele lavoro e svago assieme “Sparviero“, il mio hp Pavillion da 17″ WIDE.
SIGH! SIGH!
Nella sfortuna, posso comunque dire di essere stato fortunato in quanto: non avevo consegne urgenti e non ho perso alcun dato (avevo fatto la copia di “tutto” proprio domenica pomerggio! Fotuna che non sono andato a fare un giretto al mare come mi era balenato dopo il primo sole mattutino!!!
).
Ora sto scrivendo co quello nuovo.
Ancora non ha un nome e nemeno, al momento, lo merita.
Speravo che questa volta mi sarei comprato un Macintosh, ma la furia degli eventi, il caso, il poco tempo pe riflettere mi hanno portato un “enface”…
A
DRIIIN, DRIIIN, DRIIIIIIN!
(Consentitemi questo suono onomatopeico oramai datato; nessun telefono, neppure i fissi, hanno più suonerie del genere.)
“STRADA, è per te!”
Fulmino con uno sguardo un mio socio.
Giustificandosi ed alzando le spalle: “Ho già detto che ci sei…”
“…cio, … e allora PASSA!”
Mentre parlo col cliente di una cosa ne faccio un’altra al computer ed il mio livello di stress aumenta.
B
“STRADA, hai mica finito quella bozza da inviare al cliente peché lui l’aspetta in giornata, poi noi del reparto IT siamo fermi se non vai avanti con le bozze. Inoltre non ti dimenticare che… bla, il cliente, bla, bla,… Capito? Mi ascolti?”
“Sì. sì.” ["Tutti sono utili, nessuno è indispensabile!"]
Il mio stress s’impenna così come la tensione.
STRESS+TENSIONE=INFARTO.
E’ da circa una decina di giorni che sento un calore diffuso al petto.
O meglio una sorta di pressione simile a quando, facendo lotta ti schienano e ti tengono fermo con un ginocchio puntato allo sterno.
Non mi preoccupo più di tanto; non ne ho il tempo!
Poi non ho neppure il dottore che potrebbe prescrivermi un esame.
Esame = tempi d’attesa in sale d’attesa ed io non ho tempo per attendere, io devo F.A.R.E!
[...PRODUCI / CONSUMA / CREPA].
C
DRIIIN, DRIIIN, DRIIIIIIN!
“Ciao, sono XXX, come stai, ti disturbo?”
["Effettivamente sì, ma è da almeno un mese che sto rintanato in un' ufficio, non puoi immaginarti quanto sia bello sentire qualcuno per fare anche solo due chiacchiere!!!"]
SONO FUSO! SONO FUSO! SONO COMPLETAMENTE FUSO! AIUTO!
Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto:
«SONO CIECO, AIUTATEMI PER FAVORE».