Object: Makaha Skateboard
Designer: Larry Stevenson (1930 - )
Producer: Makaha (1963 to 1966, 2004 to present)
Humanity’s desire to speed down hills of snow, water or concrete seems hard-wired, which might lead certain members of the generation raised on extreme sports to wonder what people did before the advent of skateboards.
Long before the first profesionally dsigned and manufactured board came on the scene, kids around U.S. were contructing their own makeshift models with dismantled roller-skate wheels and a simple plank of wood.
[Continua »]
E’ un caldo pomeriggio di metà luglio.
In casa il climatizzatore facilita il cazzeggio.
G. e S. stanno navigando un po’ di ricordi di gioventù su YouTube quando G. apre un cassetto della scrivania e tira fuori una sorta di foglietto plastificato.
Se lo porta al naso e inspira profondamente ad occhi chiusi.
“Ahhh…”
Sorride e con sguardo complice, ancora in estasi dalla sniffata lo passa all’amico S., che sta a sedere di fianco a lui.
S.: “Ahhh! Ma è buonissimo!!!” E’ un odore sintetico; un misto di plastica, colla e coloranti. “‘Spetta, ’spetta un attimo… fammi tirare un’altro po’! QUESTO E’ L’ODORE DEI 12 ANNI!!!”
G.: “Esattamente 1989, Dude!”
FOTO Massimo Garavini: [ STRADAioli imbottigliato, 16 Ott 2007 - Faenza ]
Sinceramente era da un pò che aspettavo un’intervista… mi sarebbe piaciuto finire su una rivista più “patinata” come un IN MAGAZINE, ma per cominciare non è male. Inoltre non sono stato io propormi ma sono venuti loro a richiedermela… l’intervista, è chiaro NO?!
Mi piace quello che questo Gilberto Casadio ha detto, mi i rivedo!!! Mi piacerebbe dire di più sulle singole etichette… penso che su questo blog troverò spazio per parlarne di una ad una…
Vi lascio all’articolo.
Sorridente. Accogliente. Informale nel vestire ma allo stesso tempo professionale.
Enrico STRADAioli ha un modo di fare genuino, tipico della Terra di Romagna, che ti conquista da subito.
Ha fatto delle sue passioni, disegnare e fare skateboard, le basi di partenza per il suo lavoro: il designer. E’ partito alla grande, progettando, a soli 21 anni, ancora studente del secondo anno presso l’ISIA di Faenza, le sue prime grafiche industriali a tiratura intercontinentale (USA, Australia, Europa) per una delle più grandi aziende mondiali di skateboards: la Californiana POWELL.
Socio della Cooperativa di servizi PROGETTO AROMA, ha continuato qui la sua esperienza nella grafica industriale con particolare attenzione per il settore dell’enogastronomia.
Nel 2001 si è cimentato per la prima volta nella creazione di etichette vinicole per piccoli produttori locali. I suoi progetti si sono rivelati da subito particolarmente interessanti in quanto differenti: “quelle etichette si notavano in mezzo alle altre”. Strette e verticali attiravano, per il principio di straneamento, col quale erano state pensate, l’attenzione dei consumatori e di altri produttori vinicoli che iniziarono a contattarlo.
Arrivano altre richieste lavorative stimolanti ed i primi successi.
[Puntata 3 di X]
“Soap-Polpettone” sperimentale sulla Storia del Mio-Fare-Comunicazione
OGNI DI MERCOLEDI’ SU www.STRADAioli.com
SUMMER TOUR 1989!
Pinarella di Cervia.
Rampe UTI.
Dall’America per noi, solo per noi Romagnoli, il team della POWELL PERALTA: la BONES BRIGADE.
Mike McGill, Steve Caballero, Tony Hawk (giovanissimo), Mark Saito.
Ancora i tricks erano “old-school”.
Le strutture, per quanto, al tempo, tra le più all’avanguardia in Italia, permettevano solo manovre considerate oramai basilari.
Ma… vi ricordate che emozione provaste vedendo qualcuno fare il primo jump o il primo handrail?!
Forse molti di voi avevano già visto queste cose in foto o in video.
In video solo i più tecnologici in possesso di videoregistratore ( a fine anni ‘80 era ancora un bene non comune in tutte le case ).
Avevamo 12 anni quando io e folly, l’amico di sempre (asilo, elementari, medie, Liceo), al carnevale del 1988, vedemmo i “Locals” del nostro paese, Mezzano (RA), rincorrersi in skateboards spraytandosi con le bombolette schiumogene. Loro erano “GRANDI”, avevano qualche anno in più di noi ma a quell’età anche 2 anni fanno la differenza. Erano vestiti da teppistelli, coloratissimi, agghindati con ricercatissimi gadgets come il basco “Gator” della VISION STREET WEAR, scarpe assurde come le AIRWALK LAVA dal caratteristico coprilaccetti o le, allora introvabili, “Old School” Vans Off the Wall. Il loro abbigliamento non era dovuto alla festività, quei colori non erano per il carnevale; Francesco Verdi, Matteo Bentini, “Riccio”, Luca Baccini e suo fratello maggiore Igor erano vestiti così tutti giorni.
Era l’estate del 1989. Avevo appena dato gli “Esami delle Medie” [non ricordo nemmeno con quale valutazione...è incredibile che oggi non me lo ricordi; allora il voto era così importante...]. Mi apprestavo ad intraprendere nuovi percorsi scolastici e di vita. Tutto era bello e si preannunciava ricco di aspettative e nuovi incontri ma aleggiava anche un retrogusto nostalgico, un po’ alla STAND BY ME, di chi sa che nulla sarebbe più stato come prima. Era finito un periodo della mia vita. Da lì a poco sarebbe iniziato un progressivo distacco dai genitori e da alcuni degli amici di sempre. La mia voglia di ribellione iniziava a trapelare lanciando i primi segnali attraverso i miei primi approcci al mondo dello skate. Non appena potevo saltavo sulla mia Bill Tocco Gordon & Smith. Passavo i pomeriggi con folly in via Carraia Sorboli [da poco per la prima volta asfaltata] o in piazza John Lennon a Mezzano. Fu allora che iniziai anche ad interessarmi un po’ di più alla musica che ascoltavo. La colonna sonora di quell’estate era a base di: SUICIDAL TENDENCES, JANE’S ADDICTION, ANTHRAX, EMF, MISFITS e FAITH NO MORE. In particolare ricordo un clip di questi ultimi che ogni tanto veniva trasmesso da Video-Music. Tenevo il televisore piccolo, quello dello studio, sempre acceso anche durante i pasti, in modo da essere pronto a mollare le posate e correre a bocca piena attraverso l’ingresso non appena sentivo l’inconfondibile suono di basso che apriva “Falling to pieces”. Questo video è il manifesto che meglio riassume quegli anni, ancora molto ‘80, già molto ‘90.