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	<title>STRADAioli &#187; Tradizione</title>
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	<description>Enrico STRADAioli, designer</description>
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		<title>Raccontare qualcuno / L’ABBONDANZA</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 11:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Creazione e sviluppo dell’immagine coordinata per un’azienda artigianale e tipicamente romagnola, specializzata nell’affinazione dei formaggi.

[...]
Il punto è che quell’uomo, Renato, con la sua faccia, la sua storia e quel luogo (La Fossa dell’Abbondanza e Roncofreddo) erano già un marchio di per sé.
Avevo la GROSSA responsabilità di raccontare a fondo un prodotto, le sue genti, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Creazione e sviluppo dell’immagine coordinata per un’azienda artigianale e tipicamente romagnola, specializzata nell’affinazione dei formaggi.</strong></p>
<p><a href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/01_stradaioli_labbondanza.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/01_stradaioli_labbondanza.jpg" alt="" title="01_stradaioli_labbondanza" width="428" height="428" class="aligncenter size-full wp-image-1543" /></a></p>
<blockquote><p>[...]<br />
<em>Il punto è che quell’uomo, Renato, con la sua faccia, la sua storia e quel luogo (La Fossa dell’Abbondanza e Roncofreddo) erano già un marchio di per sé.<br />
Avevo la GROSSA responsabilità di raccontare a fondo un prodotto, le sue genti, il territorio, le tradizioni.<br />
Questo lo si può fare al meglio solo avendo un’ottima conoscenza del luogo e del cliente.</em></p></blockquote>
<p><strong><a href="http://www.isiafaenza.net/">ISIA Faenza</a></strong><br />
Istituto Superiore per le Industrie Artistiche<br />
Anno accademico 2007/2008<br />
Diploma accademico di 2° livello in design della comunicazione<br />
<strong>LUN 9 FEB 2009   ORE:10.30~</strong><br />
Candidato:<br />
<strong>enrico.STRADAioli</strong><br />
Relatore:<br />
<strong>Stefano Caggiano</strong></p>
<p><span id="more-1535"></span></p>
<blockquote><p>[...]<br />
<em>L&#8217;etichetta come verifica visiva di un&#8217;identità che già esiste e che deve passare di generazione; da padre a figlia.</em></p>
<p>[...]<br />
<em>MA CHE CI VADO A FARE A MILANO?!<br />
Lì di grafici bravi ce ne sono già tanti!!!<br />
Penso che non potrei fare al meglio il mio lavoro nel campo della comunicazione, specialmente per la gastronomia e l&#8217;enogastronomia se non qui, a casa, in Romagna.</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Slow STRADA&#8230; GO!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 03:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[Avviso]]></category>
		<category><![CDATA[Birra]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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		<description><![CDATA[
Eee&#8230; RRRULLLODITAMBURI&#8230;
&#8230;&#8217;siori e &#8217;siorine, con mia grande GiOiA posso annunciare che: iniziano le mie prime collaborazioni [in qualità di: "stilista dell'enogastronomia"/"grafico"/"marchettaro"???] col freschissimo Presidio Slow-Food di Faenza-Brisighella.
Tutto è cominciato come avviene nelle storie d&#8217;amore: un po&#8217; per caso, un po&#8217; perché mi trovavo nel posto giusto al momento giusto, un po&#8217; perché ci siamo cercati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/12/52_stradaioli_slowfood_cover1.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/12/52_stradaioli_slowfood_cover1.jpg" alt="" title="MEZAPEGUL" width="428" height="428" class="aligncenter size-full wp-image-1399" /></a></p>
<p>Eee&#8230; RRRULLLODITAMBURI&#8230;<br />
&#8230;&#8217;siori e &#8217;siorine, con mia grande GiOiA posso annunciare che: iniziano le mie prime collaborazioni [in qualità di: "stilista dell'enogastronomia"/"grafico"/"marchettaro"???] col freschissimo <strong>Presidio Slow-Food di Faenza-Brisighella</strong>.<br />
Tutto è cominciato come avviene nelle storie d&#8217;amore: un po&#8217; per caso, un po&#8217; perché mi trovavo nel posto giusto al momento giusto, un po&#8217; perché ci siamo cercati, un po&#8217; grazie ad un calice di buon vino!<br />
<strong>L&#8217;ANNATA A VENIRE SI PREANNUNCIA VERAMENTE&#8230; DENSA!!!</strong></p>
<p><strong>Giovedì 18 DICEMBRE<br />
Taverna degli Artisti di Faenza:<br />
ORO, INCENSO e BIRRA</strong></p>
<blockquote><p><em>&#8220;Conoscere i luoghi, vicino o lontani,<br />
non vale la pena, non è che teoria;<br />
saper dove meglio si spini la birra,<br />
è pratica vera, è geografia&#8221;</em><br />
<strong>Goethe</strong></p></blockquote>
<p><span id="more-1323"></span><br />
<em>In felice controtendenza rispetto alla tradizione, la condotta<strong> Slow Food di Faenza e Brisighella</strong> vi invita a brindare alle prossime festività in una effervescente serata a base di Birra.<br />
Saremo ospiti di <strong>Silverio</strong> alla <strong>Taverna degli Artisti di Faenza</strong>, dove avremo modo di degustarne diversi campioni provenienti sia da produzioni artigianali affermate a livello nazionale sia da una appassionata realtà locale guidati da <strong>Antonio Paoletti</strong> (docente Slow Food) e abbinarli a piatti dell’estroso Silverio (l’unico chef a regalare una stella Michelin a Faenza), il tutto accompagnato musicalmente dal <strong>Gloria Turrini Acoustic Duo</strong> (JAZZ).</em></p>
<p><a href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/12/52_stradaioli_slowfood_menu1.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/12/52_stradaioli_slowfood_menu1.jpg" alt="" title="MEZAPEGUL" width="428" height="428" class="aligncenter size-full wp-image-1400" /></a></p>
<p><em>Anche in Italia oggi parlare di cultura della birra non è più un&#8217; eresia e questa bevanda, oltre che una costante nella dieta quotidiana, rappresenta anche un prezioso bagaglio di sapere materiale. Grazie al lavoro di qualche pioniere e alla rinascita qualitativa del settore attraverso piccole realtà artigianali che stanno rivoluzionando l&#8217;universo produttivo, la Birra ha felicemente superato il complesso di inferiorità nei confronti del vino – nel bicchiere, ma anche nel piatto. La birra infatti è una eccellente compagna della cucina, ed i suoi diversti stili si prestano a piacevoli abbinamenti gastronomici.<br />
</em></p>
<p><a href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/12/52_stradaioli_slowfood_listabirre.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/12/52_stradaioli_slowfood_listabirre.jpg" alt="" title="MEZAPEGUL" width="428" height="428" class="aligncenter size-full wp-image-1401" /></a></p>
<p><strong>PER PRENOTAZIONI </strong>[...e ditemi se questa non è una marchetta!!!]:<br />
<ins datetime="2008-12-11T07:27:04+00:00"><strong>slowfoodfaenza@gmail.it</strong></ins></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mazapégul</title>
		<link>http://stradaioli.com/blog/2008/10/24/mazapegul/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 10:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Faenza]]></category>
		<category><![CDATA[Radici]]></category>
		<category><![CDATA[Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;&#8230;ma sé cl&#8217;esisteva! (&#8230; sì che esisteva!)
A deg din tl&#8217;é seri! (Dico davvero!)
&#8230; quando mi alzavo la Domenica mattina per andare la Messa, più di una volta la cavala che il mio babbo legava al biroccio, c&#8217;aveva le trecce alle crine e a la coda!
E set chi l&#8217;era &#8217;ste? (E sai chi era stato?)
E Fulét!&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/10/48_stradaiolimazapegul1.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/10/48_stradaiolimazapegul1.jpg" alt="" title="48_stradaiolimazapegul1" width="428" height="419" class="aligncenter size-full wp-image-1287" /></a></p>
<p><em>&#8220;&#8230;ma sé cl&#8217;esisteva! </em>(&#8230; sì che esisteva!)<br />
<em>A deg din tl&#8217;é seri!</em> (Dico davvero!)<br />
<em>&#8230; quando mi alzavo la Domenica mattina per andare la Messa, più di una volta la cavala che il mio babbo legava al biroccio, c&#8217;aveva le trecce alle crine e a la coda!</em><br />
<em>E set chi l&#8217;era &#8217;ste? </em>(E sai chi era stato?)<br />
<em>E Fulét!&#8221; </em>(Il Folletto!)<br />
<em>&#8220;Non è che era il bis-nonno a fare le treccine alla cavalla?&#8221;<br />
&#8220;Mo NOOO, l&#8217;era e Fulét!&#8221;<br />
&#8220;Nonna, ma tu l&#8217;hai mai visto questo foletto?&#8221;<br />
&#8220;Mo csa dit, e&#8217; Fulét un&#8217; s&#8217;pò avdè, &#8230; mo chi l&#8217;ha mai vest&#8217;? &#8230; u&#8217;m cunteva è mi bà cl&#8217;aveva sintù di che qui cl&#8217;aveva vest j&#8217;aveva la forma d&#8217;un simiuté!»&#8221;</em><br />
(&#8221;Ma cosa dici, il Mazapegul non si può vedere, &#8230; ma chi l&#8217;ha mai visto ? &#8230;. mi raccontava il mio babbo che aveva sentito dire che chi l&#8217;aveva visto diceva avesse forma di uno scimmiotto!&#8221;)<br />
[<strong>1992 - Dialoghi di fronte alla finestra che dava sul campo dei Graziani tra me e mia nonna paterna, la Maria Nanni di Poggio alla Lastra.</strong>]</p>
<blockquote><p><em><strong>Mazapégul:</strong> &#8220;Spirito che superstiziosamente si credeva trasformarsi in uomo per giacere colle donne&#8221;.</em><br />
dal Vocabolario Romagnolo-Italiano del Mattioli</p></blockquote>
<p><span id="more-1282"></span>   Quella dei Mazapegol è una piccola famigliola di folletti della notte, composta da diverse tribù quali i Mazapedar, i Mazapegul, i Mazapigur, i Calcarel, diffuse un po&#8217; in tutta la Romagna.<br />
Il nome della famiglia in esame è documentato per la prima volta in un estratto di un contratto di vendita del 9 maggio 1487 nell&#8217;Archivio Generale di Forlì (Prot. Gen. Vol. 47, Prot. Spec. I, Fasc. 199) <em>«In questo anno in casa de madonna Benvegnuta, sorella de Guaspero Martinello, li era uno spirito ovvero folletto inamorato de la gentile sua massara, gioveneta venere, el quale di continuo faceva svoltare uno bacile intorno a sonari»</em>.</p>
<p>   Sussistono tutt’ora in Romagna tracce di mitologia, un insieme, cioè, di superstizioni e credenze che traggono origine dal paganesimo, o dalle religioni delle popolazioni celtiche che prima dei Romani tennero queste terre (&#8230;) Di tanto in tanto affiora qualcuna di tali lontane credenze, poiché, come è noto, la cultura popolare è assai lenta ad abbandonare le sue tradizioni, i suoi riti. Un elemento ancora superstite di tale mitologia è senz’altro è Mazapègul (&#8230;) Con questa introduzione, Umberto Foschi, nel 1975 ne “Il Romagnolo”, trattava del popolare folletto domestico e ancor prima di lui, Luciano De Nardis, nel 1927 sulle pagine de &#8220;La Piè&#8221;, annotava che&#8230; nella nostra tradizione popolare raramente si menzionano gli Spiriti Folletti. I quali sono invece operosissime nelle folande. Dalle folande sono passati alla vita quotidiana delle nostre genti, solo quando loro è stato consentito; quando appunto, raramente, la vita e la favola si sono potute insieme confondere.</p>
<p><strong>Un folletto che sembra un gatto, uno scimmiotto e un coniglietto </strong><br />
   Luciano De Nardis ci fornisce una precisa descrizione: <em>&#8220;starebbe tra il gatto e lo scimmiotto. Piccino, di pel grigio &#8230; porta in capo un berrettino rosso. Del resto non ha vestimento di sorta &#8230; La passione amorosa è la sua esclusiva manifestazione</em> (La Piè 1924 n°2). <em>… È Mazapégul impersona la sensualità, la passione erotica. E ne è rimotissimo simbolo. … Viene dalle ere dei connubi bestiali </em>(La Piè 1927 n° 3)&#8221;.<br />
Un preciso e completo identikit della personalità del Mazapégul romagnolo ce lo fornisce Cino Pedrelli sul numero 3 de La Piè del 1976: <em>&#8220;il Mazapégul è responsabile del senso di soffocamento e paralisi che opprime talvolta i dormienti; si corica con le donne, e le fa sue; svolge tutto un suo rituale amoroso e affettuoso con gli animali della stalla, ed in ispecie con gli equini, che si trovano al mattino coperti di sudore e adorni di trecce alle code e alle criniere, si sostituisce alle donne di casa nelle faccende domestiche, quando queste riscuotono la sua simpatia; o al contrario guasta lavori già avviati, nasconde oggetti, fa dispetti di ogni genere, quando le donne di casa riescano antipatiche; scatena all&#8217;improvviso turbini di vento, capaci di far volare via quanto capiti a tiro, comprese le persone&#8221;</em>.</p>
<p>   Paolo Toschi ricordava di aver partecipato, da fanciullo, al carnevale di Faenza e di aver intonato il ritornello: &#8220;<em><strong>Nô sen qui dla bretta rossa</strong></em>&#8221; (noi siamo quella della berretta rossa). L’autore ha collegato ciò col folletto romagnolo, il Mazapegul o Mazapedar, la cui principale caratteristica è costituita dal berretto rosso e ne ha desunto che, nei vecchi carnevali di Romagna fossero esistite maschere raffiguranti i folletti.</p>
<p><strong>Identikit del Mazapegul</strong><br />
   Il Mazapédar (o mazapégul) è dunque un personaggio fantastico che nel folklore romagnolo sta tra il folletto e l&#8217;incubus.<br />
Si tratta di un esserino molto piccolo, ibrido tra il gatto e lo scimmiotto, di pelame grigio, con un berrettino rosso sul capo. Trattandosi di uno dei tanti Incubi è un vero maestro nel provocare peso al ventre e orribili sogni. Le donne possono liberarsi dell&#8217;incomodo facendosi vedere la sera mentre mangiano un pezzo di pane fingendo nel contempo di spidocchiarsi. Il Mazapegol si offende talmente che non si fa più vedere, ma non tanto per l&#8217;oltraggio subìto, quanto perché ritiene la sua protetta una persona assai poco pulita e sciatta. Similmente si può mangiare pane e formaggio, e nel contempo, fare i propri bisogni. La notte seguente il Mazapegol appare alla giovane irritato e scandalizzato e le dice: <em>«Bruta troja, vaca, t&#8217;megn et pess et fe la caca»</em> (brutta troia, vacca, mangi e pisci e fai la cacca). E detto fatto s&#8217;invola per non farsi vedere mai più.</p>
<p>   Entra di notte nelle stanze leggero come il vento, gira da un mobile a quell’altro e ti finisce nel letto e lì si pone a giacere sopra il ventre delizioso di una bella ragazza della quale ha la passione perché si innamora degli occhi e dei capelli e sospira: <em>&#8220;ad bëll òcc ! ad bëll cavéll!&#8221; </em>(che occhi belli ! che capelli belli !) e se la donna gli è affettuosamente sottomessa le fa la calza e stacca il fiore e le rassetta le stanze ma se la donna l’ha deriso, o peggio ha preferito a lui il moroso o il marito la scote con mala grazia, la batte, la morde, la graffia, le strizza le carni, la spettina oppure le aggroviglia i lavori, le nasconde gli oggetti più disparati, le tagliuzza le vesti.</p>
<p>  Egli entrando nella casa lascia sul pozzo di corte il berretto: allora basta che qualcuno si affretti al pozzo e ghermito il berrettuccio di lana rosso lo getti nell’acqua profonda onde esser salvi dalle sue passionate insistenze e accosciato sul pozzo lamenterà implorevole per lunghe notti la virtù sfatata e si lamenterà: <em>&#8220;dam indrì e’ mi britin ! dam indrì e’ mi britìn!&#8221;</em> (dammi indietro il mio berettino &#8230;) perché privo del berretto, lo spiritello perde i suoi singolari talenti. Vi si racconta d’una ragazza amata, che gli aveva tolto il berrettuccio e non glielo voleva più rendere, lo spiritello la minacciò di un dispetto grosso e una sera che la ragazza andò al ballo la ragazza si trovò d’improvviso nuda nata.</p>
<p><strong>Per difendersi dal Mazapegul</strong><br />
Non ci si poteva liberare di mazapegul.<br />
Anche cambiando casa lui ti seguiva nascosto nel mobilio.<br />
Fra i vari sistemi che la tradizione prevedeva per difendersene e per allontanarlo, c’era la celebrazione di un particolare rito. Chi era perseguitato dal mazapédar doveva procurarsi sette braccia (il sette, come il tre, è un numero «magico») di corda da piadura, cioè di quella usata per l&#8217;«appaiatura» dei bovini aggiogati; in cima alla corda andava fatto un &#8220;<em>ciapet</em>&#8220;, cioè un cappio. Doveva essere tenuta all’aperto per tre giorni e tre notti, poi legata ai piedi del letto. Chi voleva liberarsi del mazapédar, doveva poi salire scalzo sulla corda recitando la seguente formula rituale:</p>
<blockquote><p>&#8220;Corda di canva fata da nov lìgul, cun una ciapra e cun i chév a spìgul; corda par imbalze’ e’ caval de’ re cun e’ pél négar e balzan da tre; par inlazè e’ cavron dl’anma daneda ch’l&#8217;à la rogna cun la schena pleda; pr impiadurè la bes-cia buvarena, pr ande int la val a fe tri cuv ad zlena; corda d’canva pr al campan da mòrt, corda pr e’ col dla speia screca fort; corda di canva pr impicher e’ ledar, bona par impicher e’ Mazapédar.&#8221;</p>
<p>(Corda di canapa fatta da nove mannelli, / con un nodo (un’accappiatura) e con le estremità a spigolo; / corda per impastoiare il cavallo del re / col pelo nero e balzano da tre; / per incappiare il caprone dall’anima dannata / che ha la rogna e la schiena pelata; / per incapestrare la bestia bovina, / per andare nella valle a fare tre covoni di carice (pavira); / corda di canapa per le campane a morto, / corda al collo della spia stretta forte; / corda di canapa per impiccare il ladro, / buona per impiccare il Mazapédar.)</p></blockquote>
<p>Per difendersi dal Mazapegul si possono porre, accanto ai letti, mazze, bastoni corde laccioli dei busti delle donne o mettere sotto il letto forcali. Oppure stendere un sacco sulle coltri del letto, il Mazapegul, infatti, resta lontano per timore di esservi rinchiuso.<br />
Il Mazapegul ha anche una grande avversione per l’acqua.<br />
Esiste anche un metodo meno drastico che consiste nel tenersi a cavalcioni d’una finestra mangiando cacio e pane.<br />
Un altro metodo ancora è quello di spargere una manciata di chicchi di riso sul davanzale, il Mazapegul si mette a contarli uno per uno, fino a quando non sorge il sole e scappa.</p>
<p>IMMAGINE D&#8217;APERTURA: da scansione eseguita da CLAUDIO TORRENZIERI nel 2006.<br />
E&#8217; tratta da una raccolta di riproduzioni di stampe antiche del <a href="http://www.comune.milano.it/dseserver/WebCity/documenti.nsf/weball/810F10DF19779669C125703100432192?opendocument">fondo Bertarelli di Milano</a>.</p>
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		<title>BRASULA medicine man</title>
		<link>http://stradaioli.com/blog/2008/05/16/brasula-medicine-man/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2008 09:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Quando a Mezzano qualcuno aveva un problema indefinibile, &#8220;un lavoretto&#8221; di quelli minori, che ti sembrava esagerato dover scomodare un vero professionista del settore: l&#8217;idraulico, il falegname, il dentista, &#8230; in quei casi si chiamava Brasula, l&#8217;uomo tuttofare.
Brasula arrivava in tuta da lavoro blu su una FIAT 128 verde alla quale aveva asportato il sedile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/29_stradaioli_vitadicondominio.jpg' title='29_stradaioli_vitadicondominio.jpg'><img src='http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/29_stradaioli_vitadicondominio.jpg' alt='29_stradaioli_vitadicondominio.jpg' /></a></p>
<p>Quando a Mezzano qualcuno aveva un problema indefinibile, &#8220;un lavoretto&#8221; di quelli minori, che ti sembrava esagerato dover scomodare un vero professionista del settore: l&#8217;idraulico, il falegname, il dentista, &#8230; in quei casi si chiamava <em><strong>Brasula</strong></em>, l&#8217;uomo tuttofare.</p>
<p><span id="more-379"></span><em><strong>Brasula</strong></em> arrivava in tuta da lavoro blu su una FIAT 128 verde alla quale aveva asportato il sedile lato guida per aver più spazio per il suo armamentario: cassette degli attrezzi, chiavi, pezzi di ricambio, macchinari di sua costruzione / invenzione.<br />
Una volta si presentò a casa mia con una sorta di &#8220;compressore a spalla&#8221; che vagamente poteva assomigliare agli zaini protonici dei ghostbusters; il suo però aveva a funzione di stura tubature, pozzi neri e simili.</p>
<p><em><strong>Brasula</strong></em> è stato anche il mio primo dentista.<br />
Verso i 7 anni inizia a &#8220;scossarmi&#8221; il primo dente.<br />
Mio babbo, conscio del fatto che era impossibile interagire con me per problemi relativi alla salute, dopo che, con banali scuse più di una volta dottori, genitori e parenti mi avevano rifilato punture e/o supposte facendo i simpatici, mi disse: &#8220;Adesso, per quel dentino, ti porto io dallo specialista! Vedrai è bravo e buono e, <ins datetime="2008-05-16T09:32:52+00:00">SOPRATTUTTO</ins>, non è un dottore.&#8221;<br />
&#8230;<br />
Arriviamo col FIAT Coriasco rosso, bardato ad uso idraulico, di mio padre, alla palazzina bianca all&#8217;inizio di Via Ammonite.<br />
Saliamo.<br />
Ci apre LUI.<br />
Non aveva un camice come i dottori, del resto era &#8220;uno specialista&#8221;&#8230; comunque cominciava bene!<br />
Era vestito nella tenuta da lavoro n.2: camicia scozzese a mezze maniche ( toni misti rosso-rosellino e verde menta ) che in fase operativa poteva essere tolta per mettere in risalto i muscoli nerboruti sotto la canottiera bianca ( MOOOLTO ITAlica ) + pantaloncino corto a mezza coscia color caki e scarponcino da lavoro rigorosamente sporco di vernice, cemento, polvere.<br />
Sempre disponibilissimo anche nei momenti meno opportuni.<br />
Stava mangiando.<br />
Alle sue spalle si scorgevano la moglie e le due figlie ancora a tavola.<br />
Ricordo che erano tutte molto belle.<br />
Mi portò in bagno.<br />
&#8220;Aprire la bocca.&#8221;<br />
La scrutò da dietro i grandi occhiali quadrati dalle lenti fumè l&#8217;arcata superiore ed individuò IL Problema.<br />
Con una voce tranquilla che metteva a proprio agio disse: &#8220;Prova a scossartelo avanti ed indietro così&#8221;.<br />
Mi mimò il gesto.<br />
&#8220;Muove?&#8221;<br />
&#8220;Sì&#8221;<br />
&#8220;Dacci un&#8217;altro pochino col fazzoletto!&#8221;<br />
Provai.<br />
Riprovai ancora un po&#8217;.<br />
SQUICH! [ "OHHH!!!" ]<br />
Il dente uscì dal suo alveolo.<br />
&#8220;Ecco fatto!&#8221;<br />
Me l&#8217;aveva fatto togliere da solo!!!<br />
Incredibile!!!<br />
E senza toccarmi.<br />
[ "E' sì, gli specialisti sono decisamente meglio dei dottori!!!" ]<br />
Anche per il Secondo Dente volli ritornare da <strong><em>Brasula</em></strong>.<br />
Per gli altri mi arrangiai da solo, oramai mi aveva insegnato!</p>
<p>Quando ieri sera alle 22.30 circa, Mirko Cottone, un mio amico dei tempi dell&#8217;ISIA, nonché inquilino del mio medesimo palazzo, mi ha chiamato disperato perché iniziava ad uscire acqua dall&#8217;appartamento adiacente al suo e non sapeva come comportarsi [ ERA UN PO' AGITATO!] mi son sentito il Brasula della situazione. <img src='http://stradaioli.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
E non è l&#8217;unico condomino che mi chiama quando c&#8217;è un problema.<br />
Più volte ho aiutato per: sifoni otturati, trasporti di merce pesante, disposizione di fioriere, programmazione del termostato della caldaia&#8230;<br />
Come Brasula vengo ripagato con dolci fatti in casa, cenette, scambi di favori!<br />
Sì, sto diventando il <em><strong>Brasula</strong></em> del condominio di via Bondiolo, 1!</p>
<p>[ Nella foto d’apertura: “<strong><em>Evitando i liquami</em></strong>” - Ieri sera Camoranesi Kottone &#038; STRADAioli becero - Foto Cell. / Fabio Carrelli - che non riesce a tenere le mani ferme, ma dovete scusarlo, perché "ha le placche!"... ]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Zione</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 12:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cazzate]]></category>
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		<description><![CDATA[
[ Io ieri, al matrimonio di 'Babinaz mentre, ostentando la giarrettiera lanciata dalla sposa, suscito invidia negli altri Zioni - FOTO: Davide Donati ]
Zione: In Romagna, nelle famiglie allargate di una volta, con questo termine veniva chiamato il fratello scapolo, di uno due coniugi, che era solito vivere sotto lo stesso tetto della coppia sposata.
Più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="23_stradaioli_giarrettiera.jpg" href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/04/23_stradaioli_giarrettiera.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/04/23_stradaioli_giarrettiera.jpg" alt="23_stradaioli_giarrettiera.jpg" /></a></p>
<p>[ Io ieri, al matrimonio di 'Babinaz mentre, ostentando la giarrettiera lanciata dalla sposa, suscito invidia negli altri <strong>Zioni</strong> - FOTO: Davide Donati ]</p>
<p><strong><em>Zione:</em></strong><em> In Romagna, nelle famiglie allargate di una volta, con questo termine veniva chiamato il fratello scapolo, di uno due coniugi, che era solito vivere sotto lo stesso tetto della coppia sposata.<br />
Più in generale con lo stesso termine veniva indicato il &#8220;sigle&#8221; di sesso maschile.</em></p>
<p><span id="more-362"></span> Quando andavo a casa dei miei nonni paterni c&#8217;era sempre anche Quinto.<br />
Era mio zio.<br />
Almeno mi era stato detto così.<br />
Era mio zio come lo zio Renzo o Toni, ma Quinto non era loro fratello e poi era molto più vecchio!<br />
Tra l&#8217;altro Quinto era zio anche per loro, per gli altri miei zii!!!???</p>
<p>Non capivo bene queste dinamiche di parentela&#8230;</p>
<p>Quinto era sempre stato lì, a casa dei miei nonni.<br />
Come fosse una parte di essa.<br />
Una presenza fissa.<br />
Aveva una sua cameretta dove passava la maggior parte del tempo quando non ciabattava silenzioso attorno casa.<br />
Pacato.<br />
Trasmetteva pace.<br />
Faceva l&#8217;apicoltore.<br />
A me e a mia cugina Chiara regalava sempre una caramella <em>Ricola</em> tutte le volte che andavamo a salutarlo.<br />
Le teneva nell&#8217;anta lunga del mobile in formica gialla della sala da pranzo, la stessa dove stava anche la sacca in cotone col pane e il vaso in vetro dello zucchero.<br />
Le <em>Ricola</em> sì che erano buone! Mica le <em>Club</em>, quelle con l&#8217;incarto rosso, che ci dava la nonna Maria.<br />
Non mi piacevano proprio, erano amare!<br />
A volte le succhiavo solo un po&#8217; poi, quando pensavo di non essere visto, le nascondevo nei vasi dei fiori sul terrazzo o le lanciavo alla Lilla, il cane del vicino!</p>
<p>Solo verso i 6 anni ho chiesto &#8220;Ma chi è lo zio Quinto? E, in che puo&#8217; essere sia mio zio, sia lo zio del babbo, di Toni, di Renzo e della Gabriella?&#8221;<br />
Mia mamma mi spiegò che si poteva essere zii anche se si è fratelli del nonno.<br />
&#8220;Ahhh, devono aver finito la fantasia per fare altri nomi per i parenti&#8230;&#8221;<br />
Ci ha pensato poi il folklore romagnolo: &#8220;<strong><em>Zion</em>e</strong>&#8220;!</p>
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		<title>LE COSE</title>
		<link>http://stradaioli.com/blog/2008/04/06/le-cose/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 19:34:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
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		<category><![CDATA[Tradizione]]></category>

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Quando le persone se ne vanno rimangono le cose.
Le cose ti ricordano i bei momenti e i fallimenti.
Le cose ti ricordano spazi, prima colmati dalle persone che non ci sono più:
- il camioncino verde compratomi dal bis-nonno Livio ad una bancarella della festa del paese;
- il puffo pagliaccio che mi aveva dato di nascosto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/04/19_stradaioli_lecose.jpg' title='19_stradaioli_lecose.jpg'><img src='http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/04/19_stradaioli_lecose.jpg' alt='19_stradaioli_lecose.jpg' /></a></p>
<p><strong>Quando le persone se ne vanno rimangono le cose.</p>
<p>Le cose ti ricordano i bei momenti e i fallimenti.</p>
<p>Le cose ti ricordano spazi, prima colmati dalle persone che non ci sono più:</strong><br />
- il camioncino verde compratomi dal bis-nonno Livio ad una bancarella della festa del paese;<br />
- il puffo pagliaccio che mi aveva dato di nascosto la zia Olga (rubandolo dalla collezione di suo figlio Davide &#8220;che tanto era già grande&#8221;);<br />
- il porta-torte della Tupperware di nonna Maria che anche se lo lavi continua ad avere odore di torta al limone (la stessa torta che mi hanno portato 3 giorni fa <img src='http://stradaioli.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' />  );<br />
- il DVD di &#8220;Intervista col Vampiro&#8221;;<br />
- il letto sul quale pensavo di fare l&#8217;amore con la stessa persona per il resto della vita e che ora condivido, per lo più con un gatto&#8230; odddio, ma da quant&#8217;è che non faccio l&#8217;amore?!</p>
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		<title>Attacco al Design</title>
		<link>http://stradaioli.com/blog/2008/04/05/attacco-al-design/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 09:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[
&#8220;Design&#8230;
&#8230;ossessione per le forme o ricerca della perfezione?
&#8230;crimine o arte?
Il design stimola le discussioni e a noi, piace discutere!&#8221;
Domenica scorsa sono andato ad una mostra di arte e design: VERNICE, che oramai da qualche anno si tiene alla &#8220;Fiera di Forlì&#8221;.
Un evento che lentamente sta crescendo dando l&#8217;opportunità di passare la solita noiosa domenica in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="181_stradaioli_1000chairs.jpg" href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/04/181_stradaioli_1000chairs.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/04/181_stradaioli_1000chairs.jpg" alt="181_stradaioli_1000chairs.jpg" /></a></p>
<p><em>&#8220;Design&#8230;<br />
&#8230;ossessione per le forme o ricerca della perfezione?<br />
&#8230;crimine o arte?<br />
Il design stimola le discussioni e a noi, piace discutere!&#8221;</em></p>
<p>Domenica scorsa sono andato ad una mostra di arte e design: VERNICE, che oramai da qualche anno si tiene alla &#8220;Fiera di Forlì&#8221;.<br />
Un evento che lentamente sta crescendo dando l&#8217;opportunità di passare la solita noiosa domenica in maniera differente e ai creativi locali di uscire dalle aule scolastiche e dai laboratori domestici per farsi vedere/conoscere dando nuovi stimoli alla propria comunità.<br />
Per lo più ad esporre sono pittori.<br />
Dopo quasi 2h di passeggio tra le opere facendomi anestetizzare dai colori sono distratto da delle martellate che giungono da dietro a dei pannelli verticali che inscatolano uno stand.<br />
["Ma cosa stanno facendo? Andiamo a vedere?!"]</p>
<p><span id="more-340"></span><!--more-->SURPRISE!!!<br />
E&#8217; lo spazio espositivo della mia amata ISIA di Faenza!!!</p>
<p>All&#8217;interno sono esposti vari lavori prodotti dagli studenti negli anni di studio.<br />
["Vediamo se c'è anche qualche cosa di mio e ...periamo di non doverci vergognare..."]<br />
E&#8217; normale che lavori dell&#8217;età giovanile ci facciano vergognare o sorridere.<br />
Non cerco troppo&#8230; in fondo non mi interessa più di tanto&#8230;<br />
&#8230;poi, quel martellare e quelle urla sono più interessanti: &#8220;&#8216;SIGNO&#8217;, sono 1 etto e 45&#8230; 45 g grammi in più!!! CHE FACCIO?LASCIO?!&#8221;</p>
<p><a title="182_stradaioli_picollamacelleriadidesign.jpg" href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/04/182_stradaioli_picollamacelleriadidesign.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/04/182_stradaioli_picollamacelleriadidesign.jpg" alt="182_stradaioli_picollamacelleriadidesign.jpg" /></a></p>
<p>Dietro ad un vecchio bancone frigo da macelleria ci sono alcuni studenti, vestiti da mastri beccai.<br />
Stanno spaccando, a suon di martellate, delle comuni sedie da giardino, quelle in plastica bianca per intenderci.<br />
Poi, abilmente pesano i frammenti su una bilancia di quelle in acciaio, dal gusto molto &#8220;&#8216;Amarcord&#8221; e li confezionano, con gesti maldestri e veloci, in carta paglia, di quella spessa, ruvida, color ocra.<br />
Infine, chiudono il tutto con un adesivo che riprende la sagoma della sedia evidenziandone &#8220;i tagli&#8221;, proprio come nei ricettari: <strong>1 zampetto, 2 stinco, &#8230; 10 culatello</strong>; nome del prodotto, provenienza e data di &#8220;degradabilità???&#8221;: <strong>Biancosato D.O.P. &#8211; monoblocco made in china &#8211; Con. Pref. Entr. 03/4008</strong>:<br />
Appongono al tutto il timbro del gruppo performativo &#8220;<a href="http://www.dorothygray.net/">DOROTHY GRAY</a>&#8220;.<br />
Regalano le confezioncine come souvenir dell&#8217;evento.<br />
["CARINO!!!"]<br />
Da vero feticista non resisto, mi faccio avanti: &#8220;Posso prenderne uno?&#8221;<br />
&#8220;Certo! A LEI!&#8221;<br />
Sorrido entusiasta.<br />
Il designer-macellaio contraccambia.</p>
<p><strong>Abbiamo ancora bisogno di altre sedie?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>RADISI V°Puntata ● LESSC IS MORE</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 13:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[AromadiCasa]]></category>
		<category><![CDATA[Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[
[Puntata 5 di n]
“Soap-Polpettone” sperimentale sulla Storia
del Mio-Fare-Comunicazione/Design e
su Chi mi ha influenzato nel ciò
DI MERCOLEDI’ QUANDO CAPITA SU www.STRADAioli.com
Sono a pranzo dai miei nonni di Forlì.
Fuori una precoce primavera si fa già sentire con i suoi 23°C all&#8217;ombra.
Si sta bene.
Il cielo è sereno.
L&#8217;aria che arriva &#8220;dalla collina&#8221; è buona.
Con la fantasia pregusto un leggero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/03/17_stradaioli_diesel.jpg' title='17_stradaioli_diesel.jpg'><img src='http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/03/17_stradaioli_diesel.jpg' alt='17_stradaioli_diesel.jpg' /></a></p>
<p><strong>[Puntata 5 di n]</p>
<p>“Soap-Polpettone” sperimentale sulla Storia<br />
del Mio-Fare-Comunicazione/Design e<br />
su Chi mi ha influenzato nel ciò</strong><br />
<del datetime="2008-03-30T12:34:24+00:00">DI MERCOLEDI’</del> QUANDO CAPITA SU www.STRADAioli.com</p>
<p>Sono a pranzo dai miei nonni di Forlì.<br />
Fuori una precoce primavera si fa già sentire con i suoi 23°C all&#8217;ombra.<br />
Si sta bene.<br />
Il cielo è sereno.<br />
L&#8217;aria che arriva &#8220;dalla collina&#8221; è buona.<br />
Con la fantasia pregusto un leggero piatto estivo ma entrato in casa l&#8217;odore che arriva dalla cucina mi riporta con i piedi in Romagna&#8230;</p>
<p><span id="more-336"></span>Mia nonna, tonda, piccina, rubiconda sta mescolando a due mani qualche cosa nella grossa pignatta in terracotta smaltata&#8230;<br />
&#8220;Ho fatto la polenta con la lepre in salmì. Ce l&#8217;ha data Germano che l&#8217;ha &#8216;mazzata ieri mattina&#8230; era fuori con Gusto e la sua squadra&#8230;&#8221;<br />
Legge il mio sguardo perplesso e, prima ancora che possa aprire bocca, continua: &#8220;&#8230; ma se non ti va la polenta posso buttarti giù due tortelli di patate che li ho fatti io, o c&#8217;ho pure quelli con le erbette che mi ha portato la zia Assunta da sopra la &#8216;Dvia <strong>*</strong>!&#8221;<br />
&#8220;Va benissimo la polenta.&#8221;<br />
&#8220;&#8230; per dopo ancora ho fatto anche il mascarpone. C&#8217;è anche il nana-nas <strong>**</strong>. Lo tagli te che sei più bravo?&#8221;<br />
Sorrido &#8220;Va bene nonna.&#8221;<br />
&#8230;<br />
Iniziamo il pranzo tutti assieme, i miei nonni, i miei genitori.<br />
Da sedere rimiro la parete di fronte.<br />
E&#8217; un&#8217;accozzaglia di ninnoli (VEDASI FOTO).<br />
E, per fortuna, mi trovo in sala da pranzo, che non è nulla in confronto al salotto: il vero regno del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kitsch">kitsch</a>.<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adolf_Loos">Adolf Loos</a> sarebbe morto a tale vista, o ucciso dalla ricchezza della cucina.</p>
<p><strong>Eppure, il mio patrimonio viene da qui.</strong></p>
<p>La foto d&#8217;apertura è vera.<br />
In ordine da sinistra in alto per poi procedere in senso antiorario:<br />
<strong>A</strong> &#8211; Foto-stampa con cornice oro &#8211; post gita per anziani alle Grotte di Frasassi;<br />
<strong>B</strong> &#8211; Sottospecie di tazzina-bomboniera con dentro mazzetto finto-floreale in fil di ferro intrecciato / carta / origami italiani (probabilmente parte di una bomboniera, ma non della sessa);<br />
<strong>C</strong> &#8211; Cane in ceramica, di cui mio nonno si è pure provato a sbarazzare buttandolo nel cassonetto con la giustificazione: &#8220;Ci stavo male nel vederlo, mi ricordava Duca (il nostro cane morto, oramai, 9 anni fa)!&#8221;. Ma mia nonna, casualmente, l&#8217;ha ritrovato portando, a sua volta, l&#8217;immondizia nel &#8220;vascone&#8221;. Si deve essere veramente prodigata in tuta la sua bassezza e con non so quali esercizi di stretching per riprenderlo: da allora è ancor più diventato una COSA DI CASA;<br />
<strong>D</strong> &#8211; Trullo &#8211; Mignon in vera pietra di Alberobello post gita per anziani;<br />
<strong>E</strong> &#8211; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caveja">Caveja</a> -Mignon: in una vera casa romagnola, non può mancare;<br />
<strong>F</strong> &#8211; Sottospecie di zuppiera-bomboniera con dentro mazzetto finto-floreale in fil di ferro intrecciato / carta / origami italiani (vedi punto <strong>B</strong>);<br />
<strong>G</strong> &#8211; Filatoio/Arcolaio-Mignon, per concludere in bellezza la prima mensola;<br />
<strong>H</strong> &#8211; A fare da sfondo, il poster translucent attaccato con scotch direttamente sul muro &#8211; post gita per anziani alla Cascata delle Marmore;<br />
<strong>I</strong> &#8211; Cigno svuota-tasche in DAS ricoperto di conchigliuzze (provenienza ignota);<br />
<strong>L</strong> &#8211; Corallo del Mar Rosso (comprato a Lido di Classe) con conchigliuzze e altri reperti marini attaccati a vanvera col vinavil;<br />
<strong>M</strong> &#8211; Conchiglie di varie forme e dimensioni provenienti da mari esotici;<br />
<strong>N</strong> &#8211; Rosa del deserto, nascosta dalle conchiglie [ ... e questa??? Da dove viene fuori??? Un pezzo nuovo!!! ];<br />
<strong>O</strong> &#8211; Foto-stampa con cornice oro &#8211; post gita per anziani alle Grotte di Frasassi &#8211; di dimensioni minori di quella iniziale a chiudere un ciclo dell&#8217;orrore: un piccolo museo che si sviluppa su meno di 2mq;<br />
All&#8217;appello manca solo una pernice imbalsamata (trofeo di caccia del mio povero bis-nonno Livio). Non preoccupatevi, quando ho fatto lo scatto era  stata, momentaneamente,  messa in terrazzo &#8220;a prendere aria!&#8221; [...ma???]</p>
<p><strong>* &#8216;Dvia</strong>: Dovia, l&#8217;originario nome di Predappio, prima che venisse cambiato per volere del Duce durante il Ventennio. La parte alta del paese, la vera Predappio,  fu invece ribattezzata Predappio Alta.<br />
Gli anziani provenienti da quelle zone usano ancora la vecchia terminologia, che non è mai andata perduta.</p>
<p><strong>** NANA-NAS:</strong> A casa dei miei nonni materni, quello che, normalmente, il resto del mondo, chiama ananas.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>ARIGATÒÒÒÒÒÒÒ &amp; CAMPAI</title>
		<link>http://stradaioli.com/blog/2008/02/27/arigatooooooo-campai/</link>
		<comments>http://stradaioli.com/blog/2008/02/27/arigatooooooo-campai/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 06:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[AromadiCasa]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
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		<category><![CDATA[Romagna]]></category>
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		<category><![CDATA[Vino]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le etichette che ho creato nel 2003 per VILLAPAPIANO su ispirazione di una stampa romagnola proveniente da una vecchia tovaglia di mia nonna Cateriana continuano a spopolare.
2004_PREMIO ETICHETTA GAMBERO ROSSO;
2005_SBARCANO NEGLI USA.
2007_VINCONO I &#8220;3 BICCHIERI&#8220;;
2008_SBARCANO IN GIAPPONE (VEDASI FOTO).
Il disegno rappresenta un intreccio di fiori di cardo (fortuna) e frutti di melograno (prosperità-soldi)&#8230;
Non per essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/09_stradaioli_villapapiano_jp.jpg' title='09_stradaioli_villapapiano_jp.jpg'><img src='http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/09_stradaioli_villapapiano_jp.jpg' alt='09_stradaioli_villapapiano_jp.jpg' /></a></p>
<p>Le etichette che ho creato nel 2003 per VILLAPAPIANO su ispirazione di una stampa romagnola proveniente da una vecchia tovaglia di mia nonna Cateriana continuano a spopolare.</p>
<p>2004_PREMIO ETICHETTA GAMBERO ROSSO;</p>
<p>2005_SBARCANO NEGLI USA.</p>
<p>2007_VINCONO I &#8220;<strong><a href="http://vino.slowfood.it/vino/ita/leggi.lasso?cod=3E6E345B1889b1BAADRPX184C9F7">3 BICCHIERI</a></strong>&#8220;;</p>
<p><strong>2008_<a href="http://amalfi.exblog.jp/6607582/">SBARCANO IN GIAPPONE</a></strong> (VEDASI FOTO).</p>
<p>Il disegno rappresenta un intreccio di fiori di cardo (fortuna) e frutti di melograno (prosperità-soldi)&#8230;<br />
Non per essere superstiziosi ma&#8230; stanno portando veramente bene!<br />
Pensare che la rielaborazione grafica era stata pensata per finire su una tavola da skateboard ma fu rifiutata dal direttore marketing&#8230;<br />
Forse in quel settore non avrebbe funzionato o forse <a href="http://it.youtube.com/watch?v=TSRGToFXQKo">Giorgio avrebbe chiuso il &#8220;900°&#8221;</a> prima di Tony Hawk&#8230;</p>
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		<title>WE MAKE GREAT PETS</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 05:20:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>STRADAioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Costume&Società]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
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		<category><![CDATA[Tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sono davanti al banco frigo della carne e sogno una serata &#8220;la sangue&#8221;.
Questa sera ci starebbe proprio bene una BBBELLA bistecca! Ci faccio veramente voglia!
Solo che a me piacciono quelle provenienti da carni macellate&#8230; per le carni bianche non mi fiscalizzo&#8230; sono disposto a mangiare anche quelle prodotte da una Pharm&#8230; Quelle rosse, pero&#8217;&#8230;!
Quelle rosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="05_beefcake_stradaioli.jpg" href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/05_beefcake_stradaioli.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/05_beefcake_stradaioli.jpg" alt="05_beefcake_stradaioli.jpg" /></a></p>
<p>Sono davanti al banco frigo della carne e sogno una serata &#8220;la sangue&#8221;.</p>
<p>Questa sera ci starebbe proprio bene una BBBELLA bistecca! Ci faccio veramente voglia!<br />
Solo che a me piacciono quelle provenienti da carni macellate&#8230; per le carni bianche non mi fiscalizzo&#8230; sono disposto a mangiare anche quelle prodotte da una Pharm&#8230; Quelle rosse, pero&#8217;&#8230;!<br />
Quelle rosse che fanno nelle Pharm-Lab fanno VERAMENTE SCHIFO!<br />
Si sente la differenza.<br />
Deve essere il sangue&#8230; non ha lo stesso sapore&#8230;<br />
E&#8217; la stessa cosa di quando iniziarono a diffondersi negli anni Ottanta i formaggi industriali; avevano un retrogusto di&#8230; di plastica.<br />
Adesso poi, son tutti così già da un pezzo!</p>
<p><span id="more-269"></span>Penso di non ricordarmi nemmeno più che sapore avessero quelli che andavamo a prendere dal pastore su in montagna.</p>
<p>Perso nei miei pensieri mi sono distratto.<br />
Troppo.<br />
Un giovane mi sta guardando.<br />
Forse già da un po&#8217;.<br />
Si è accorto che ho l&#8217;intenzione di acquistare carne macellata.<br />
E&#8217; schifato da me.<br />
Deve essere un <em>baggy*</em>, o come li chiamano adesso.<br />
Sì, deve essere proprio uno di quelli. Veste Ganesh-Tech &#8211; &#8220;<em>Abiti in fibra vegetale provenienti da vivai autorizzati. Non farai soffrire nessuna foresta!</em>&#8220;. Questo è quello che dice la pubblicità, solo che non dice quanto soffrirà il tuo portafogli!<br />
Il tipo continua a guardarmi. Fissa le mie scarpe e mi bolla subito: [<em>Un "Home-butchy*"!</em>].</p>
<p>Ho delle COLIN da skate MID-SCHOOL del 2012.<br />
Che ci volete fare, sono rimasto affezionato a questo genere di indumenti.<br />
Comunque il modello l&#8217;hanno decisamente migliorato, del periodo MID-SCHOOL è rimasta solo il design per nostalgici&#8230; adesso le fanno con suola in gomma ultra-traspirante: tutta un&#8217;altra cosa!<br />
Chissà come facevo a 12 anni a tenere ai piedi, per tutto un giorno, quelle scarpazze dell&#8217;AIRWALK completamente antitraspiranti e alte sino alla caviglia?!<br />
Comunque l&#8217;etichetta sul retro della linguetta delle mie COLIN parla chiaro: per farle è stato impattato l&#8217;ambiente per un valore di circa 3/4 di albero a scarpa.<br />
In pratica le mie scarpe hanno causato la morte di 1 albero e 1/2!<br />
Credete che non mi senta un po&#8217; in colpa?!<br />
Però mica ho i soldi per permettermi gli abiti di quello lì che mi sta giudicando!<br />
Facile fare filosofia col culo degli altri!</p>
<p><a title="052_topsirloin_stradaioli.jpg" href="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/052_topsirloin_stradaioli.jpg"><img src="http://stradaioli.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/052_topsirloin_stradaioli.jpg" alt="052_topsirloin_stradaioli.jpg" /></a></p>
<p>Evabbé!<br />
Rassegnato.<br />
Alla fine prenderò la bistecca di manzo proveniente dalle Pharm! E&#8217; bella a vedersi. Sembra succulenta, gustosa, ma so già che saprà di plastica e medicine&#8230; &#8216;FANCULO!<br />
Cerco di trovare al tutto un fine positivo: la biotecnologia finalizzata alla medicina curativa non farebbe passi avanti se non ci fossero altri guadagni&#8230; indotti dal mercato.<br />
Mi ricordo quando era vietato fare i primi esperimenti per modificare i DNA delle cellule.<br />
Si sollevò un polverone di problemi etici: &#8220;<em>Non possiamo giocare a fare Dio!</em>&#8220;, &#8220;<em>Il pomodoro Frankenstein!</em>&#8220;, &#8220;&#8230;&#8221;.<br />
Poi, appena hanno capito che un pollo da batteria geneticamente modificato in modo da non fargli crescere le piume costava minor tempo di lavorazione&#8230; i polli con le piume sono diventati roba da zoo o da documentario!<br />
Han durato poco, però! Non se li ricorda già più nessuno!<br />
Le Pharm con le loro bio-sacche-alimentari, nutrite con alimenti &#8220;<em>speciali</em>&#8221; in flebo&#8230; sono arrivate quasi subito dopo&#8230; Poi mascherano il tutto con principi etici&#8230;<br />
ANDATE A CAGARE!<br />
Prendo il manzo!<br />
Sulla confezione c&#8217;è un bollino giallo che dice: &#8220;<em>Carne Non Uccisa</em>&#8220;. Mi sembra ancora un paradosso!<br />
Il <em>baggy</em> pare rasserenato.<br />
VAI A CAGARE ANCHE TE!</p>
<p><strong>Baggy*=</strong> Nel 2016, i giovanissimi che rifiutano qualsiasi prodotto che arrechi danno, sofferenza, distruzione alla natura. In particolare modo, qualsiasi prodotto che provochi la morte di un essere vivente, animale o vegetale che sia</p>
<p><strong>Home-butchy*</strong>= Ultima generazione ad aver assistito o addirittura preso parte all&#8217;uccisione o alla macellazione di animali tra le mura domestiche.</p>
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